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Assertività: comunicare, esprimersi e rispettare

Assertività: comunicare, esprimersi e rispettare

Primo blog dell’anno 2021, alta responsabilità, perché sarà quello trainante rispetto ai successivi, perché sarà il leader di ogni cosa che andrò a fare o dire d’ora in avanti, come metaforicamente espresso nel video allegato.

Parliamo di assertività. Di recente ho pubblicato un breve post di apertura all’argomento, direi meglio una nuova forma mentis che voglio che mi accompagni. Per farlo però devo condividere, devo diffondere questo credo, questa modifica di stile comunicativo. Dunque eccomi qua a scrivere di lei, l’assertività. Ho preso informazioni, ho letto un libro in men che non si dica, e posso affermare che mi ha affascinato completamente.

Pronti?

L’assertività è un’abilità sociale comunicativa che riunisce i comportamenti e i pensieri che ci permettono di difendere i diritti di ognuno senza aggredire né essere aggrediti.

Questa definizione è tratta dal libro scritto da Giulia Nobili “Comunicazione assertiva”.

Proviamo a semplificare con un esempio:

Immagina di sederti al ristorante per una cena, di questi tempi immaginare è d’obbligo, quando il cameriere ti porta ciò che hai ordinato e ti accorgi che una delle posate è sporca, che fare?

Esistono sostanzialmente 3 tipi di reazione:

  • Non dire nulla passandoci sopra;
  • Fare una scenata e ridicolizzare il cameriere;
  • Chiamare il cameriere e chiedergli che cambi la posata sporca.

Siete d’accordo non vi siano altre alternative?

Bene!

E’ evidente come le prime due reazioni non siano esattamente corrette, la prima lede voi stessi che affronterete un momento piacevole con disgusto, la seconda è la peggiore perché denota perdita di controllo e impatto sull’emotività del cameriere, la terza è valida e dunque assertiva. Perché? Si ottiene in un colpo solo quello che le prime due reazioni avevano insite ma in maniera troppo estremizzata: rispetto per sé stessi, del prossimo e risoluzione elegante del problema.

Meglio spiegato così, vero?

Diciamo che l’essere assertivi rappresenta uno degli elementi utili per migliorare la propria intelligenza emotiva.

Nei tre esempi sopra, la prima reazione è definita passiva e la seconda aggressiva. Tendenzialmente nessuno è sempre passivo o solo aggressivo, esiste uno stile predominante ma in taluni casi siamo l’uno e in altri il secondo.

Provate a prendere un foglio di carta e scrivere:

FAMIGLIA

 

AMICI

 

RELAZIONE DI COPPIA

 

LAVORO

Fatto? Ecco, provate a riguardarvi con il pensiero, in relazioni concernenti questi macro-gruppi, che tipo di relazioni avete attuato?

Scrivetelo accanto alla parola chiave, noterete come lo stile comunicativo muti in ragion di chi abbiamo come interlocutore. Non faccio riferimento alla maggiore disponibilità, ambientazione, socialità o quant’altro, è ovvio che con un amico sarò sciolto e diretto, più distaccato e serio in ambito lavorativo, per esempio. Parlo di come vi relazionate, se sono stato bravo a far passare il messaggio riuscirete ad etichettare i vostri diversi stili comunicativi e noterete che sarete maggiormente passivi o aggressivi semplicemente verificando se troverete scritto più volte la parola “passivo” o “aggressivo”.

E’ importante conoscersi, vedete, a scuola ci insegnano tante cose, i libri ci donano vocaboli, impariamo ad usare la testa ma chi ci insegna a relazionarci? Oggigiorno è la skill più importante.

Ne sono convinto perché lavoro su me stesso, sulle mie esperienze, sulle mie deficienze, errori, insuccessi e noto quanto sia lontano dall’essere assertivo. O meglio, a volte lo siamo un po’ tutti, soprattutto quando tutto fila a gonfie vele e siamo carichi ed emotivamente “colorati”, provate a esserlo quando tutto va male, quando siete in difficoltà, quando perdete le vostre certezze, lavoro, persone importanti.

Provate.

Basandomi su me stesso, sempre, ho notato come sia tendenzialmente passivo anche a causa della mia naturale introversione e saltuariamente aggressivo perché spesso evito d’impormi per un qualcosa che reputo maggiormente significativo ma questo non fa altro che destabilizzare me stesso e anche il mio interlocutore. Quest’ultimo penserà di poter controllare ogni cosa e, quando si ritroverà l’aggressività ad attenderlo, ne rimarrà basito. Bene, la parola chiave dunque deve essere equilibrio, assertività per l’appunto, riuscire a comunicare senza prevaricare, senza minimizzare le proprie necessità, senza farlo delle altrui, il nuovo obiettivo deve essere una comunicazione solida, efficacie e rispettosa.

Chiaramente è un argomento vasto, abbraccia varie aree, da quelle mediche a quelle di leadership, non è lì che ora voglio entrare, solo sensibilizzare al concetto perché cerco sempre di condividere quello che offre spunti di miglioramento a me stesso.

E’ un messaggio di pace se vogliamo, perché si vive troppo sui social e perdiamo la bussola delle relazioni, più che altro l’abitudine, soprattutto in questa fase in cui siamo anche costretti alla “lontananza”.

Concludo questo articolo con un video che vidi poco più di due anni fa, un video molto bello che traduce il concetto di leadership, comunicazione, determinazione, motivazione e assertività, quello che come detto in principio dovrà rappresentare questo primo blog per il seguito, l’esempio. L’esempio che si può fare più di quanto vedi in te stesso, che puoi ispirare. Tempo fa lo scelsi perché mi piacque, solo per questa ragione, ora lo dedico a chi vuole determinare, perché se hai una leadership la devi esercitare, perché in ogni relazione c’è chi è l’ago della bilancia, qualcuno che porti un peso più di altri, se é importante.

 

DAVIDE BOSISIO

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