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L’ENNEAGRAMMA, APPROFONDIMENTI E CONCLUSIONI

L’ENNEAGRAMMA, APPROFONDIMENTI E CONCLUSIONI

Eccoci arrivati alla fine di questo percorso che, con quest’ultimo documento, auspico se ne comprenda l’importanza, soprattutto la complessità dei rapporti interpersonali, di come sia fondamentale un approccio sempre volto alla comprensione e al rispetto del prossimo perché non possiamo sapere cosa quella persona abbia vissuto, come stia.

L’enneagramma ci insegna a vivere la nostra unicità con coraggio, fiducia e consapevolezza di ciò che siamo con i nostri talenti da sviluppare e i nostri automatismi da controllare.

Questo meraviglioso strumento di introspezione ci aiuta a comprendere che nella vita la staticità porta ad incagliarsi nei propri vizi e non ci consente di evolvere portando alla luce il meglio di noi. La vita è movimento, è cambiamento continuo e così noi, se vogliamo vivere davvero una vita piena, appagante e consapevole, dobbiamo muoverci all’interno della nostra configurazione, andando ad arricchire la nostra Base con i talenti e alcune caratteristiche delle Basi con cui siamo connessi. Mentre la Base non cambia mai, la configurazione è in continua evoluzione a seconda delle esperienze di vita, delle crisi, delle motivazioni e dei successi della persona.

A tal proposito, dopo aver studiato ogni enneatipo, analizziamo perché uno specifico profilo abbia riflessi differenti da persona a persona.

Partiamo dai 10 fondamenti dell’essere umano:

  • 1°: Il problem solving dipende dal problem setting (comprensione che il disagio sia un problema) il quale, a sua volta, è condizionato dalla cultura di una persona, caratterizzata da metafore, categorie cognitive e analogie;
  • 2°: Non è facile, se non impossibile, separare i dati oggettivi dalle nostre interpretazioni soggettive. C’è una stretta correlazione fra ciò che interpretiamo e la nostra personalità;
  • 3°: La metafora è un metodo di percepire, classificare e valutare la realtà oggettiva;
  • 4°: La prima funzione della cultura è quella di “mediazione”, serve a mediare l’interazione dell’individuo con il suo ambiente organizzativo e sociale;
  • 5°: La seconda funzione della cultura è quella del “sense making” ovvero aiuta la persona a dare un senso alla sua esistenza nelle differenti sfaccettature;
  • 6°: La terza funzione della cultura è quella di costruire principi e valori dell’individuo;
  • 7°: Quando incontriamo una cultura diversa dalla nostra ci troviamo ad un bivio. Possiamo negarla, passando dallo smarrimento al disprezzo oppure riconoscerla passando dallo stupore al rispetto;
  • 8°: L’intolleranza radicale comporta la negazione o il discredito della cultura dell’altro; il disprezzo dell’altro e, se possibile, il suo annientamento;
  • 9°: La persona consapevole, democratica e aperta sa che il suo non è l’unico punto di vista e si apre ad altrui vedute;
  • 10°: Le esperienze dalla nascita, inconscio-subconscio-conscio.

Questo schemino per creare un percorso che cerchi di trasmettere la serietà dell’argomento, la sua profondità. Il paradosso è che non potremo mai conoscere bene gli altri finché non conosciamo bene noi stessi e, al tempo stesso, non potremo conoscere bene noi stessi finché non conosciamo gli altri. Per risolvere questo apparente circolo vizioso basti sapere che conoscere noi stessi e gli altri, sono le due facce della stessa moneta, la comprensione della natura umana. I Sufi (popolazione che viveva nei deserti con una lunga tunica e un secchiello per l’acqua, nella loro lingua significa “i puri”) erano dell’opinione che gli uomini vengano distrutti dalle loro qualità, perché si identificano eccessivamente con ciò che sanno fare bene. In pratica le qualità si possono trasformare in limiti e, quando si sopravvalutano, si gioca una partita sul terreno più congeniale e di conseguenza si tende a rafforzare l’immagine di sé, che sia la migliore, ponendosi con atteggiamenti di superiorità. Questa è un’illusione.

Studiosi ben più bravi e preparati di me, ritengono che l’associazione a questo o quel enneatipo nasce dalle esperienze vissute in tenera età. Ferite. C’è chi ritiene da neonati, chi entro i primi 5 anni e via, ma è poco importante. Lo è assai di più capire che noi siamo quello che la vita ci ha dato, soprattutto quelle che sono state le relazioni con le figure dominanti, l’educazione ricevuta. Tutto questo plasma il nostro IO e trasmette ad esso un insegnamento: come tutelarsi. In questa fase intendo traferire che nascono, rimangono, delle ferite caratteriali che innescano una reazione a tutela. Da qui scattano le paure e visioni di sé di ogni enneatipo.

Per cui un tipo 1 eviterà la collera, il 2 aver bisogno d’altri, il 3 di fallire, il 4 d’essere ordinario, il 5 di trovarsi inadeguato, il 6 di trasgredire, il 7 di soffrire, l’8 di mostrarsi debole ed il 9 di trovarsi in conflitto.

Nascono dunque le tre aree fondamentali, meglio definite centri, che raggruppano gli enneatipi:

  • Istintivi (8,9,1);
  • Emotivi (2,3,4);
  • Razionali (5,6,7).

I tre centri hanno funzioni ben distinte e complementari, ideale utilizzarli tutti, impiegando ognuno nelle circostanze congeniali, tuttavia tendiamo a preferirne uno.

Il centro istintivo cerca di base di preservare “l’essere”, di garantire sicurezza e sopravvivenza, fisica e psicologica.  E’ il luogo dell’energia e dell’azione, dove viene accettato il cambiamento o viene opposta resistenza. E’ anche centro di creatività nell’agire e nella sensualità, della spontaneità.

Il centro emotivo è il luogo dell’affettività, dei desideri e delle relazioni. Al centro emotivo interessa soprattutto il presente.

Il centro mentale cerca invece di dare un senso a sé stesso e al mondo. Per raggiungere l’obiettivo fa ricorso sia all’analisi logica, ragionamento, sia all’immaginazione e studio di differenti possibilità e prospettive. Proiettato al futuro.

Detto ciò, metto in risalto una domanda che feci quando partecipai alle lezioni sull’enneagramma:

“perché persone associate allo stesso profilo sono diverse?”

La risposta ce la siamo data nei paragrafi precedenti, dove siamo nati, con chi siamo cresciuti, quale educazione, cultura, tutto determina un IO unico ed inimitabile. Ma con paure comuni e modi di rigettarle in ragion della propria intelligenza, faccio riferimento all’asticella. Se riesco a farvi immaginare un contenitore rettangolare posto in verticale, da 0 a 10 la dimensione, dove 5 è la media. Bene, diciamo che la gran parte delle persone è posizionata sul valore 5, chi si distingue ed eccelle, cresce, và verso il 10, al contrario chi regredisce.

Ma per rispondere alla mia vecchia domanda non è sufficiente questa risposta, è utile sapere che ogni enneatipo ha interferenza dall’enneatipo vicino. Si chiamano ali.

C’è chi sostiene che siano ambedue influenti, a me dissero che certamente un influsso ci sia ma che una è ala di pollo e l’altra d’aquila. Per cui un tipo 6 con influenza maggiore in 5 sarà diverso da chi con influenza in 7 ma, importantissimo, le ali non cambiano il nostro enneatipo ma gli aggiungono qualità addizionali. Perché delle ali dunque? E’ dovuto al fatto che stare totalmente all’interno del nostro enneatipo di base genera una pressione intollerabile, pertanto “uscire” un poco dalla nostra personalità rappresenta un mezzo per allentare la tensione del nostro Tipo.

Ecco, capite perché il genere umano è complessissimo e vive tutta questa complessità con naturalezza? Perché parte di esso.

Vediamole queste ali e influenze su ogni enneatipo:

Tipo uno

Uno con ala Due: E’ più affettuoso del tipo puro, disponibile, attento alle esigenze del prossimo, mettendo a disposizione degli altri le proprie risorse.

Uno con ala Nove: Rispetto al tipo puro è più freddo, obiettivo, ha un atteggiamento distaccato e una ridotta emotività.

Tipo due

Due con ala Uno: E’ più idealista, obiettivo, ha una personalità caratterizzata di profondi principi morali. Questa personalità va incontro alle esigenze degli altri in modo meno manipolatorio del tipo puro.

Due con ala Tre: E’ più ambizioso, estroverso e valorizza concretamente la sua propensione e capacità di andare incontro al prossimo. E’ dotato di fascino e abilità comunicativa.

Tipo tre

Tre con ala Due: Rispetto al tipo puro è più affettuoso, disponibile, affascinante. Ha spiccate qualità sociali, incoraggia e trasmette fiducia.

Tre con ala Quattro: Rispetto al tipo puro si rende più capace di usare la sua creatività ed immaginazione. L’attitudine all’introspezione del quattro viene moderata dalla pragmaticità del tre.

Tipo quattro

Quattro con ala Tre: Rispetto al tipo puro è più ambizioso e sicuro di sé. La tendenza alla depressione del tipo quattro è mitigata, si nota una certa concretezza nel realizzare le proprie aspirazioni artistiche e creative.

Quattro con ala Cinque: in questa personalità l’introversione e l’originalità si rafforzano. La gestione dei sentimenti può essere conflittuale, poiché sono vissuti in modo intenso dal quattro e tenuti a distanza dal cinque.

Tipo cinque

Cinque con ala Quattro: in questa personalità si uniscono rigore intellettuale, creatività , sensibilità. Può essere una persona colta ed interessante.

Cinque con ala Sei: Se il cinque è indipendente, il tipo sei può mitigarlo con la sua fedeltà e lealtà. Questo cinque “fedele” corre il rischio di assumersi la responsabilità degli altri.

Tipo sei

Sei con ala Cinque: Questa personalità è caratterizzata dalla tendenza ad osservare gli altri (tipo sei) e dalla curiosità intellettuale (tipo cinque).

Sei con ala Sette: Più concreto rispetto al precedente e più estroverso, si lascia coinvolgere in diverse attività piacevoli. Può essere impulsivo.

Tipo sette

Sette con ala Sei: Ha maggior senso della realtà rispetto al tipo puro (per effetto del tipo sei). Comunica gradevolezza ed ottimismo.

Sette con ala Otto: Trasmette energia, grinta e vitalità. Tende a sapere quello che vuole.

Tipo otto

Otto con ala Sette: E’ una personalità avventurosa e forte. Assume l’iniziative spesso importanti e gestisce parecchi impegni contemporaneamente. Può essere egocentrico.

Otto con ala Nove: E’ più comprensivo e pacato: l’aggressività del tipo base è placata. Il risultato è maggior equilibrio nella personalità.

Tipo nove

Nove con ala Otto: Denota una certa propensione a stemperare i conflitti, facendo intuire una personalità interiormente determinata.

Nove con ala Uno: E’ caratterizzato da rigore morale, pacatezza e buon senso. E’ fortemente controllato dal punto di vista emotivo.

Finito? E no, un altro aspetto essenziale da introitare sono gli sviluppi di ogni enneatipo quando in fase di stress e quando a riposo, cioè, quando un enneatipo è in fase di stress significa che tende ad essere la parte oscura di altro profilo e parte positiva quando a riposo, quando in pace con se stesso.

Per cui, ogni enneatipo possiede un punto di tranquillità interiore, definita con la parola: riposo, e un punto di irrequietezza, disequilibrio, definito con la parola: stress. Le persone possono individuare i propri momenti di serenità e le proprie deviazioni avvalendosi di queste due variabili al proprio enneatipo.

Durante un periodo di stress il soggetto si sposta in direzione della freccia acquisendo le negatività dell’Enneatipo che incontra. Il punto di riposo (o consolazione) mette in evidenza la qualità  dell’Enneatipo, il punto caratteriale verso cui gli esseri umani dovrebbero tendere durante la propria crescita.

Tipo Uno

Stress in quattro.

Se la crescita personale è minacciata, cambia la propria strategia dirigendosi verso il tipo quattro prendendone i lati negativi: diventa malinconico e tende alla depressione; pensa che non ci sia nessuno capace di capirlo veramente. Si chiude in un atteggiamento depressivo, perdendo la capacità di individuare soluzioni. Questa è una fase estremamente intensa per il perfezionista, in quanto prende contatto con le proprie emozioni ma negativamente.

Riposo in sette.

Quando il tipo uno va in fase di riposo riesce finalmente ad abbandonare la propria compulsione a fare tutto secondo le regole, godendosi la libertà di sperimentare la vita. La loro tendenza ad essere i “primi della classe” li porta a capire che sono ancora “in viaggio”.

Tipo Due

Stress in otto.

Se si sentono usati e rifiutati per troppo tempo, si dirigono verso l’otto, assumendo un atteggiamento duro. La propria rabbia si esprime tramite atteggiamenti aggressivi. Un tipo due può subire per molto tempo ma, quando il limite è stato raggiunto diventano estremamente pericolosi in quanto sanno dove colpire per fare male.

Riposo in quattro.

In questa fase il tipo due abbandona la propria compulsione a tendere una rete di relazioni e comincia ad essere più riflessivo; acquisendo le doti del quattro diventa più analitico.

Tipo Tre

Stress in nove.

Il successo non viene raggiunto, nonostante tutto ciò che si è costruito. A questo punto il tipo tre si dirige verso il tipo nove acquisendone i lati negativi. Tende a divenire pigro perdendo la sua proverbiale azione in quanto ha paura di ottenere ulteriori fallimenti. In questa modalità non raggiunge nessun obiettivo. A questo punto tutto l’odio, che generalmente prova verso i suoi rivali, lo rivolge verso se stesso.

Riposo in sei.

In questa fase il tipo tre migliora i rapporti con gli altri rinunciando alla compulsione ad apparire. Inoltre, entra maggiormente in contatto con la propria sfera emotiva. Il tipo tre ha la tendenza a scaricare l’altro (partner, socio in affari o amico) quando rischia il fallimento. I lati positivi del sei lo fanno diventare fedele e impegnato.

Tipo Quattro

Stress in due.

La reale o potenziale perdita di una persona amata può indirizzare il quattro verso il due. Questo lo porta a creare dipendenze nei suoi confronti comportandosi come un altruista. Adotta strategie per rendersi necessario, ma quando si instaura un rapporto di dipendenza, tende ad allontanare la “vittima”.

Riposo in uno.

Tende a divenire più disciplinato e centrato nel presente sviluppando un pizzico di concretezza che normalmente gli manca. In fase di riposo tende a mettere in pratica le proprie idee. Segue meno l’istinto e analizza le proprie fantasie sotto una luce critica. Questo processo di autocritica viene fatto in maniera costruttiva e permette di migliorare la stima di sé.

Tipo Cinque

Stress in sette.

Quando l’eremita esaurisce tutte le proprie risorse attinge a quelle negative del sette. Stacca completamente il contatto con la realtà perdendosi nella pianificazione di numerose attività. Diviene attivo ma in maniera non costruttiva, stordendosi in divertimenti, attività e piaceri eccessivi.

Riposo in otto.

In questa fase l’eremita assorbe le risorse positive dell’otto ovvero l’espressione della potenza, abbandona la teoria e passa all’azione. Avviene un’inversione, dal ricevere passa al dare. Prende contatto con la realtà che dal puro atteggiamento mentale passa al concreto.

Tipo Sei

Stress in tre.

Se un sei pensa di essere manipolato o riceve una grossa delusione, si dirige verso il tre: le paure lo fanno divenire servile e falso. Se avverte che il pericolo aumenta può tradire tutto e tutti celando la propria dote migliore che è la lealtà. Colma il proprio complesso di inferiorità sentendosi superiore divenendo un piccolo tiranno arrogante.

Riposo in nove.

In questa fase riesce a rapportarsi meglio con gli altri e vede le situazioni da angolazioni differenti rispetto alla sola negativa. Riesce a vivere la vita più serenamente e a fidarsi degli altri.

Tipo Sette

Stress in uno.

Se tutte le proprie risorse, per evitare il blocco, si esauriscono e non sono più efficaci, si dirige verso la compulsione dell’uno divenendo intollerante, permaloso e critico nei confronti di chi la pensa diversamente.

Riposo in cinque.

In questo cambio di strategia riesce ad andare nel proprio intimo, affrontando i propri incubi, riuscendo a capire che fuori vi sono false consolazioni mentre dentro sé vi è serenità. Questo gli consente di divenire più obiettivo e introspettivo prendendo consapevolezza e accettazione sull’aspetto duale della vita: felicità e tristezza, bontà e cattiveria, eventi fausti ed infausti.

Tipo Otto

Stress in cinque.

Se la paura di perdere il controllo si intensifica si dirige verso i lati negativi del cinque, cominciando a pensare a tutte le persone che ha colpito e ad eventuali ritorsioni da parte di queste. Perde la sua proverbiale forza e vede nemici ovunque.

Riposo in due.

Il lato positivo del due, riesce a placare la propria sete di potere portando allo scoperto il proprio lato tenero. In questa fase cerca di aiutare il prossimo. Riesce a capire che è importante sia essere padroni che servitori.

Tipo Nove

Stress in sei.

Se esaurisce le proprie risorse si dirige verso i lati negativi del sei aumentando la propria proverbiale pigrizia e affidandosi ad una persona autoritaria che gli dica esattamente cosa fare. Il tipo nove non ha meccanismi di difesa e ne compensa la mancanza aumentando la propria indolenza.

Riposo in tre.

In questa fase diviene più energico, costruttivo e produttivo, riuscendo a mettere meglio a fuoco situazioni ed obiettivi. Infatti riesce ad eseguire un gran numero di cose in breve tempo. Acquista fiducia in se stesso prendendo in mano la propria vita evitando di affidarsi agli altri. Attività e voglia di aiutare il prossimo si uniscono risvegliando in lui capacità innate ed energie sopite.

Non so se sono riuscito a mostrare bene le sfumature, ma l’intento è far capire come sia difficile fare analisi su sé stessi visto questi intrecci: chi siamo, le ali, dove tendiamo e in quali fasi.

Provateci, io personalmente ho fatto in passato errori perché non ho alzato l’asticella, ho ferito e fatto del male ad una persona che per me è stata, è e sarà sempre importante, perché? Perché nell’ambiguità sono andato in stress e, da buon enneatipo 6, sono sprofondato nei meandri negativi del profilo 3. Ne sono pentito ma, la cosa divina che tutti abbiamo, è la capacità di dirselo, di migliorare, di vedere il male e lasciarlo là, non cancellarlo, lasciarlo là, osservarlo per evitare si riproponga. E vedete, non serve capire le cause che portarono all’errore, questo è un tranello, la realtà è che non compresi l’emotività altrui cercando di preservare la mia. Questa consapevolezza non è farina del mio sacco ovviamente, da sola per lo meno, sono stato ispirato da un’intelligenza emotiva più alta, la N.1.

Chiudiamo questo lavoro con qualcosa di più frivolo, attraente.

Fermo restando che devo fidarmi di studi d’altri, voglio aiutarvi oltremodo a leggere i vari tipi con l’associazione a figure famose.

Tipo 1

Tipo 2

Tipo 3

Tipo 4

Tipo 5

Tipo 6

Tipo 7

Tipo 8

Tipo 9

 

Spero che chiunque abbia letto tutti blog, dal N 1 fino a questo conclusivo, abbia attinto qualcosa, qualcosa di utile, qualcosa su cui lavorare perché non esiste cosa più bella di capire chi si è e quale sia il nostro posto nel mondo oltre che essere compresi, a chi non piace, soprattutto l’ultima?

Se si ragionasse così su scala mondiale, la nostra società sarebbe migliore.

Vi lascio con un video, a mio avviso molto bello, un video con cui giocare prima di vederne il finale. Tu, cosa faresti al posto di quel ragazzo che è giunto in ritardo alla lezione?

Rosso o verde?

 

Buona riflessione e rispetto a tutti !

 

DAVIDE BOSISIO

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