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VACANZE FINITE, VOLTARE PAGINA!!!

VACANZE FINITE, VOLTARE PAGINA!!!

Primo blog post vacanze estive, come state? Io benone, sono tornato con tanta voglia di fare bene e continuare a lavorare per realizzare i miei sogni.

Ho passato una decina di giorni in montagna quest’anno, erano anni che non lo facevo nel periodo estivo, devo dire che è stato un toccasana, per l’aria che ho respirato e le attività sportive svolte per riempire le giornate divertendomi a fare cose che non mi è concesso nella vita di tutti i giorni nella mia Milano.

Ma il bello sta proprio lì, attirano sempre le cose che non conosci o che non puoi fare quando ti garba e allora escursioni, rafting, arrampicate, relax in piscina, cibo alpino, case diverse, cultura diversa, prati verdissimi, tanti fiori. Bellissimo.

Sono dell’idea che viaggiare aiuta a crescere, o meglio, a vedere il mondo in maniera più attenta, matura. Apre la mente, ti porta via dalle preoccupazioni, ansie, routine e ti riqualifica per affrontare qualsiasi cosa con uno spirito nuovo. Ovviamente l’aver scelto la montagna non è stato casuale, volevo vedere la metafora della vita applicata alla realtà. Tanta fatica a tratti, come l’insegnate più valida e cattiva che esista: l’esperienza.

E sì, perché prima senti fatica, non capisci perché delle cose, spesso la mente viene offuscata da essa ma poi, quando arrivi in cima….. Quando arrivi in cima dici “ bello “ ma tendi ad apprezzare quello che hai fatto prima, la fatica, perché è grazie ad essa che si apprezza la vista.

Ecco, come nel lavoro, si fa fatica, si sbaglia, si fa bene, tante cose ed emozioni differenti e poi, a risultato raggiunto, la gratificazione non sta lì ma nel guardarsi indietro, ciò che si è fatto per arrivare lì.

Complicato?

Non credo, basta immedesimarsi, chiudere gli occhi e provare a rivivere un’esperienza, la mente va alle difficoltà e non alla soddisfazione del fatto in sé.

Ho vissuto nel recente passato un qualcosa di incomprensibile per una persona razionale come me, pragmatica di direi, una montagna incredibile che ho tanto sognato di raggiungerne la vetta da non essermi curato del percorso, di munirmi delle giuste attrezzature, solo cuore, poca testa. Risultato? Mi sono ritrovato a valle. E’ male? Non credo, se qualcosa non avviene è perché cosi doveva essere, e non guardo alle responsabilità ma a come rifare quella cosa meglio. Ho incontrato ostacoli come la paura, bestie cattive come la diffidenza, letame come metafora di quanto mi è arrivato, il mio lato oscuro, sentieri incantevoli e ho capito che per arrivare lassù non serve cercare scorciatoie, si perde la bellezza del cammino, la crescita, e la vista della cima. Puoi fare un sacco di kmetri dando tutto ma se poi sbagli non c’è perdono, anzi. E’ giusto cosi, chi sbaglia paga, se no come capisci l’errore?

Allora mi sono detto, andiamoci veramente in questo diavolo di montagna e vediamo come si fa per fare meglio poi. Fatto! Ora sono felice e auspico che chiunque leggerà provi a intervallare la vacanza al mare alla montagna anche perché, detto tra noi, l’unica cosa che quest’ultima non possiede è la noia.

Rinnovo dunque l’augurio di uno sfolgorante inizio delle attività lavorative a tutti e, se dovesse servirvi della valida e appassionata consulenza immobiliare, non esitate a rivolgervi a Spaziourbano.

 

Davide Bosisio

GIRO DI BOA ANNO 2020

Mi piace fermarmi e guardare indietro, osservare ciò che ho fatto e analizzarlo, compreso eventi esterni non sotto il mio controllo che interferiscono nella mia vita, osservare le mie reazioni.

Il 2020 lo considero un anno speciale, così lo definisco: crudele, istruttivo, un anno che ha imposto cambiamenti, nuove routine ed attenzioni. Non dimentico e ricordo con tristezza, nuova preghiera, chi ha subito e pagato a caro prezzo l’avvento del Covid-19, ma l’articolo vuole essere di stampo professionale ed evidenziare le mie sensazioni e analisi.

Come sempre ho fatto tanti errori e cose più apprezzabili, per esempio oggi ha aperto una torrefazione accanto al nostro ufficio di cui avevamo gestito in passato i rapporti commerciali per la locazione. Molte attività volevano questi locali, abbiamo potuto scegliere chi avesse portato eleganza e novità nel quartiere. Oggi ha aperto, promesse mantenute, e siamo emozionati quanto loro nel veder generarsi un qualcosa di nuovo che si è contribuito a rendere reale. Non va sempre cosi, spesso nella vita fai e dai tanto ma non ottieni ciò per cui hai lavorato, quando accade bisogna celebrarlo.

Mascherine, sanificazione, barriere divisorie, smart working, distanze, vacanze si e vacanze no, paura di toccarsi, insomma una rivoluzione.

Ma sono felice, è un qualcosa che tra molti anni potrò raccontare di aver vissuto quando sarà oggetto di studi nelle scuole, perché ritengo che io ed il team di cui faccio parte abbiamo affrontato questo tsunami con positività, nuove idee, coraggio perché non è stato semplice stare fermi, per chi vive in proprio il lavoro è difficile, tende ad offuscare la mente di cattivi pensieri. Noi ci siamo guardati in faccia, a distanza sul telefonino, e abbiamo fatto. Io ho scritto un libro, Daniele super attivo nel web marketing, Carlo nell’ambito d’acquisizione e i risultati siamo andati a coglierli. Abbiamo anche fatto errori, pagati puntualmente, ma è la vita. Se fai crei e sbagli ma vivi, generi qualcosa su cui lavorare per migliorare.

Dunque sono felice, sono cresciuto insieme al mio staff e ci apprestiamo a effettuare le ultime settimane di lavoro prima delle meritatissime vacanze. Quest’anno ho scelto la montagna, non  per il virus, ma perché adoro la montagna, non è monotona come il mare (dal punto di vista vacanziero), riserva sempre grandi sorprese e opportunità, per me è unica e bellissima.

In ragion della felicità acquisita, lascio come d’abitudine uno stralcio di poesia, oggi di Sir William Shakespeare:

Ho sempre adorato Sir William: chiaro, diretto e poetico.

Spaziourbano chiuderà i sui studi l’08/08/2020 e riaprirà il 24/08/2020, a breve verrà messa in rete la comunicazione ufficiale in video, volevo con ciò augurare personalmente a chiunque leggesse ogni bene e felici vacanze, col sorriso !!!

Davide Bosisio

GIRO DI BOA ANNO 2020
IL MIO LIBRO E IL CONCETTO DI FEDELTA’

IL MIO LIBRO E IL CONCETTO DI FEDELTA’

Eccoci, come promesso vi lascio i link del mio libro, quello cartaceo che prediligo, e quello elettronico:

https://www.amazon.it/dp/B088JK9XG7/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=davide+bosisio&qid=1589353704&sr=8-2

cartaceo

https://www.amazon.it/dp/B088H7B34D/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=davide+bosisio&qid=1589353704&sr=8-1

elettronico.

Iniziamo dunque la promozione, vedete, questo libro rappresenta per me il concetto di fedeltà, fedeltà verso me stesso e i miei principi. A mio avviso può mancare tutto nella vita, tutto è sanabile, tranne la mancanza di fedeltà. L’immagine qui sotto è emblematica, dunque se non la si può ottenere dagli altri è imperativo verso se stessi !

Nel mio libro ho cercato di riportare, per l’appunto, fedelmente le mie esperienze e conoscenze affinché anche solo un elemento possa portare un vantaggio competitivo al mio lettore. E’ sempre stata la mia gioia vedere il sorriso sul volto altrui grazie al mio supporto, o lavoro, e la stessa empatia vorrei nascesse in questa nuova esperienza.

Il libro è suddiviso in 15 capitoli, sono partito dalle basi e cioè dal modello di business scelto per poi entrare nella fase di ricerca e selezione fino alla gestione della risorsa, ma non solo, mi sono spinto un po’ più in là, credo che imparare a conoscere se stessi sia la chiave di volta nel poter assicurare il giusto sostegno agli altri.

Dunque il libro è articolato in tre fasi essenziali:

  • Fase di scouting e selezione;
  • Fase d’inserimento e crescita;
  • Fase di riconoscimento di se stessi.

Importante riflessione, non vi è nulla nel documento che voglia puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, solo esperienze e conoscenze, dunque se dovessero esistere altre realtà o situazioni che possano entrare in contraddittorio sarò felicissimo di apprenderle e, perché no, implementarle nella mia creatura.

Grazie in anticipo a chi sceglierà d’investire un paio d’ore sul mio lavoro, un grande onore.

DAVIDE BOSISIO

HO SCRITTO UN LIBRO !!!

Un caro saluto a tutti, volevo condividere una cosa che ho fatto perché di essa ne sono orgoglioso.

Ho scritto un libro !

Direte voi: “che novità, molti lo fanno”, è vero, ma molti di più no e ad ogni modo per me è un grande successo, un elemento distintivo, la gestione attiva di un momento difficile.

L’ho appena caricato, sarà disponibile tra qualche giorno su amazon ( darò poi i riferimenti ), in formato elettronico, mentre sto ancora ultimando la versione cartacea.

E’ un libro che parla delle mie esperienze e conoscenze in ambito HR plasmato nell’immobiliare, la mia realtà lavorativa, ma sono certo  sia assimilabile anche altrove. Non l’ho creato con l’idea che divenga un best seller ma bensì una prova a me stesso di quanto possa fare oltre il mio immaginario, tutto qui.

L’iniziativa è partita da una riflessione fatta con il mio amico e socio @danielemodugno, nel corso di questi 2 anni insieme ha visto come mi piacesse scrivere e divulgare argomentazioni di vario genere e mi ha spronato affinché le riproducessi in un contenuto unico. Vedete, si dice che trovare un amico è come trovare un tesoro, devo ammetterlo, è vero ma non sceglierei mai nessun tesoro in cambio di Lui.

Questo libro, come dicevo sopra, mi sono affrettato a fare in modo che oggi vedesse la luce perché volevo dedicarlo alla mia Mamma, oggi ha dovuto operarsi, un intervento delicato del quale aveva molta paura e che per fortuna è andato bene. Ho appena saputo. Quando non puoi fare nulla per chi ami l’unica cosa che si deve fare è stare vicino con il pensiero ed il mio, oggi, è tutto per Lei.

Spero che chiunque decida di leggerlo possa attingere qualcosa di utile, che riceva critiche costruttive per un miglioramento futuro.

Tutto qui!

 

Davide Bosisio

HO SCRITTO UN LIBRO !!!
Passato, presente e futuro. L’azienda cresce !

Passato, presente e futuro. L’azienda cresce !

Un articolo introspettivo e di analisi per dare senso all’immagine che lo introduce e perché a me riescono le sane riflessioni mentre faccio, mentre parlo o scrivo. E’ utile a mio avviso pensare per riorganizzare le idee e predisporsi ai cambiamenti.

La nostra piccola e grande azienda cresce, come ha esplicitato il mio socio Daniele Modugno, Spaziourbano ha inserito un nuovo profilo e, quando accadono questi eventi significa solo due cose:

  • La nostra realtà ha appeal;
  • La nostra realtà si arricchisce di una nuova professionalità e personalità mancante.

Tutto positivo !!!

 

 

Però ospitare nuove risorse è una grande responsabilità, serve accoglierla nei giusti modi, serve offrirgli supporto, serve donargli strumenti di lavoro, serve in una parola dare lei Tempo.

In passato ho lavorato in realtà in cui ho ricoperto la carica di direttore del personale e mi ero abituato a vivere la mia routine per dare ad altri il mio tempo. Confronti, colloqui individuali, analisi dei numeri, staffing team agenzie, ricerca profili e colloqui di selezione,  formazione. Poi ho scelto d’intraprendere un percorso completamente diverso, lavorare per me e diventare piccolo imprenditore, oltre che operativo, abbandonando la sfera di gestione delle risorse perché concentrato solo su di un’unica risorsa, me stesso.

Non posso però negare che la mia attitudine principale è quella d’essere supportivo e di legame tra l’essere ed il fare. Mi riesce naturale. Presa coscienza di questo, ho iniziato a ripassare i miei appunti dei corsi di cui ho beneficiato in passato, fatto memoria di azioni di successo volte al potenziamento delle abilità del singolo e soprattutto di tutti gli sbagli che ho compiuto.

Udite udite: sono convinto che si impara molto più dai propri errori che da un corso formativo. La formazione, la vita stessa ci porta ad avere e riconoscere gli elementi che ci serviranno per fare il nostro mestiere ma non ce né come applicarli, sul campo. La teoria e la filosofia sono strumenti potentissimi che permettono la riflessione consapevole ma il campo, la realtà, sono un’altra cosa.

Vi faccio un esempio che esula dal lavoro ma ne è affine totalmente.

Seguo un corso di difesa personale da qualche anno e apprendere e memorizzare le tecniche di disarmo o di difesa non è semplice come osservarlo. Voglio dire che guardare aiuta a farsi un’idea ma quando poi ti trovi un avversario che vuole colpirti, bè, cambia! La tensione di un confronto tende a farti perdere concentrazione, equilibrio e lucidità. Come fare dunque? L’unica medicina è usare i propri sbagli  per lavorare su di essi e diventare più bravi. Provare e riprovare fino a quando non si trova la consapevolezza di se poi tutto diventa automatico.

Ecco perché in questo periodo sto riflettendo, devo riordinare le idee e ritrovare i miei vecchi errori per evitare di riproporli. Penso che pensare in questa direzione sia già di per sé un passo verso il miglioramento.

 

 

Molti tendono ad amplificare le proprie doti mentre io ad analizzare i miei lati oscuri e rapportarli ai pregi, sono una persona introversa ma coriacea, passionale ma impaziente, affidabile ma manipolabile. Preferisco che un errore gravi su di me e non arrechi danno ad altri, quando questo accade mi mortifica e modifica il mio IO naturale, perdo le mie certezze.

Allora, consapevole di questo, delle responsabilità di gestire nuove risorse, mi preparo e colgo l’occasione di dare il mio personale benvenuto a Carlo Sciacca in questo modo, nell’unico che esiste, dando a lui la giusta importanza e rilevanza.

Benvenuto Carlo !!!

 

Davide Bosisio

IL COACHING, L’EVOLUZIONE DELLA FORMAZIONE

Il coaching (o affiancamento e guida) è una metodologia di sviluppo personale nella quale una persona (detta coach) supporta un cliente o allievo (detto coachee) nel raggiungere uno specifico obiettivo personale, professionale o sportivo. Un coach fornisce uno specifico supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia.

La definizione tecnica la trovo di semplice comprensione ma per renderla ancora più fluida possiamo dire che il coaching è l’affiancamento di una figura ad un’altra allo scopo di far emergere, esplodere, le qualità insite nella persona/cliente. Attenzione, “far esplodere ciò che già c’è”, è importante perché tutti abbiamo delle potenzialità, livelli diversi d’accordo, ma scopo di un leader è tirare fuori il massimo e non equiparare tutti.

Analizziamo ora le attività e la metodologia di questo strumento di management perché ha sfumature diverse a secondo dei casi e applicazioni.

Il coaching nasce come strumento professionale in cui un professionista preparato lavora fianco a fianco con il proprio cliente, ma se ci pensate bene questo metodo è utilizzato in maniera meno scientifica anche in altri ambiti. Pensate ad un genitore con i propri figli, non lo è?

Andiamo per gradi però. Il Coaching è una disciplina relativamente nuova in Italia, che ha radici molto più antiche… Socrate invitava a “Conoscere se stessi”; Pindaro era solito salutare i suoi discepoli dicendo: “Diventa ciò che sei”; Parmenide sosteneva che tutto è possibile: “Basta trovare il coraggio di percorrere la via” ed Eraclito affermava: “L’unica cosa permanente è il cambiamento”.

Le citazioni cerco sempre di aggiungerle perché mi piacciono e poi rafforzano con semplicità un concetto.

Dunque, cosa fa questo Coach?

Avete ragione, affianca come detto la risorsa e ha, a mio avviso, 3 responsabilità/obiettivi su tutti:

  • scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere, non solo, guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi;
  • far in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;
  • lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente.

Quelle del cliente o Coachee?

Una sola, disponibilità e ascolto. Le persone meno intelligenti potranno dire che questo argomento sia superfluo, che tutte queste balle sulla formazione depista dall’operatività, che bisogna pensare a fatturare.

Sì, certo, non punto mai il dito contro nessuno ma quelli che la pensano cosi sono coloro che hanno un immenso bisogno di questo trattamento. Spesso sono imprenditori o manager, non collaboratori.

Per capire cosa ho scritto bisogna immaginare o aver vissuto esperienza con figure di questo tipo ma vi assicuro che il lavoro del Coachee è spesso molto più complesso di quello del Coach. Fare introspezione, criticarsi, cambiare è solo per persone intelligenti, forti e determinate. Fate caso alle parole scritte perché sono belle e ognuno ama ritrovarsi in esse, ma pochi lo sono veramente.

Non sono un Coach professionista, l’ho studiato, beneficiato e applicato in anni passati in cui ricoprivo ruoli legati allo sviluppo delle risorse umane. Questo per dire che quello che trovate scritto è frutto di studio unito alle mie esperienze sul campo e successive deduzioni.

Ritengo dunque che l’affiancamento sia l’evoluzione della formazione. Se fare formazione in aula è importante ed essenziale per lavorare sulla forma mentale, il coaching è l’applicazione pratica della formazione nella realtà.

E’ come quando prendi uno studente universitario, pieno di concetti in testa, fiero di sé e poi lo metti a fare due attività pratiche e si perde o è più semplicemente scolastico.

Le mie convinzioni sono che il meglio è unire le due fasi, aula e campo, e vi assicuro che i risultati sono sfolgoranti.

Ricordo che quando facevo formazione, per una società immobiliare che vantava all’epoca oltre 20 punti vendita sul territorio milanese e contava circa 150 agenti tra le loro fila, piaceva a tutti, tutti uscivano dall’aula con maggiore energia, avevo su di loro un forte  potere informativo ma poi quando tornavano nei loro uffici gradualmente perdevano la verve, un po’ a causa della routine e un po’ per manager inadatti nella loro gestione.

Bene, quando l’azienda mi permise di seguire corsi formativi a mio vantaggio sul coaching, riceverlo come cliente, mi si aprì un mondo. Andavo negli uffici, uno ad uno, e dopo settimane di lavoro riuscivo a prevedere gli eventi, dare indicazioni sulle caratteristiche dei manager all’imprenditore.

Trovo il coaching fantastico!

Non ce ne come lavorare sul campo, nella realtà, perché fin quando si rimane nelle ideologie e fasi d’aula si è pronti a metà.

Dunque quali obiettivi ha il Coaching?

  • Sviluppo di competenze, conoscenze e abilità;
  • Individua obiettivi specifici;
  • Dona supporto strategico ed operativo;
  • Sviluppa consapevolezza;
  • Incrementa performance individuali;
  • Riduzione della complessità aziendale e snellimento fasi decisionali.

 

Ovviamente se questo articolo ha risvegliato in voi la voglia di approfondire l’argomento, Spaziourbano sarà lieta di consigliarvi strutture professionali abilitate a svolgere questa professione con il giusto spirito che a noi piace, col sorriso, semplicità ma tremenda utilità.

 

Davide Bosisio

IL COACHING, L’EVOLUZIONE DELLA FORMAZIONE
QUANDO UNA PERSONA MENTE? I SEGRETI DI UN AGENTE FBI

QUANDO UNA PERSONA MENTE? I SEGRETI DI UN AGENTE FBI

Come capire se una persona mente? Questa è una domanda che tutti noi, almeno una volta, ci siamo posti mentre avevamo il dubbio che, parlando con qualcuno, questo ci stesse in qualche modo nascondendo qualcosa. I segni che qualcuno sta mentendo non sono sempre facili da decifrare. A ciò dobbiamo aggiungere che, sfortunatamente, non c’è modo di determinare se qualcuno è onesto con una certezza del 100%.Tuttavia, ci sono alcuni segni a cui puoi prestare attenzione per cercare di capire se il tuo interlocutore ti sta mentendo. In questa blog analizzeremo proprio questi segnali, dal linguaggio del corpo ai movimenti oculari. Se siete pronti, iniziamo subito.

Dallo sguardo e dal movimento degli occhi di una persona si può capire a cosa sta pensando.

Esiste una connessione neurologica tra il cervello ed il movimento degli occhi, come analizzato anche dalla PNL. Per i destrorsi, l’emisfero destro del cervello è quello non dominante che permette l’elaborazione della fantasia, della creatività e dell’intuizione. L’emisfero sinistro è quello dominante, dedicato all’elaborazione, alla logica ed alla razionalità.

Per i mancini le funzioni sono invertite.

Osservando i movimenti degli occhi del nostro interlocutore siamo in grado di capire cosa sta pensando. La sequenza con cui si muovono gli occhi permette di dedurre la sua strategia.

Lo schema sotto riassume le sei posizioni dell’occhio ed il pensiero correlato, per i destrosi. Discorso invertito per i mancini.

 

VISIVO COSTRUITO ( alto Dx ) Se gli occhi vengono rivolti in alto verso destra significa che la persona sta inventando una nuova immagine. Si tratta di qualcosa di inventato e non di ricordato. Se chiedete a qualcuno di immaginare un cielo verde con nuvole rosse dovrebbe guardare in alto a destra.

VISIVO RICORDATO ( alto Sx ) Se gli occhi vengono rivolti verso l’alto a sinistra significa che la persona sta ricordando un’immagine. Il cervello di questa persona sta visualizzando oggetti, colori, movimenti ed altre informazioni visuali che riguardano la conversazione. Se volete vedere qualcuno fare questo una buona domanda da fare è, “di colore è la tua auto?”.

AUDITIVO COSTRUITO ( centro Dx ) Se gli occhi vengono rivolti al centro a destra significa che la persona sta cercando un nuovo suono come potrebbe essere il tono della voce da utilizzare per dire una certa cosa. Chiedete a qualcuno di immaginare il suono del clacson di una macchina sott’acqua e questo guarderà a destra.

AUDITIVO RICORDATO ( centro Sx ) Se gli occhi vengono rivolti al centro a sinistra significa che la persona sta ricordando un suono. La persona potrebbe ricordare una canzone, il suono di una voce o un particolare rumore. Se chiedete a qualcuno di pensare al suono della sua sveglia, questi dovrebbe guardare a sinistra.

CINESTESICO ( basso Dx ) Se gli occhi vengono rivolti verso il basso a destra significa che la persona sta provando una sensazione. Spesso, quando le persone dicono “mi sento…” guadano in basso a destra e, da questo, possiamo capire se stanno realmente provando un sentimento.

DIALOGO INTERNO ( basso Sx ) Se gli occhi vengono rivolti verso il basso a sinistra significa che la persona sta dialogando con se stessa come quando ci si dice qualcosa fra se e se.

Significa che la persona sta riflettendo, si sta ponendo delle domande, sta progettando qualcosa.

Un eccessivo dialogo interno significa che la persona non sta seguendo il dialogo ma è sopra pensiero, troppo intenta a se stessa sia in senso positivo (la persona pensa che è stata brava a fare una certa cosa) che in senso negativo (la persona pensa che non ce la farà).

Per uscire dallo stato di dialogo interno è sufficiente alzare gli occhi e porre attenzione a qualcos’altro.

 

Dunque per semplificare:

per capire se una persona ti sta raccontando qualcosa che è realmente accaduto, che ha realmente visto o sentito o se invece sta inventando tutto, è sufficiente che osservi la posizione dei suoi occhi. Infatti, se una persona (destrorsa) ti sta dicendo che ha visto un certo evento e sta posizionando gli occhi in alto alla sua destra, allora sta visualizzando un evento che non è ancora accaduto, lo sta costruendo, lo sta immaginando. Quindi non si tratta di una cosa ricordata ma di una cosa inventata, perciò quella persona sta mentendo.

Altri segnali oltre agli occhi?

Bisogna fare attenzione a chi si tocca troppo spesso la faccia: potrebbe farlo per alleviare il prurito che deriva da una reazione chimica tipica sul volto di chi mente. Grattarsi il naso è lo stereotipo.

Altro macro segnale, più semplice da individuare è la postura del corpo. Se una persona mente abbandona la fluidità e armoniosità dei movimenti incontrollati del corpo a vantaggio di un irrigidimento.

Ci sono sicuramente altre sfumature ma non esageriamo, del resto nelle relazioni interpersonali quanti di voi sono parte dell’FBI?

Questo articolo voleva essere intrigante e di studio per dare strumenti che aiutino a rispondere ad uno dei desideri maggiori dell’essere umano, capire il prossimo, entrare nella sua testa.

Se devo essere sincero, sarò una voce fuori dal coro, ma non m’interessa affatto sapere i pensieri altrui, per privacy e perché possiedo già i miei da decifrare, ma quando ci si relaziona nel mondo del lavoro, ad esempio, è utile avere delle armi più che altro per tutelare se stessi e la propria attività.

Noi, agenti immobiliari, ci troviamo giornalmente a gestire relazioni, è il nostro quotidiano e capire grossolanamente se stiamo investendo il nostro tempo o meno diviene fondamentale.

 

Sì, ora magari non precipitatevi a dialogare a casaccio con qualsivoglia persona scrutandole gli occhi, potreste essere mal interpretati….

Davide Bosisio

Le relazioni umane

Argomento semplice? Non direi. Le relazioni umane penso siano da considerarsi un’arte.

In passato avevo pubblicato un blog in cui ho scritto in merito alla comunicazione, brevemente mi ripeto. La comunicazione è molto più non verbale che verbale, si comunica di più con il corpo in silenzio che parlando. Se non lo sapevate fate una prova, comunicate con qualcuno facendo caso a quando detto, vedrete che resterete sbalorditi da quanto sia vero. Vi faccio un esempio, se chiedete ad una persona come sta e la risposta è un bene, detto a voce, ma con tono dimesso e a testa bassa magari vestito di nero, gli credereste? Secondo me la successiva domanda sarebbe “non sembra cosa ti è successo?” Va da sé che comunicazioni in cui non sussiste la fisicità siano molto più complesse come telefono, mail, social, per fare dei nomi, perché non vediamo cosa e come reagisce il nostro interlocutore.

Ho sintetizzato spero bene quanto scritto sul tema in passato più diffusamente e da qui mi riallaccio con il primo blog post vacanze per parlare delle relazioni umane.

Come espresso nella prima riga, ritengo sia un’arte pura. Riuscire a sviluppare relazioni durature, vere, forti servono tanti ingredienti. Per prima cosa serve molta empatia, cercare di capire il prossimo e non guardare la relazione solo dalla propria prospettiva perché è una, di molte altre, non la verità. Già il primo ingrediente penso rappresenti un buon 50% del totale per una costruzione di rapporto vincente poi, il rimanente 50%, credo sia da attribuirsi a intelligenza, difficoltà ed emotività del momento, cultura, estrazione, abitudini, condizione. Spero di non dimenticare nulla, vedete com’è complessa? Spesso si sottovaluta questo argomento o lo si usa con leggerezza.

Sarebbe sbagliato ricondurlo solo al lavoro, certo nel lavoro al giorno d’oggi le relazione umane sono basilari e fondamentali ma perché con gli affetti, nel tempo libero o altro no?

Gli esseri umani sono nati per comunicare, pensate di vivere soli, battute a parte, come migliorarsi? come supportare o farsi supportare? come capire i propri errori? Potrei andare avanti ma preferisco raccontare una storia che mi ha direttamente coinvolto in cui, io che scrivo di queste cose, ho sbagliato a relazionarmi. Nel sottovalutare cosa avrebbe recepito il mio interlocutore, ho innescato in esso chiusura perché non sono stato bravo far arrivare quello che volevo, anzi, l’opposto. Incredibile no? Non credo, è semplicissimo farlo quando non si ponderano bene parole, postura, immagini. Poco importa all’interlocutore, ignaro giustamente dello stato emotivo di chi gli parla, non lo conosce, dunque giudica quello che personalmente assorbe o meglio decodifica.

Ovviamente ne sono rammaricato perchè ho perso una relazione fondamentale per aver sottovalutato ciò che andavo a dire, perché per me aveva un significato diverso ma non sono stato attento a farlo arrivare col taglio giusto al mio interlocutore. Questo è dedicato a coloro che a volte mi criticano perchè  pensano che sia perfetto per ciò di cui scrivo e conosco. Non è cosi, sbaglio anche io come chiunque sebbene conosca la materia.

Torniamo a noi, è utile un’altro collegamento con vecchio blog del passato . Avevo descritto l’enneagramma, lo avevo studiato ed è molto complesso perché cerca di farti capire chi sei e come riconoscere gli altri enneatipi e, posizionandoti nel mezzo della torta, essere efficace nelle relazioni con persone diverse da noi, diverse, non migliori o peggiori.

La vita dell’uomo è disseminata di varie montagne da scalare e da raggiungere nella loro vetta per potersi definire, a buon diritto, ESSERI UMANI COMPLETI.

La salita non sempre è facile ed agevole, a volte si scivola, ci si sbuccia il ginocchio, si è stanchi, delusi, amareggiati: è proprio in quei momenti che il sorriso di un compagno di avventura fa svaporare le nubi del dolore, della fatica, della stanchezza e della delusione.

A questo servono le relazioni umane: ad essere d’aiuto e ad avere un aiuto, nel momento di difficoltà, per continuare a salire la montagna, al canto del proprio cuore e non della disperazione, dettata dalla paura e a non rinunciare mai, finché non si è arrivati in vetta, dove…. forse….il giorno in cui si arriverà….splenderà il sole.

 

Davide Bosisio

Le relazioni umane
Relazioni: il Feedback

Relazioni: il Feedback

Cosa si intende per feedback precisamente?

Il feedback è tecnicamente un ritorno di informazioni in un processo di comunicazione tra due persone teso all’individuazione oggettiva di un comportamento, al fine di modificare o rinforzare il comportamento stesso.

In pratica il feedback consente alle persone e alle organizzazioni di funzionare bene, di funzionare meglio, perché dà indicazioni precise (o almeno così dovrebbe essere) su come migliorare.

Per essere buono, un feedback deve essere prima di tutto oggettivo, e non basarsi su pregiudizi o simpatie. Il suo obiettivo è infatti quello di apportare un miglioramento, non di dare un voto. È necessario che chi dà un feedback (generalmente il datore di lavoro, un capo, un superiore) sia capace di formularlo nella maniera più corretta  e che chi lo riceve (il dipendente) sappia accettarlo.

Il tema della Leadership è uno dei più diffusi in ambito manageriale per il semplice fatto che negli anni si è appreso sempre di più che saper gestire e guidare le persone, conoscendo i meccanismi interiori che portano a creare risultati aziendali, è molto più produttivo per l’azienda oltre a creare un clima che giova al benessere delle persone stesse sia a livello di collaboratori che di management.

L’atto comunicativo più frequente con cui un manager si confronta nel quotidiano è dare feedback, cioè esprimere pareri sull’operato dei propri collaboratori, ed è così frequente che spesso viene svolto in automatico, d’istinto o senza darvi troppo peso nella maggior parte dei casi, perché convinti di saper come fare per esperienza pregressa.

Quando il feedback è dato in modo errato

Se il feedback non viene dato nel modo giusto può essere percepito come una critica dalla persona che lo riceve perché la persona si chiude in se stessa e tende a non collaborare inconsciamente e se lo fa, lo fa perché obbligato, probabilmente nel modo peggiore che possa farlo.

Nel processo di crescita di una persona il feedback può giocare un ruolo fondamentale ed è lo strumento per eccellenza che permette di focalizzare le aree di miglioramento sulle quali lavorare. Dunque non è un’opinione ma è qualcosa che ha strettamente a che fare con i comportamenti e con le emozioni della persone, più ci si concentra sul comportamento della singola persona (e non sulla persona stessa) più questo è efficace.

Feedback positivo o di rinforzo

Spesso i capi hanno la tendenza a sopravvalutare le lodi che mettono in atto rispetto alla reale percezione dei dipendenti (e quello che vale è il percepito nei rapporti umani).

Molti manager oggi pensano che dare feedback positivi sia facoltativo ma questo è un errore.

Un altro motivo valido per lodare può essere semplicemente un metodo per migliorare il rapporto e la stima reciproca verso il collaboratore. Così come i genitori con i figli è bene che tengano presente che a volte rafforzare costantemente i comportamenti positivi può essere più efficace che cercare di modificare quelli non positivi, questo vale anche nel mondo del lavoro e con i propri collaboratori di vario grado o colleghi .

Per farlo in modo ottimale è indispensabile che la comunicazione non verbale e para-verbale sia del tutto congruente con quella verbale.

La P.N.L. o Programmazione Neuro Linguistica (la disciplina che studia modelli di successo e quanto il linguaggio, gli schemi di pensiero influenzino comportamenti e risultati) insegna che la comunicazione verbale deve essere assolutamente coerente con quella non verbale (gesti, atteggiamenti, mimica facciale ecc.) e para-verbale (tono , volume, ritmo di voce ecc). Questo è molto importante perché anche una frase di incoraggiamento, detta distrattamente e senza la giusta attenzione, può essere presa in senso opposto o addirittura come una critica, dato che spesso il linguaggio del corpo ed il tono della voce viene percepito in modo più potente dalle parole stesse. Quindi è corretto riporre la giusta attenzione anche nel dare un feedback positivo affinché questo sia davvero efficace.

C’è poi un tipo di feedback positivo che rinforza particolarmente la sponsorship positiva (termine che in P.N.L. indica la capacità di rafforzare un senso di identità e di autostima nelle persone) . Questo risulta utile spesso, ma in alcuni casi, dire ripetutamente ad alcuni collaboratori, specie se appena nominati e sospettati di avere una scarsa autostima, “tu sei bravo in…” ad esempio, può servire enormemente a rafforzare quel senso di incertezza e di indecisione che limita l’impegno di questo tipo di persone.

Non è da trascurare il feedback in ambito puramente relazionale, venditore-cliente ad esempio, nel senso che se in un appuntamento di vendita non si dà attenzione alla comunicazione, porterà a lavorare, ed investire tempo, su una trattativa che non nascerà mai. Cosa voglio dire? Chi lavora in ambito commerciale è al corrente che se non si approfondiscono segnali legati a dubbi, che spesso sono rappresentati da feedback non verbali o mezze frasi apparentemente di poca rilevanza, ci si ritroverà a girare a vuoto. Questo atteggiamento nasce dalla volontà di evitare di ricevere sul nascere feedback negativi, che invece sono determinati. Se una trattativa poggia su queste basi, non potrà che tramontare, allora è meglio saperlo subito per investire il proprio tempo in altro e far si che sia maggiormente produttivo.

Sento molto questo argomento perché, in passato, ho sofferto di questa “sindrome” di lasciar correre tanto poi… Ho imparato a mie spese quanto sia invece utile sapere e dialogare correttamente per poter fare previsionali quanto più realistici e usare il mio tempo per creare valore e benessere per me e chi è con me.

Dimenticavo, una regolina ormai nota ai più ma solo a livello conoscitivo e non applicativo, elogiate in pubblico e criticate in privato !!!

Davide Bosisio

EMOTIONAL ARTICLE: NUOVA AVVENTURA, MARZO 2018 – FEBBRAIO 2019, BILANCIO.

Emotional article, e sì, un articolo un po’ diverso dallo stile di argomentazioni cui vi ho abituato. Perché dopo un anno di lavoro nella mia nuova veste professionale ho ritenuto consono dare sfogo alle emozioni, esperienze, risultati e difficoltà che mi hanno accompagnato.

Partiamo dalle emozioni iniziali che erano in me. Paura, eccitazione, sogni. Questo era il mix provato. Paura di non essere abbastanza per affrontare il percorso, eccitato dalla nuova esperienza  prettamente imprenditoriale condita dal sogno di poter vivere libero di decidere del mio destino e dunque non lavorare per assecondare quello di altri. Il mondo immobiliare è più complesso di quello che sembra, un’agenzia competente è sicuramente un elemento importante nella società moderna,  che permette la realizzazione di esigenze di tante persone ovattando le difficoltà del percorso, enfatizzando le emozioni giuste che portano all’acquisto della casa. Ecco, la mia paura più grande era quella di non adempiere al vero ruolo del mediatore, riuscire ad essere empatico con tutte le figure più disparate e generare questo risultato finale. Ma dai, è andata bene, c’è da migliorare, per cui lavorerò duramente al fine di smussare gli angoli del mio carattere che fanno a pugni con specifiche caratteristiche diverse di altre persone.

E’ bello vedere che ogni affare è stato portato a termine senza l’esigenza di professionisti trasversali, è stato bello vedere i volti soddisfatti di clienti, venditori ed acquirenti, felici e convinti di aver colmato la propria esigenza.

Ci sono stati errori, non posso ometterlo o farlo passare in second’ordine, è da qui che nasce il miglioramento, per cui cosa ho sbagliato? In primis a credere nella buona fede di taluni clienti che, come giusto che sia, nel fare i loro interessi, perdono di vista la cura dei rapporti e spesso ho girato a vuoto. Essere meno accomodante e più “aggressivo” è un punto su cui dovrò impegnarmi. Sogni e denari sono come acqua e olio, serve dunque trattarli in due modalità e non solo in una.

E’ stato ad ogni modo un anno fantastico, colorato di emozioni. I colori sono stati determinanti nel renderlo tale. Abbiamo creato un brand Spaziourbano prestige, sul viola, per lavorare sulla nicchia del lusso ancora da strutturare ed affinare, abbiamo generato  la mascotte Blu, il nostro micio stilizzato di riconoscimento, il nome parla da solo. Il più importante è stato il colore giallo perché nel suo essere meraviglioso ed energico ha supportato ogni mia fase, sempre. Il giallo del sole, del mio book di archiviazione contratti e tanto altro, ma non mi dilungo di più, diciamo semplicemente che lo amo .

Concludo questo “emotional article” con un ringraziamento al mio team. Daniele e Stefano, sono due tra i più cari amici di sempre. Ora ho il privilegio di viverli anche nella veste professionale, ma la cosa importante è come sono stato accolto ed assimilato. Hanno usato un termine improprio per definirmi, Top player, ma non lo sono. Sono un onesto e affidabile professionista, il Top player è altro. Ma se mi vedono così dovrò adoperarmi  ancor più duramente. Vedete, lavorare in proprio, fare un mestiere che piace, viverlo e condividerlo con le persone che vorresti, questa è la felicità come in tutte le cose nella vita.

Un saggio diceva “ chi ama ciò che fa non lavora mai “. Condivido a pieno, aggiungo solo che se fatto con persone speciali la vita assume un gusto unico.

Per i nostri clienti, presenti e futuri, è garanzia di solvibilità e cura perché devono sapere che siamo un team affiatato e amiamo ciò che facciamo.

 

Grazie Daniele, Grazie Stefano

 

Davide Bosisio

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