fbpx

Tag Archives: poteri

Gli stili direzionali del Leader

Gli stili direzionali del Leader

Vi siete mai chiesti come mai ogni leader gestisce il personale in maniera differente? Certo, ciascuno è fatto a modo proprio, ma il mio interesse volge verso un’analisi più scientifica.

Come accennavo nel blog dei 7 poteri, ogni leader ha uno stile direzionale differente in ragion del quale utilizza taluni poteri con maggior intensità. E’ d’obbligo, prima di entrare nel merito, analizzare il processo di crescita di una risorsa. E’ convenuto convenzionalmente che ognuno di noi ha 4 momenti di crescita essenziali, di maturità, che per semplicità nel corso del testo definirò M.

  • M1 è una risorsa acerba, all’inizio dell’attività, che non possiede due essenziali caratteristiche: entusiasmo ed esperienza; è una figura che deve implementarsi e ha necessità di essere pilotato;
  • M2 è una risorsa che inizia ad avere un po’ d’esperienza, ma non ancora consolidata, questo genera un cambiamento umorale soprattutto perché si alzerà fortemente l’energia ma dal punto di vista tecnico sarà ancora scarso;
  • M3 è la fase più complessa, la risorsa ha acquisito un livello di esperienza e competenza alto ma, paradossalmente, cala d’intensità, di energia. Rispetto l’M2 che è il classico “pazzo incosciente”, l’M3 la vede eccome la paura, l’insuccesso, e tende ad essere più cervellotico;
  • M4 la risorsa ha la piena maturità, forte energia e forti competenze ! Si auto-motiva e trascina il gruppo. Dunque alta esperienza ed alta energia.

Senza essere esperti in materia è semplice intuire come ogni risorsa abbia necessità differenti in ogni fase e dunque il leader dovrà gestire ciascuno in modalità adeguate. Non potrà permettersi assolutamente di mantenere lo stesso stile.

Analizziamo dunque quali sono:

  • M1: il leader in questa fase dovrà essere altamente direttivo e poco supportivo. Cioè? Un M1 è acerbo, come detto sopra, dunque se non si adotterà un comportamento fermo e con ordini da svolgere senza troppe spiegazioni la risorse tenderà a considerare permissivo l’atteggiamento e  non rispettare l’autorità del capo. Avete mai visto un capitano di una nave che al mozzo chiede cosa farebbe nel caso dinnazi si ponga un Iceberg? Il capitano ordina il da farsi e la ciurma “vuole” questo ! Quando scrivo poco supportivo non significa che la risorsa sia abbandonata a se stessa, anzi, dovrà avere ogni affiancamento su come svolgere l’attività ma con uno stile di comunicazione ed atteggiamento detto sopra; (Dirigere)
  • M2: questo profilo ha superato la fase pregressa e lo si capisce dal fatto che ha acquisito un’energia spropositata senza senso, cioè non ha esperienza neanche minima per ricoprire il ruolo ma inizia ad apprendere qualcosina, oltre ad ottenere primi piccoli risultati, il cui mix crea un risorsa che cammina 1 metro sopra il suolo. Il leader dovrà continuamente avere un atteggiamento del tutto simile a quello dell’M1 ,perché in sostanza parliamo di figure simili, diciamo che in questa dovrà sfruttare in più l’alta energia per aumentare l’esperienza; (Motivare)
  • M3 eccoci arrivati al cospetto del “complesso”, nulla di grave, qui si vede a mio avviso il leader vero, quello che riesce a crescere le risorse. Per chi svolge compiti che presuppongano la gestione di risorse dò per scontato sappia gestire le prime 2 fasi, ne ho visti molti, ma non altrettanti nel gestire un M3 per traghettarlo all’M4. L’M3 ha acquisito esperienza e non ha più quell’”ignoranza” buona, inizia a farsi delle domande, ad affrontare gli impegni con più testa e meno cuore. Sarà un po’ stanco della routine, insomma un disastro…. Non credo, è la fase migliore per un leader, si denoteranno le necessarie skills, cioè dovrà diminuire l’atteggiamento direttivo e pareggiarlo ad un atteggiamento più supportivo e di dialogo, iniziare a coinvolgerlo e dargli responsabilità, concedetemi un appellativo aimè in vigore in questo momento temporale, “molto figo” per un leader vero !!! (Sostenere)
  • M4: siamo arrivati al capolinea, risorsa completa nel ruolo capace di assumersi responsabilità, competente, con forte energia. Il leader con questo profilo dovrà essere attento ad usare un arte rara….. La Delega !!! Significa che il capo dovrà abbandonare il comportamento direttivo ed essere supportivo, di dialogo, di ascolto. Dovrà assegnare compiti senza dire cosa fare. Facile? Prego, chi vuole provare… (Delegare)

Benissimo, ora avete gli ingredienti per fare i leader! Sarà, ma vi svelo un altro inghippo, quando una risorsa raggiunge la fase M4 non è terminato il lavoro del leader, quest’ultimo dovrà analizzare sempre lo stato del proprio collaboratore perché nuove mansioni lo riporteranno alla fase M1 cosi come momenti di vita extra-lavorativa potranno influire. Facciamo un esempio, se M4 sta affrontando nella vita privata un lutto, una separazione o altro di simile è indiscutibile che questo possa avere risvolti negativi sul lavoro. L’M4 perderà motivazioni, sarà disorientato e potrà commettere errori. Il leader non può sottovalutare la cosa e non dovrà assolutamente trattare l’M4 come tale ma dovrà retrocedere negli atteggiamenti riposizionandolo in M3 con conseguente cambiamento dei poteri da usare. Capite con questo esempio, che varrà per qualunque fase, come non sia possibile per un leader utilizzare sempre i poteri preferiti trascurando quelli di cui ha meno dimestichezza, non potrà sottovalutare i segnali verbali e soprattutto non dei propri collaboratori nel valutare la maturità del momento, se in crescita o contrazione.

Insomma il leader è nella M…..

Spero che i blog che scrivo siano utili come spunti di riflessione, nel saper rispettare chi gestisce le risorse, le risorse stesse e tutto quanto è il mondo del management , perché è parte di noi.

In un successivo spazio parlerò dei miei adorati colloqui individuali, che sono sempre più convinto siano determinanti per fermarsi con la risorsa e fare analisi, ascolto, spiegazione per andare avanti bene insieme. L’assenza di questo strumento di management porta sempre all’interruzione di rapporti e perdita conseguente di personale. Rammentate che perdere delle risorse valide è perdere denaro. Per evitare questa catastrofe investite in formazione perché, e non è mia,

“formarsi costa soldi e tempo….non farlo costa molto di più !!!”

Un caro saluto

 

Davide Bosisio

I 7 poteri del leader

Cosa sono questi 7 poteri? Una volta introitati posso considerami membro ufficiale degli Avengers?

Con calma, rispondo inizialmente alla seconda domanda, NO, a mio avviso meglio! Una figura professionale con responsabilità su risorse umane che riesca a far crescere e rendere per la propria organizzazione, SI signori, questo lo considero un vero supereroe!!!

Ho voluto dare al blog un taglio accattivante, che permetta sane riflessioni e stimoli l’applicazione. Per me è stato così, spero anche per voi dopo la lettura.

Veniamo a noi, ricordate l’articolo su leadership e management? Testo di base, volutamente d’ampio spettro, per entrare nello specifico con testi successivi come questo. Iniziamo dunque.

Il management ricordo è lavorare con individui/gruppi e con loro raggiungere obiettivi organizzativi, ma per farlo servono dei poteri da applicare. Rogers definisce il potere come “il potenziale d’influenza”.  Il potere è una risorsa che può essere utilizzata o meno, va da sé che se la leadership è il tentativo d’influenzare il potere si definisce come potenziale d’influenza del leader il cui scopo è ottenere il consenso.

Vediamo ed analizziamo dunque questi 7 poteri, partiamo dall’elenco:

  • Coercitivo
  • Specialistico
  • Premiante
  • Legittimazione
  • Esemplare
  • Informativo
  • Connettivo

Coercitivo: Potere che si basa sulla paura, induce all’obbedienza. Il timore di un richiamo, di ricevere compiti poco graditi fino al licenziamento, sono stimoli a evitare di contraddirlo o a non seguire le sue indicazioni. E’ a presa rapida, nel senso che poggiando le sue basi sulla paura induce i collaboratori/trici a svolgere i compiti assegnati e tende a risultati nel breve. Attenzione però, l’uso eccessivo crea un clima lavorativo poco gradevole e, di norma, in assenza del leader le risorse tenderanno a rilassarsi;

Specialistico: Potere dell’esperienza, conoscenza e capacità del leader. Questo stile tende ad influenzare il comportamento altrui perché porta ad agevolare l’attività lavorativa. Quale effetto collaterale? Jukebox! Chi abusa di questo potere, nel tempo, vedrà il leader con un testone e le risorse con una testa piccola perché è sempre più comodo chiedere rispetto a pensare e risolvere autonomamente le problematiche;

Premiante: E’ la capacità di offrire ricompense di varia natura, promozioni o economiche (budget). E’ abbastanza semplice coglierne l’utilità e l’attenzione a non eccedervi;

Legittimazione: Questo si basa sulla posizione occupata. L’influenza arriva, ed è sempre più forte, in ragion del ruolo perché si ritiene che il leader ne abbia diritto. L’abuso porterà a vanificarne gli effetti ma soprattutto usare questo potere obbliga a saper fare e dimostrare di meritare la posizione di cui ci si pavoneggia;

Esemplare: Questo è un potere che fa capo alla personalità di un individuo. Chi ha questo carisma riesce a trascinare ed influenzare per apprezzamento ed ammirazione. Si notano effetti sulle risorse che tenderanno ad emulare anche i comportamenti, i modi di fare;

Informativo: Si basa sul possesso di informazioni che il leader possiede e che vengono considerate come preziose e ottenibili solo da lui. Pare cosa di poco conto, a prima vista, ma pensate di far parte di un’organizzazione e venir a sapere di evoluzioni, nuove aperture, nuovi prodotti o servizi da figure più disparate ma non dal proprio capo, la figura di quest’ultimo perderà di considerazione;

Connettivo: E’ il potenziale di influenza ottenuto grazie a contatti con persone importanti ed autorevoli, all’interno o esterno dell’organizzazione, per cui si tende ad assecondare per evitare contrasti con lui e i suoi altolocati contatti perché potrebbero ritorcersi contro nella carriera.

Eccoli, elencati e spiegati. Attenzione, l’ordine è sparso e non vi è un potere migliore o superiore ad un altro tutti hanno la stessa valenza nel loro ambito, gli eccessi nell’uso accentuato e perpetrato o nullo avranno come effetto lo sfaldamento di un team e la perdita di risorse. Un buon gestore deve saper modificare, attenuare, usare i poteri nel giusto modo e correlarli allo sviluppo delle risorse.

La cosa più significativa da sapere è che ognuno di noi usa 2/3 poteri in maniera predominante e questo determina uno stile direzionale che approfondirò in altro blog.

Qualche anticipazione? D’accordo, sarà capitato a tutti di trovarsi nel corso della propria carriera ad avere dei capi/leader differenti. Bene, la diversità è dettata da quanto sopra esposto. Tralasciamo discorsi legati all’educazione e socialità per evitare di aprire discorsi immensi, al netto chi dirige ha uno stile ed è determinato dalla percentuale d’uso dei poteri. Quello a cui un manager deve fare attenzione è evitare gli eccessi sull’uso, facciamo un esempio che ricordo andava per la maggiore in aula. Molti capi ritengono migliore o sono affascinanti dal potere coercitivo. Bene, ottimo potere ma come detto sopra bisogna dosarlo, utile con risorse giovani ed inesperte e/o per avviare attività ma alla lunga se non muta l’intensità andrà a sfasciare quanto creato.

Per cui concludo differenziando gli stili di capo con un esempio:

Capo1: Io sono un Capo maldisposto verso le risorse umane (stimolo) loro sono conflittuali (risposta) ed io sono ancora più maldisposto (rinforzo “avversivo”)

Capo2: Io sono aperto e disponibile (stimolo), loro si fidano e sono propositivi (risposta) e io li rassicuro (rinforzo “positivo”) mostrando la mia disponibilità e riconoscenza.

Rammentate che il management è l’arte e/o la scienza di ottenere determinate prestazioni per mezzo e da parte delle persone in gruppi formalmente organizzati in vista degli obiettivi e attraverso l’assunzione continua di decisioni concepite come scelte fra possibili alternative.

Noi in SPAZIOURBANO oltre a formarci costantemente, applicare e ricercare i punti di criticità da migliorare siamo per la donazione, donazione di quanto è stato donato a noi in formazione per un miglioramento collettivo. Il nostro approccio e stile è condiviso e farne parte significa sposarlo ed applicarlo a vantaggio di tutti i clienti che entrano ed entreranno in contatto con noi. Solo un team affiatato e preparato può garantire un servizio professionale.

Un caro saluto

Davide Bosisio

I 7 poteri del leader

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se desideri maggiori informazioni per i cookie di terze parti leggi l'informativa completa maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi