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Cessione del preliminare/short trading

Cessione del preliminare/short trading

“Un altro metodo molto usato per generare utili in maniera veloce è quello dello SHORT TRADING, ovvero della cessione del Preliminare di Compravendita. Per poter sfruttare questo metodo è importante che l’immobile si presti a questo, ovvero che abbia determinate caratteristiche.

Fermo restando che deve essere preso ad un prezzo di mercato inferiore, discorso sempre valido per poter generare un utile, occorre che nel preliminare vengano inserite queste condizioni:

  • Le chiavi devono essere consegnate al Preliminare, di cui quindi se ne acquisisce la disponibilità;
  • Venga inserita la possibilità di cessione del Preliminare;
  • Accordo con i proprietari per sottoscrivere eventuali richieste per pratiche catastali;
  • Rogito ad almeno 6 mesi.

Come immobile io ne sceglierei uno che sia, con un minimo investimento, migliorabile o magari immobili che siano frazionabili in due unità.

Ecco un esempio per far capire come funziona:

prezzo immobile € 80.000

Faccio il Preliminare e consegno una caparra di € 10.000 ritirando le chiavi dell’immobile.

La registrazione del Preliminare è solitamente a carico dell’acquirente e i costi sono:

  • € 200 di imposte fisse
  • Marche da bollo 16 € x ogni copia di 100 righe, minimo ne occorrono due copie;
  • 0,5 % di imposta di registro sulle somme versate, in questo caso quindi € 50.

Quindi per un totale di € 282.

A quel punto cerco di migliorarlo un po’: lavori di ristrutturazioni e/o manutenzioni varie, per sfruttare al meglio tutte le caratteristiche.  Consideriamo che spenda € 10.000, se devo modificare muri, ovviamente dovrò anche fare le relative pratiche comunali e catastali con ulteriori costi, in base a cosa necessita l’immobile.

Una volta ultimati i lavori, lo ripropongo in vendita in perfette condizioni ad un prezzo di € 130.000.

Rivendendolo a € 120.000, ecco in che situazione mi ritrovo:

  • Saldo al proprietario: € 80.000
  • € 20.000 recupero i miei investimenti (€ 10.000 caparra e € 10.000 ristrutturazione);
  • € 20.000 utile che mi resta.

Come possiamo vedere con questo esempio, l’utile che realizzo è pari al 100% del mio capitale investito, che nonostante sia soggetto a tassazioni è comunque un ottimo investimento.

Sono stato appositamente basso come incremento, chi fa short trading punta a margini maggiori; solitamente bisogna puntare ad acquistare immobili che abbiamo un valore di mercato maggiore del 30% rispetto al prezzo che si paga, per riuscire a concludere una operazione soddisfacente.

Il vantaggio di queste operazioni sono:

  • posso farlo senza investire grossi capitali;
  • non devo richiedere mutui;
  • non acquisto l’immobile, quindi non ho le tasse relative all’acquisto;

I rischi sono:

  • non riuscire a rivendere nei tempi concordati, quindi doverlo rogitare;
  • scegliere un immobile sbagliato che non consenta di generare un incremento di valore;
  • ristrutturare senza avere una affidabile impresa specializzata, potrebbe causare problemi di tempistica e di maggior costi. E’ necessario affidarsi a professionisti seri.”

Tratto da “Investimenti immobiliari low cost”

 

Vendi senza agenzia e senza pagare commissioni

Hai deciso di vendere casa ma non vuoi rivolgerti ad una agenzia immobiliare? Non vuoi pagare commissioni e fare tutto da solo? Non sono se questa è proprio la scelta giusta, ma se proprio vuoi provarci, in questa categoria di articoli troverai tutti i consigli per farlo da vero professionista, proprio come lo faremmo noi. 

In questi articoli ti svelerò tutti i segreti per concludere velocemente la tua compravendita e al miglior prezzo di mercato possibile.
Innanzitutto mi presento, sono Daniele Modugno, Agente Immobiliare iscritto al ruolo dal 2001 alla Camera di Commercio di Milano e sono titolare dell’agenzia Immobiliare SPAZIOURBANO, se vuoi vedere chi siamo e come lavoriamo vai sul nostro sito
Immagino cosa ti starai chiedendo: perché un Agente Immobiliare, titolare di un’Agenzia Immobiliare, dovrebbe darmi dei consigli su come vendere casa da solo senza pagare commissioni?
La risposta è semplice e se leggi sul nostro sito la nostra MISSION lo capisci: SPAZIOURBANO, contrariamente a tutti i franchising immobiliari presenti in Italia, nasce come un’ agenzia non ossessionata dai numeri, intesi come sviluppo capillare sul territorio; non ci interessa essere per tutti, non vogliamo avere centinaia di clienti in ogni angolo del quartiere, vogliamo rimanere esclusivi, per un adeguato numero di clienti che ci sceglie e a cui vogliamo poter fornire un servizio di qualità, cucito addosso alle proprie esigenze e, se possibile, al di sopra delle proprie aspettative. Ovviamente, saremmo felici se un giorno deciderai di sceglierci, ma se non lo farai, saremo comunque contenti di averti dato una mano, e ci auguriamo che tu possa condividere un parere positivo di noi. Crediamo che il passaparola sia sempre una forma di pubblicità eccellente e ci abbiamo sempre puntato molto. Da noi il cliente paga solo il servizio che richiede e che realmente utilizza. Quindi leggi sereno tutti i miei consigli: sono gratis, non dovrai pagare nulla e quando venderai sarò contentissimo di esserti stato utile. A noi piace contare il numero dei clienti soddisfatti, non quello degli uffici aperti.
Ma basta parlare di noi, parliamo del tuo immobile, visto che è questo che interessa a te. Prima di mettere in vendita un immobile, una cosa fondamentale e spesso trascurata da fare è la verifica della documentazione necessaria. Non aspettare di avere un acquirente, prima di reperirla, potrebbe essere molto pericoloso e magari troppo tardi. Se hai già ritirato una caparra, ad esempio, e poi scopri che ti manca qualcosa o la tua casa non è conforme, allora sei nei guai!
Il tuo acquirente potrebbe non voler più procedere e magari anche chiederti il doppio delle somme versate.

Ecco quello che ti serve avere necessariamente:
– Titolo di proprietà
– Documentazione edilizia
– Certificato energetico

TITOLO DI PROPRIETA’: è il documento che attesta la proprietà. Può essere l’atto di acquisto (rogito), un atto di assegnazione da una società, un decreto di trasferimento, se fatto dal tribunale o una successione.
Nel caso di successione, il bene è venuto in tuo possesso tramite eredità, e ti occorrerà quindi anche l’ultimo atto di provenienza stipulato. La successione, se non è stata già fatta, si può fare da un notaio, da un commercialista o anche al CAF. Tieni conto che oltre al costo che avrai già pagato per la successione, se l’hai già fatta, al momento del rogito notarile, dovrai pagare al notaio una somma che mediamente è intorno alle 500 € per l’Accettazione tacita di eredità, che altro non è che l’atto in cui gli eredi accettano la titolarità del bene. Nel caso di beni immobili questo atto deve essere registrato ai pubblici registri immobiliari. Ti servirà fornire al notaio oltre alla successione anche l’atto di morte del defunto.

DOCUMENTAZIONE EDILIZIA: se il tuo immobile è stato costruito dopo il 1967 ti occorre il certificato di agibilità/abitabilità e la concessione edilizia, sono documenti che solitamente dovrebbe avere l’amministratore dello stabile, ma non sempre ce li ha, in tal caso dovresti sentire il comune. Sarebbe importante almeno recuperarne gli estremi di registrazione.
Allegato al tuo atto di acquisto dovresti avere la scheda catastale, ovvero la piantina del tuo immobile. Lì è rappresentata graficamente casa tua e deve essere esattamente conforme allo stato di fatto. Se nel corso degli anni avete fatto lavori che hanno modificato gli spazi interni, dovrai fornire tutti i vari permessi presentati in comune. Quindi, se ti rendi conto che in passato sono stati fatti lavori che richiedevano autorizzazioni non presentate, sappi che prima di mettere in vendita il tuo immobile va regolarizzata la situazione. Non aspettare a farlo dopo, perché se ad esempio chi acquista chiede un mutuo, come nella maggior parte dei casi, rischi che al momento della delibera, in fase di perizia, venga riscontrata la difformità e venga bloccato tutto. Inutile dirti quali potrebbero essere le conseguenze di ciò…
Slittano i tempi, l’acquirente potrebbe indispettirsi, potresti aver problemi a rispettare gli impegni presi, soprattutto se vendi e devi ricomprare. Se vendi e compri è fondamentale coordinare bene i tempi, per non rischiare di rimanere fuori casa!
Come rimetterti in regola? Ti serve innanzitutto un geometra che faccia un sopralluogo e ti esponga le possibilità in base al problema da risolvere. L’immobile va regolarizzato con una pratica urbanistica e successivamente va presentata la nuova scheda catastale redatta sempre dal geometra. Questo sperando che risponda a tutte le attuali norme, altrimenti potrebbero essere necessari anche lavori interni. Comunque, va valutato di caso in caso, e di conseguenza anche il costo varia a seconda del tipo di situazione che va sanata. Una cosa è certa, ti serve un geometra! Se non sai a chi rivolgerti, contattami qui e ti fisso un sopralluogo con il nostro. E’ valido, l’ho testato sul campo, e a noi fa prezzi molto ragionevoli.

CERTIFICATO ENERGETICO: chiamato A.P.E., Attestato di Prestazione Energetica è un certificato che attesta le prestazioni energetiche del tuo immobile, in base alle caratteristiche specifiche che ha. Molti si confondono con la certificazione degli impianti, ma non c’entra nulla. Non deve essere a norma o meno, semplicemente in base a dei coefficienti viene attribuita una classe energetica al tuo immobile da A+ a G, in cui A+ è la migliore e G la peggiore, ovvero, semplificando, G è quella che consuma di più.
Nell’attribuzione della classe concorrono molti fattori, tra cui il tipo di costruzione dell’immobile, che tipo di serramenti ha, come è il riscaldamento, la verifica del consumo della caldaia, cosa c’è intorno al tuo l’immobile, ecc… Da Ottobre scorso è stato modificato ulteriormente e sono stati aggiunti altri parametri.
E’ obbligatorio averlo perché oltre ad essere inserito come allegato al rogito nel momento della vendita, va già inserito in fase di annuncio su ogni strumento pubblicitario che deciderai di utilizzare, pena una multa da parte del Comune. Spesso gli amministratori, laddove il riscaldamento e centralizzato, hanno già provveduto a farlo fare per l’intero stabile, quindi è il caso di sentire prima se è già stato fatto, anche se, se lo fosse, dovresti saperlo, visto che l’avrai pagato.
E’ redatto da un tecnico regolarmente abilitato, te lo fa mediamente in una decina di giorni, anche in questo caso, il tecnico fa un sopralluogo, raccoglie tutti i dati e redige il documento. Puoi acquistarlo direttamente sul nostro sito al costo di € 150 più iva, clicca qui
una volta lasciati i dati e pagato verrai ricontattato per il sopralluogo.

Una volta che hai tutto questo e tutto è conforme, allora sei pronto per mettere in vendita il tuo immobile! Lo so questa parte della documentazione è noiosa, ci sono aspetti della vendita più divertenti, ma è indispensabile partire con tutto in regola!

DOMANDE FREQUENTI: quello che mi chiedono spesso i clienti è: “ma gli impianti devono essere per forza a norma e certificati per poter vendere?” RISPOSTA: NO! E’ obbligatorio dichiararne lo stato, e dichiarare che lo siano stati al momento della loro realizzazione. Occorrerebbe fornire la certificazione se uno ne fosse in possesso, ma per impianti molto vecchi è impossibile averla. Ma non è obbligatorio che siano tutt’ora a norma, si può vendere anche un immobile senza impianti; un immobile da ristrutturare completamente, ad esempio, sicuramente non avrà impianti a norma. Si vende nello “stato di fatto e di diritto in cui si trova”, dichiarando lo stato degli impianti. Chiaramente incide sul prezzo: a parità di condizioni, se la casa è da ristrutturare e non ha gli impianti a norma, il suo valore sarà certamente più basso rispetto a una ristrutturata e con gli impianti certificati. Ma per come determinare il giusto prezzo ne parleremo nel prossimo acquisto, in cui ti svelerò tutti i trucchi per determinare il giusto valore al tuo immobile.
Spero di esserti stato d’aiuto, ma se hai dubbi o qualcosa da chiedermi contattami pure qui scrivendomi la tua domanda, sarò lieto di risponderti il prima possibile.
A presto,

Daniele Modugno

 

 

 

 

Vendi senza agenzia e senza pagare commissioni
Arrivano gli acquirenti!

Arrivano gli acquirenti!

Ora che la tua casa è finalmente sul mercato, oltre alle decine e decine di chiamate delle agenzie della zona, di certo avrai ricevuto contatti anche da qualche privato interessato a casa tua, ecco come gestirlo:
la telefonata: io consiglio già per telefono di dare informazioni precise, non omettere cose importanti per portarlo “di forza” a vedere casa tua, ti farebbe perdere solo tempo: la sincerità paga sempre!

Fissa la visita possibilmente in orari strategici, meglio di giorno con la luce solare, sicuramente si apprezza di più, magari scegliendo proprio le ore di maggior luce.
L’appuntamento: si sempre gentile e cordiale, fai vedere la casa, lasciandogli il tempo di vedersela bene, con calma, senza, soprattutto, stargli addosso!

Molto spesso un errore che fanno molti, è quello di bombardare il cliente di vantaggi e informazioni, senza preoccuparsi di capire cosa sia realmente un vantaggio o una informazione utile per lui.

Questo è un errore che fanno anche molti venditori. Un vantaggio è tale solo se soddisfa un’esigenza del cliente. Se la tua casa ha una vista panoramica, ma il cliente soffre di vertigini, per lui questo non è un vantaggio.
Per vendere devi ascoltare il cliente, cercare di capire quale sia la sua esigenza e valutare se casa tua può effettivamente soddisfare questa esigenza. Solo nel caso ti accorgi che possa fare al caso suo, metti in risalto che vantaggio potrebbe portare, in caso contrario, se ti rendi conto che non è adatta a lui, è inutile che insisti, non gli farai cambiare idea…

l consigli che ti posso dare per gestire al meglio l’appuntamento di vendita sono:
– essere preciso;
– essere disponibile;
– mettere in risalto i punti di forza della casa, senza enfatizzare eccessivamente;
– ascoltare il cliente per capire cosa cerca realmente e se la tua casa risponde a queste caratteristiche.
Poi, chiaramente, ci sono tante piccole grandi tecniche di vendita, che possono essere utilizzate, ma immagino che tu voglia vendere solo la tua casa, non diventare un venditore, quindi penso che ti possano bastare queste informazioni di base, per ogni altra eventuale informazione puoi sempre contattarmi QUI

IN BOCCA AL LUPO!

Daniele Modugno

Ciao ciao EQUITALIA

 

Con la pubblicazione sulla G.U. 24.10.2016, n. 249, è entrato in vigore dal 24.10.2016, il DL n. 193/2016, contenente “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, c.d. “Collegato alla Finanziaria 2017”.

Tra le novità fiscali contenute nel Decreto, una di quelle che sta più a cuore a migliaia di cittadini è sicuramente quella riguardante la SOPPRESSIONE di EQUITALIA – Artt. 1 e 2

Finalmente è arrivata, dopo tanti rinvii, a decorrere dall’1.7.2017 Equitalia viene chiude, l’attività di riscossione verrà affidata alla (nuova) “Agenzia delle Entrate – Riscossione”.

In forza di ciò è prevista la definizione agevolata delle somme iscritte nei ruoli affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2015 (Art. 6).

In particolare è riconosciuta la possibilità di estinguere il debito, senza sanzioni e interessi, effettuando il pagamento integrale, anche dilazionato in un massimo di 4 rate, (su cui sono dovuti gli interessi), delle somme dovute.

Tale beneficio spetta anche ai soggetti che stanno pagando piani di rateizzazione con la condizione che, rispetto ai piani rateali in essere, siano effettuati i versamenti in scadenza nel periodo 1.10 – 31.12.2016.

SOMME ESCLUSE DALLA DEFINIZIONE:

La definizione agevolata non può essere richiesta per le somme iscritte a ruolo riguardanti multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; e sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada (da cui si può richiedere solo l’eliminazione degli interessi).

MODALITÀ DI ADESIONE:

Il soggetto interessato deve manifestare la volontà di avvalersi della definizione agevolata mediante un’apposita dichiarazione da effettuare:

  • entro il 23.1.2017 (90 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto in esame);
  • utilizzando la modulistica apposita che sarà predisposta e che sarà disponibile sul sito Internet dell’Agente della riscossione probabilmente a partire del 7 novembre 2016. Nella dichiarazione dovrà essere indicato, tra l’altro, il numero di rate scelto e la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, con l’impegno a rinunciare a tali giudizi.

A seguito della presentazione della domanda di definizione:

  • sono sospesi i termini di prescrizione / decadenza per il recupero dei carichi oggetto della stessa;
  • l’Agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive, iscrivere nuovi fermi amministrativi / ipoteche, proseguire le azioni di recupero coattivo precedentemente avviate, sempreché non abbia avuto luogo il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione o emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE SOMME DOVUTE:

Entro il 21.4.2017 (180 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto in esame), l’Agente della riscossione comunica al debitore l’importo complessivo delle somme dovute per la definizione, l’ammontare delle singole rate e la relativa data di scadenza.

In particolare, in presenza di definizione rateale, a cui si applicano nel caso gli interessi pari al 4,5% annuo, gli importi dovuti saranno così frazionati:

I e II rata Ciascuna pari ad 1/3 delle somme dovute.

III e IV rata Ciascuna pari ad 1/6 delle somme dovute, scadenti rispettivamente il 15/12/2017 e il 15/03/2018.

Il mancato / tardivo / insufficiente versamento delle somme dovute (unica soluzione o una rata) non consente il perfezionamento della definizione con conseguente ripresa dei termini di prescrizione / decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao ciao EQUITALIA
Investire nell’immobiliare

Investire nell’immobiliare

CON IL MATTONE SI GUADAGNA SEMPRE?

Una delle poche certezze di noi italiani è sempre stata che con il mattone ci si guadagna sempre!

Non importa in che momento storico si trova il Paese, conta poco se si è in recessione o in un momento in cui l’economia va a gonfie vele, con o senza crisi: la convinzione popolare è sempre stata che comprando una casa non ci perdi mai!

In Italia la ricchezza è rappresentata per il 60 % dagli immobili. Da sempre per noi italiani l’immobile rappresenta il bene rifugio.

Ma è veramente così? Col mattone non si perde mai? La risposta giusta è… non proprio!

Spesso ho visto clienti perderci con il loro investimento immobiliare, molti si sono ritrovati con in mano un bene difficilmente rivendibile ad un prezzo sufficiente per recuperare quanto speso. Molti ci hanno perso e molto, quindi? Dove sta la verità?

Ecco la risposta corretta:

INVESTENDO NEL MATTONE NON CI PERDI MAI…..SE SAI COME FARLO!

Se lo fai con testa, con competenza, utilizzando i giusti accorgimenti allora è difficile perderci, anche in piena crisi; viceversa, improvvisandosi grande investitore, senza conoscenze di base, allora potresti perderci anche molto!

Ma, in ogni caso, che l’investimento immobiliare sia il più sicuro, lo si capisce anche dal comportamento delle banche, che come sappiamo tengono i fili dell’economia, basti pensare che arrivano a finanziarlo fino all’ 80%.

Sono partito da queste considerazioni per scrivere il mio primo e-book, un manuale per tutti quelli che vogliono investire nel mattone con budget limitati, quelli che fino ad oggi non pensavano di poterlo fare e che invece ora possono crearsi la propria opportunità.

Parlerò di come comprare al minor prezzo, come sfruttare al meglio le diverse tassazioni e le varie tipologie di acquisizione, tutto per creare un utile soddisfacente e in poco tempo.

Non è necessario essere ricchi per poter investire, ognuno può crearsi il suo spazio. Continua a seguirci, Il libro sarà disponibile da metà ottobre e sarà scaricabile dal sito.

#InvestimentiImmobiliariLowCost

 

 

Guadagna con il tuo immobile sfitto grazie alle locazioni turistiche

Il mattone rappresenta ben il 60% della ricchezza totale delle famiglie italiane; per molti di loro l’immobile è anche una fonte di guadagno extra reddito, che però, negli ultimi anni, con le nuove tassazioni e la crisi del settore immobiliare, ha via via ridotto sempre di più i margini di guadagno.

Ma da tutte le crisi, nascono sempre nuove opportunità e infatti negli ultimi anni, spinti forse anche da EXPO 2015 si sono sviluppate nuove formule che permettono di sfruttare al massimo il proprio immobile.

Tra queste è sicuramente una buona opportunità quella offerta dagli affitti brevi “short rent”, affitti per qualche giorno o settimanali, con una domanda in continua crescita, specialmente nelle grandi città, che si propongono come valida alternativa alle classiche struttura alberghiere.

I vantaggi per i proprietari sono molteplici, tra cui:

  • Possibilità di ricavi anche triplicati, rispetto ai valori tradizionali;
  • L’immobile non è vincolato per lunghi periodi, quindi potrebbe contemporaneamente essere immesso sul mercato come vendita, se uno lo desidera, senza che rimanga vuoto e che non sia quindi solo un costo;
  • Si può variare il canone in qualsiasi momento, in base alla stagione o agli eventi culturali/sociali presenti in città;
  • I contratti non vanno registrati, se inferiori ai 30 giorni;
  • È comunque possibile sfruttare i vantaggi della tassazione a Cedolare Secca, come nelle locazioni tradizionali;

Il tipo di contratto che regola queste formule di locazione è quello definito “locazione turistica”, l’articolo 53 del Codice del Turismo definisce locazioni turistiche tutti “gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati”.

Un aspetto importante da considerare è che la locazione turistica si differenzia dalle case vacanza, bed and breakfast o strutture alberghiere in generale, in quanto in questo caso vi è soltanto la locazione di una stanza o di un appartamento, senza nessun servizio aggiuntivo, ad esempio cambio biancheria, pulizia giornaliera ecc..

Questo permette di poter locare l’immobile in forma non imprenditoriale, quindi senza bisogno di avere una partita iva, i ricavi vanno dichiarati in dichiarazione dei redditi, come nelle normali locazioni, e come dicevamo si può usufruire comunque della tassazione a “cedolare secca”.

Sarà sufficiente quindi redigere un contratto di locazione turistico firmato dalle parti e rilasciare una ricevuta con applicata una marca da bollo da 2 €, per un canone superiore ai 77,47 €.

Negli ultimi anni i siti internet che promuovono queste tipologie di locazione sono molteplici, vi segnalo tra gli altri airbnb.it, booking.it, homeholiday.it, tripadvisor.it, ma se non volete fare tutto da soli, come sempre potete rivolgervi a SPAZIOURBANO, che seguirà per voi tutti gli aspetti, dalla pubblicità, al contratto, alla gestione dei locali, garantendovi una rendita sempre costante.

Guadagna con il tuo immobile sfitto grazie alle locazioni turistiche
IMU & TASI 2016, chi e come pagare

IMU & TASI 2016, chi e come pagare

Puntuale come sempre, anche per quest’anno è arrivato il momento di fare i conti con IMU e TASI, il 16 giugno, infatti, scatta il pagamento della prima rata di entrambe.

Sono soggetti al pagamento i possessori di abitazioni di lusso e di seconde case; è possibile scegliere se versare l’intero importo in un’unica soluzione o soltanto un acconto del 50%. In caso di acconto, il saldo va versato il 16/12/2016.

E’ possibile pagare tramite modello F24 o tramite bollettino postale, ecco alcune informazioni per la compilazione:

Utilizzando Il modello F24, reperibile presso uffici postali o banche, va compilata la sezione relativa a INU e TASI, indicando gli importi da pagare nella colonna “importi a debito da versare”. Altri dati da inserire sono:

  • il codice comune dove sono siti gli immobili, per Milano è F205
  • il numero degli immobili a cui si riferisce il pagamento
  • barrare se si tratta di acconto, saldo o ravvedimento
  • anno di riferimento

E’ possibile effettuare il pagamento anche online o affidandosi a intermediari fiscali abilitati.

Utilizzando invece il bollettino postale, va inserito il numero di conto, uguale per ogni comune italiano, ovvero n. 1008857615, indicando:

  • codice comune
  • importo dovuto
  • numero immobili a cui si riferisce
  • specifica se trattasi di acconto o saldo

18 rate non pagate e la banca si prende la tua casa, vi sembra giusto?

Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok definitivo al decreto che dà la possibilità alle banche di vendere direttamente un immobile gravato da ipoteca nel caso di mancato pagamento di 18 rate, senza passare dal tribunale.

Con questa norma le banche eviteranno tutte le infinite e molto onerose procedure delle aste giudiziarie.

Gli aspetti principali di questa norma sono:

  • è facoltativa, il cliente non è obbligato ad accettarla, e andrà inserita in atto e per il cliente che decide di accettarla è previsto che sia assistito da un consulente che gli spieghi bene tutto ciò che comporta.
  • In caso di vendita all’asta dell’immobile la banca può trattenere per se solo la somma necessaria e a restituire al debitore l’esubero della vendita.
  • In caso che il ricavato della vendita sia inferiore a quanto dovuto, il debito si considera estinto.
  • C’è l’obbligo di informare bene il cliente di tutti gli aspetti contrattuali legati al mutuo, in modo da tutelare il consumatore.

Ovviamente questa norma ha fatto e sta facendo molto discutere, ecco le mie considerazioni:

  • È facoltativa, ma sappiamo come le banche siano molto persuasive quando vogliono. Facoltative lo sono anche certe assicurazioni che ti propongono quando chiedi un mutuo, ma se non le sottoscrivi spesso il tuo mutuo non viene concesso.
  • E’ sicuramente utile informare bene il cliente, ma poi chi informa chi sarà? Da chi è pagato? Farà realmente fa gli interessi del consumatore?
  • È positivo che nel caso il ricavato sia inferiore, il debito venga estinto; per molti proprietari il debito del mutuo è più alto del valore del proprio immobile e veramente converrebbe darlo alla banca e chiudere tutto.
  • Se la banca vende il tuo immobile e l’esubero del debito deve restituirtelo, che interesse avrà mai di realizzare il miglior prezzo? Cercherà di vendere il più in fretta possibile, al prezzo che serve a lei per rientrare dei suoi soldi.
  • È intuibile il vantaggio che ne trae la banca: meno costi da sostenere e tempi notevolmente più brevi per rientrare del debito, ma per il consumatore quali sono i vantaggi? Probabilmente sui mutui di qualche anno fa, con i prezzi molto più alti, per qualcuno sarebbe preferibile lasciare il proprio immobile alla banca, ma nella maggior parte dei casi, in poco tempo uno si potrebbe ritrovare a perdere tutto, senza che gli venga data la possibilità di rialzarsi e recuperare, 18 mesi non sono niente, a me questa norma sembra proprio l’ennesimo favore alle banche…
18 rate non pagate e la banca si prende la tua casa, vi sembra giusto?

Buone vacanze!

La stagione lavorativa è arrivata alla fine, oggi si chiude! E’ stata sicuramente molto lunga, intensa e ricca di soddisfazioni, ora è il momento di riposarci e di ricaricarci.

Con questo breve post vogliamo augurare a tutti i nostri clienti di passare delle splendide vacanze con le proprie famiglie e vi ricordiamo che l’ufficio rimarrà chiuso dal 01/08 al 26/08, si ricomincia il 27 agosto!

Grazie a tutti i clienti che ci hanno scelto fino ad ora e a chi vorrà sceglierci in futuro…

Buone vacanze!

Non hai ancora pagato la TASI o L’IMU? Rimettiti in regola così

Il 16 giugno è scaduto il termine ultimo per il versamento della prima rata dell’Imu e della Tasi. Ma, per pagare c’è sempre tempo, seppur con qualche sanzione…

Infatti, esiste sempre la possibilità di aggiustare entro un anno la propria posizione fiscale ricorrendo allo strumento del ravvedimento operoso. Questo strumento prevede il pagamento della somma dovuta con l’aggiunta di sanzioni e interessi, che dipenderanno dal ritardo con cui verranno versati gli importi.

Se ancora non avete pagato, queste sono le quattro possibilità di regolarizzare la vostra posizione prese dall’agenzia delle entrate:

Ravvedimento sprint: per un ritardo fino a 14 giorni si calcola una sanzione pari allo 0,2% al giorno fino a un massimo del 2,8% per 14 giorni di ritardo più gli interessi (dal 1º gennaio 2015 il tasso di interesse annuo è stato fissato allo 0,5%).

Ravvedimento breve: per un ritardo dal 15º fino al 30º giorno, la sanzione da applicare sarà pari al 3% più gli interessi da calcolare (aliquota dello 0,5% annuo).

Ravvedimento medio: si applica dopo il 30º giorno e fino al 90º e prevede una sanzione fissa del 3,33% dell’importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.

Ravvedimento lungo: ritardo dal 31º giorno fino a un anno. La sanzione è del 3,75% più gli interessi, da calcolarsi al saggio legale annuo dello 0,5%.

Vi ricordiamo infine, che i versamenti andranno effettuati come di consueto con il modello F24 in banca o alla posta per importi inferiori o pari ai 1.000 euro. Per importi superiori, bisogna effettuare il versamento con F24 per via telematica. Nel modello F24 bisogna barrare la casella rav (ravvedimento), l’importo dovuto per sanzioni e interessi andrà sommato al tributo principale (3918 per l’Imu e 3958 e 3961 per la Tasi).

 

Non hai ancora pagato la TASI o L’IMU? Rimettiti in regola così

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