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ENNEATIPO 1, IL PERFEZIONISTA

ENNEATIPO 1, IL PERFEZIONISTA

Ho deciso, perché lo ritengo importante, d’approfondire in vari articoli ogni enneatipo delle personalità. Scrissi già in specifico blog tempo fa di questo argomento, l’ho ripreso nel mio libro “Risorse umane e agenzie immobiliari: croce o delizia?”, e oggi partiamo con l’analisi specifica del primo, il N1.

Breve premessa, cerco continuamente di migliorarmi, uno dei passaggi fondamentali per farlo è conoscersi che, oltre ad essere indiscutibile vantaggio competitivo, spero aiuti anche altri a farlo. Desidero capire e rispettare il prossimo e sarebbe fantastico il contrario. Bene, per ottenere questo risultato non domando ma aiuto a riflettere. Ogni personalità nasconde in sé il bene ed il male, ciò che si decide di foraggiare maggiormente emerge, immaginate che noia l’assenza di queste due componenti, quale gratifica per i propri sforzi, ma serve esserne consapevoli della presenza. Quest’estate sono stato in montagna, come già scritto, confermo che la amo in tutti i suoi aspetti, soprattutto quelli più duri. Il mio enneatipo è il N 6, caratterizzato dalla passione paura, che si sposa adeguatamente con le vette alpine. Messner disse: “Solo raramente riesco a superare il mio essere separato dal mondo. Allora mi sento un tutt’uno con il cosmo: arrampicando. Il mio più grande nemico è la paura. Sono un uomo pauroso e come tutte le persone paurose desidero superare ardentemente le mie paure. La vittoria sulla paura è una sensazione di gioia che mi avvicina a me stesso”.

Diciamo che è un “Io sono pronto, e Tu montagna?”.

Veniamo al nostro enneatipo 1, corrisponde a una personalità complessa e sorprendente. È il “perfezionista”, quel profilo che si sforza quasi in ogni momento di essere coerente, ben intenzionato e sempre virtuoso. Tuttavia, è comune per tale soggetto nascondere una certa quantità di rabbia repressa, alcune aree di errore che gli impediscono di raggiungere il suo pieno potenziale.

L’enneatipo 1 è caratterizzato dalla necessità di essere sempre coerente: avere ragione, essere buoni, obiettivi e razionali.

Non dobbiamo vedere queste caratteristiche come negative o limitanti, tutt’altro. Dobbiamo ricordare che l’obiettivo finale dell’enneagramma è di servirci proprio da prezioso strumento di conoscenza di noi stessi. È un modo per conoscere le nostre “maschere”, per approfondire i bisogni, gli istinti più profondi, le emozioni, i processi mentali e anche le potenzialità.

L’enneatipo 1 ha a sua disposizione grandi risorse e interessanti abilità che, secondo questo approccio, possono essere sviluppate al massimo se approfondisce il suo carattere e la sua coscienza, lavorando sugli aspetti più problematici.

Enneatipo 1: condurre una vita coerente e priva di errori! Perché? Faccio una lista:

  • Ossessione per i dettagli;
  • Liste per qualsiasi cosa, così come schemi, promemoria, ecc;
  • Ogni compito deve essere perfetto. Tuttavia, questa esigenza è allo stesso tempo fonte di continue frustrazioni perché non si sentono mai soddisfatti. Questo comportamento li porta all’esaurimento, coinvolgendo spesso anche gli altri in questo sforzo, al punto di creare tensioni e disaccordi;
  • Sono coscienziosi, spesso inflessibili e scrupolosi;
  • Hanno un alto senso di giustizia, di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato (secondo loro), di ciò che è desiderabile e corretto;
  • Nel loro dialogo interiore ci sono molti “dovrei”, “devo” e “bisogna”;
  • Di solito non delegano compiti ad altre persone, difficilmente fanno squadra o si fidano degli altri in questioni lavorative perché dubitano che possano essere efficaci quanto loro;
  • Sono molto attaccati alle loro cose, ai loro beni, alla loro famiglia… un attaccamento spesso poco sano.

Ancora:

  • Se la perfezione esiste perché non cercarla, la perfezione è possibile;
  • Crede che alle persone manchi la volontà di cambiamento;
  • Credono di non meritare amore se imperfetti;
  • Razionalizzano l’ira per giustificarla;
  • Rigidi e critici;
  • Cercano sempre di correggere gli altri e a volte può non sembrare che lo facciano;
  • Difficilmente spontanei e hanno difficoltà a lasciarsi andare in cose piacevoli;
  • Credono di avere sempre ragione;
  • Sono cresciuti rapidamente, non hanno giocato;
  • Raramente perdono le staffe;
  • Moralmente inattaccabili;
  • È il carattere più lontano alla spontaneità;
  • Controllano perfettamente cosa e come si esprimono;
  • Capacità di trovare sempre “l’errore”;
  • Si sentono buoni, superiori e questo gli conferisce il diritto di…;
  • Non si accetta cerca di modificarsi continuamente;
  • È corretto e correttore;
  • Esprimono la componente aggressiva tramite la critica;
  • Ha molta rabbia repressa;
  • Possono sembrare aristocratici nel modo di comportarsi;
  • Ossessionati con l’ordine, la pulizia e il modo in cui posizionano gli oggetti;
  • Gli risulta molto difficile esporsi troppo perché è andare fuori dalle “norme”;
  • Sono molto responsabili e inflessibili;
  • Controllano gli impulsi;
  • Molto simili all’alta società inglese (comportamento da Lord);
  • Riformatori, credono di fare le cose per il tuo bene (in realtà vogliono che tu sia come loro);
  • Riescono a essere grandi inquisitori e poi provano frustrazione;
  • Il piacere non fa parte dei suoi obiettivi;
  • Sono generalmente freddi e seri;
  • Buoni cittadini e persone molto rispettabili;
  • Persone Leali, giuste, fedeli ed energiche;
  • Gente che prende molto seriamente la vita;
  • Sobri;
  • Si arrabbiano molto per far notare che stanno male;
  • Quando credono che non sono amati soffrono molto, perché si sono impegnati molto per esserlo;
  • Sono puritani, quando si impongono una regola la seguono al massimo;
  • Componente Nevrotica.

L’enneatipo 1 di solito presenta un background emotivo abitato dalla rabbia. Questa dimensione conferisce al suo carattere rigidità e mancanza di spontaneità. Questa rabbia non è che il risultato di frustrazione accumulata e la sensazione che intorno a essa aleggi un eccesso di ingiustizia, negligenza o cattive azioni che sfuggono al suo controllo.

In quale modo l’enneatipo 1 può raggiungere la realizzazione personale?

  • Riducendo il loro esagerato idealismo;
  • Abbassando il volume di quella voce interiore critica, a volte anche ipocrita, che richiede un virtuosismo morale che a volte nemmeno loro possono raggiungere;
  • Riducendo i “dovrei” e le auto-imposizioni che spesso rendono prigionieri, circondati da richieste molto limitanti;
  • Imparando a delegare, fidarsi un po’ di più degli altri;
  • Comprendere che il mondo, le persone e molte cose che ci circondano non possono essere sempre come vogliamo. Vivere è soprattutto “essere e lasciar essere”, e significa permettere ad altri di agire come vogliono senza che ciò ci privi di aria e calma, senza che alimenti la nostra rabbia e ci dia ulteriore frustrazione;
  • Prendere contatto con le proprie emozioni e incanalarle, rilasciarle. Tutta questa rabbia repressa deve dissolversi, ogni insoddisfazione deve trovare aree meglio ventilate in cui capire che il perfezionismo va di pari passo con l’usura, che la disciplina ferrea porta all’esaurimento.

Un enneatipo 1 sano ed esaustivo è soprattutto una persona libera dai propri attaccamenti mentali. In questa nobile aspirazione di raggiungere un mondo più giusto e un essere superiore e perfetto, si trova una sfera intermedia in cui potersi sentire davvero realizzati e utili. È uno strato psicologico in cui le emozioni sono più adattate e dove c’è un’accettazione più umile della realtà. Quando si smette di essere un “inseguitore di errori” interni ed esterni, si inizia a vivere con più calma e soddisfazione, essendo più flessibili e compassionevoli. Se sei un enneatipo 1, molla la presa, rilassati e abbi fiducia anche negli altri. Non puoi trasformarti nel tuo ideale, è impossibile arrivare a essere tutto ciò che immaginiamo. Devi accettare le cose e le persone così come sono. Identifica le tue necessità emozionali, ne hai sicuramente come ogni essere umano. Hai diritto a essere preoccupato o triste. Puoi mostrare le tue necessità e chiedere aiuto ad altre persone. Avere vulnerabilità non significa essere deboli, significa essere umani.

Bene, ricordo a chiunque si identifichi in questo profilo non vedrà ogni caratteristica abbinata, la maggior parte, certamente la passione più grande: LA RABBIA.

Amo questo profilo, con tutto il cuore, è il mio preferito perché è il mio opposto, contiene tutto ciò che mi manca nel bene e nel male, ciò che considero il mio tutto. Quello che devo capire è se realmente il mio ennaeatipo ha la stessa valenza per il N1.

A presto con l’analisi del successivo !

Davide Bosisio

VACANZE FINITE, VOLTARE PAGINA!!!

Primo blog post vacanze estive, come state? Io benone, sono tornato con tanta voglia di fare bene e continuare a lavorare per realizzare i miei sogni.

Ho passato una decina di giorni in montagna quest’anno, erano anni che non lo facevo nel periodo estivo, devo dire che è stato un toccasana, per l’aria che ho respirato e le attività sportive svolte per riempire le giornate divertendomi a fare cose che non mi è concesso nella vita di tutti i giorni nella mia Milano.

Ma il bello sta proprio lì, attirano sempre le cose che non conosci o che non puoi fare quando ti garba e allora escursioni, rafting, arrampicate, relax in piscina, cibo alpino, case diverse, cultura diversa, prati verdissimi, tanti fiori. Bellissimo.

Sono dell’idea che viaggiare aiuta a crescere, o meglio, a vedere il mondo in maniera più attenta, matura. Apre la mente, ti porta via dalle preoccupazioni, ansie, routine e ti riqualifica per affrontare qualsiasi cosa con uno spirito nuovo. Ovviamente l’aver scelto la montagna non è stato casuale, volevo vedere la metafora della vita applicata alla realtà. Tanta fatica a tratti, come l’insegnate più valida e cattiva che esista: l’esperienza.

E sì, perché prima senti fatica, non capisci perché delle cose, spesso la mente viene offuscata da essa ma poi, quando arrivi in cima….. Quando arrivi in cima dici “ bello “ ma tendi ad apprezzare quello che hai fatto prima, la fatica, perché è grazie ad essa che si apprezza la vista.

Ecco, come nel lavoro, si fa fatica, si sbaglia, si fa bene, tante cose ed emozioni differenti e poi, a risultato raggiunto, la gratificazione non sta lì ma nel guardarsi indietro, ciò che si è fatto per arrivare lì.

Complicato?

Non credo, basta immedesimarsi, chiudere gli occhi e provare a rivivere un’esperienza, la mente va alle difficoltà e non alla soddisfazione del fatto in sé.

Ho vissuto nel recente passato un qualcosa di incomprensibile per una persona razionale come me, pragmatica di direi, una montagna incredibile che ho tanto sognato di raggiungerne la vetta da non essermi curato del percorso, di munirmi delle giuste attrezzature, solo cuore, poca testa. Risultato? Mi sono ritrovato a valle. E’ male? Non credo, se qualcosa non avviene è perché cosi doveva essere, e non guardo alle responsabilità ma a come rifare quella cosa meglio. Ho incontrato ostacoli come la paura, bestie cattive come la diffidenza, letame come metafora di quanto mi è arrivato, il mio lato oscuro, sentieri incantevoli e ho capito che per arrivare lassù non serve cercare scorciatoie, si perde la bellezza del cammino, la crescita, e la vista della cima. Puoi fare un sacco di kmetri dando tutto ma se poi sbagli non c’è perdono, anzi. E’ giusto cosi, chi sbaglia paga, se no come capisci l’errore?

Allora mi sono detto, andiamoci veramente in questo diavolo di montagna e vediamo come si fa per fare meglio poi. Fatto! Ora sono felice e auspico che chiunque leggerà provi a intervallare la vacanza al mare alla montagna anche perché, detto tra noi, l’unica cosa che quest’ultima non possiede è la noia.

Rinnovo dunque l’augurio di uno sfolgorante inizio delle attività lavorative a tutti e, se dovesse servirvi della valida e appassionata consulenza immobiliare, non esitate a rivolgervi a Spaziourbano.

 

Davide Bosisio

VACANZE FINITE, VOLTARE PAGINA!!!
GIRO DI BOA ANNO 2020

GIRO DI BOA ANNO 2020

Mi piace fermarmi e guardare indietro, osservare ciò che ho fatto e analizzarlo, compreso eventi esterni non sotto il mio controllo che interferiscono nella mia vita, osservare le mie reazioni.

Il 2020 lo considero un anno speciale, così lo definisco: crudele, istruttivo, un anno che ha imposto cambiamenti, nuove routine ed attenzioni. Non dimentico e ricordo con tristezza, nuova preghiera, chi ha subito e pagato a caro prezzo l’avvento del Covid-19, ma l’articolo vuole essere di stampo professionale ed evidenziare le mie sensazioni e analisi.

Come sempre ho fatto tanti errori e cose più apprezzabili, per esempio oggi ha aperto una torrefazione accanto al nostro ufficio di cui avevamo gestito in passato i rapporti commerciali per la locazione. Molte attività volevano questi locali, abbiamo potuto scegliere chi avesse portato eleganza e novità nel quartiere. Oggi ha aperto, promesse mantenute, e siamo emozionati quanto loro nel veder generarsi un qualcosa di nuovo che si è contribuito a rendere reale. Non va sempre cosi, spesso nella vita fai e dai tanto ma non ottieni ciò per cui hai lavorato, quando accade bisogna celebrarlo.

Mascherine, sanificazione, barriere divisorie, smart working, distanze, vacanze si e vacanze no, paura di toccarsi, insomma una rivoluzione.

Ma sono felice, è un qualcosa che tra molti anni potrò raccontare di aver vissuto quando sarà oggetto di studi nelle scuole, perché ritengo che io ed il team di cui faccio parte abbiamo affrontato questo tsunami con positività, nuove idee, coraggio perché non è stato semplice stare fermi, per chi vive in proprio il lavoro è difficile, tende ad offuscare la mente di cattivi pensieri. Noi ci siamo guardati in faccia, a distanza sul telefonino, e abbiamo fatto. Io ho scritto un libro, Daniele super attivo nel web marketing, Carlo nell’ambito d’acquisizione e i risultati siamo andati a coglierli. Abbiamo anche fatto errori, pagati puntualmente, ma è la vita. Se fai crei e sbagli ma vivi, generi qualcosa su cui lavorare per migliorare.

Dunque sono felice, sono cresciuto insieme al mio staff e ci apprestiamo a effettuare le ultime settimane di lavoro prima delle meritatissime vacanze. Quest’anno ho scelto la montagna, non  per il virus, ma perché adoro la montagna, non è monotona come il mare (dal punto di vista vacanziero), riserva sempre grandi sorprese e opportunità, per me è unica e bellissima.

In ragion della felicità acquisita, lascio come d’abitudine uno stralcio di poesia, oggi di Sir William Shakespeare:

Ho sempre adorato Sir William: chiaro, diretto e poetico.

Spaziourbano chiuderà i sui studi l’08/08/2020 e riaprirà il 24/08/2020, a breve verrà messa in rete la comunicazione ufficiale in video, volevo con ciò augurare personalmente a chiunque leggesse ogni bene e felici vacanze, col sorriso !!!

Davide Bosisio

FONDO CASSA CONDOMINIALE, TUTTA LA VERITA’

Vi siete mai imbattuti, gestendo o vivendo una compravendita, nel fondo cassa che sempre più condomini creano? Certamente a me per professione diverse volte ma, come spesso accade, all’ennesima scopri qualcosa di nuovo. E questo mi piace, imparare intendo, dunque lo condivido.

Il fondo cassa condominiale è un accantonamento di somme con finalità specifiche, si differenzia dall’avanzo di cassa qualificato come il surplus tra i versamenti dei condomini e le spese sostenute in un determinato periodo di gestione.

Di norma è finalizzato a gestire senza disagi opere straordinarie che lo stabile nel tempo richiede.

Il fondo cassa dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • deve essere ripartito in millesimi di proprietà fra tutti i condomini (anche il moroso);
  • deve avere una dimensione annuale. Ogni anno deve essere indicato nello stato patrimoniale e confermato o restituito. Non si può neppure deliberare che i versamenti si protraggano per più gestioni;
  • se inserito nel preventivo, deve essere poi consolidato a consuntivo ed aumentato o diminuito a seconda delle necessità;
  • se un soggetto non paga la quota del fondo cassa, questa morosità risulterà nei suoi debiti di gestione e farà parte del saldo passivo da riportare all’anno successivo;
  • circa le maggioranze, in ragione della peculiarità dell’impegno, è opportuna una delibera assunta ai sensi dell’art. 1136 comma 2° c.c. (almeno 50% dei millesimi e maggioranza degli intervenuti).

Il fondo cassa, al contrario, non deve:

  • essere un espediente per non procedere con le azioni di recupero del credito;
  • essere inteso quale ripartizione del debito dei condomini morosi a carico dei virtuosi. Si tratta, al contrario, di un “polmone” provvisorio che eviti (o quanto meno limiti il rischio) di far crescere all’interno del bilancio condominiale esposizioni debitorie.

Detto ciò, nel corso della mia carriera ho sempre visto gestire questo argomento più con logica che con la giurisprudenza. Cosa voglio dire? Quando si acquista un immobile inserito in condominio che ha un fondo, su indicazione degli amministratori stessi, in sede di atto definitivo con saldo spese aggiornato, vengono indicate le somme di fondo cassa a beneficio dell’unità immobiliare e richiesto all’acquirente di liquidarle al venditore subentrando nella titolarità.

E’ sempre avvenuto così grazie alla razionalità delle persone ma la giurisprudenza dice altro:

Se in sede di preliminare di compravendita non viene esposta la presenza del fondo cassa, con impegno alla sua liquidazione, non sarà atto dovuto da parte dell’acquirente il rimborso a parte venditrice perché considerato compreso nella quota di acquisto. A tal proposito mi permetto di lasciare alcune sentenze:

…premesso che il fondo cassa condominiale è un credito che segue l’immobile, esso viene automaticamente ceduto con la vendita o la donazione dell’appartamento condominiale, anche se ciò non viene menzionato nell’atto di acquisto. Questo perché tali somme sono strumentali al miglior godimento del bene (in quanto finalizzate alla gestione dei servizi condominiali o alla manutenzione delle parti comuni) e sono quindi collegate al bene stesso. Pertanto il venditore non può pretendere la restituzione del fondo dall’amministratore una volta venduta la casa; avendo perso ogni ragione di credito nei confronti del condominio. Dopo il rogito, il credito appartiene quindi al nuovo titolare dell’appartamento.

Ad avvalorare l’indisponibilità delle somme destinate al fondo è un’altra pronuncia della Suprema Corte con sentenza n. 7067\1999 secondo cui i singoli condomini, una volta versate le quote per il fondo, non possono più rivendicarle poiché queste appartengono al condominio.

Cass. sent. n. 17036/2016- Art. 1123 cod. civ. -Art. 1135 cod. civ.- Cass. sent. n. 7067/1999

Il fondo cassa per i futuri lavori è un fondo che “segue” l’immobile, come ribadito dalla Cassazione con la sentenza 17035/2016. Secondo la sentenza, infatti, la creazione di un fondo cassa non pregiudica né l’interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, né il loro diritto patrimoniale all’accredito della proporzionale somma, perché compensata dal corrispondente minor addebito, in anticipo o a conguaglio. Quindi poiché i contributi al fondo corrispondono ad un anticipo delle somme dovute per i futuri lavori, l’amministratore non può restituire queste somme se l’importo non viene riversato da chi subentra nella quota millesimale del venditore. La questione, in sostanza, va regolata tra venditore e acquirente dal momento che l’amministratore, per garantire la corretta gestione contabile, non può in alcun modo creare un ammanco nel fondo cassa. Questo principio era stato peraltro già stabilito dalla Cassazione con la sentenza 7067/1999, nella quale si legge che “il fondo, costituito dai versamenti dei singoli condomini è autonomo per il semplice fatto che è destinato a un fine specifico: la gestione del condominio. Ciò impedisce ai singoli condomini di poter rivendicare le quote versate”. Senza accordo tra venditore e acquirente, quindi, non è dovuto alcun rimborso. (3 luglio 2017).

Nell’ultima parte della sentenza viene citato come l’amministratore non possa assolutamente liquidare, e perché, il venditore direttamente della “sua” quota di fondo, come invece spesso si pensa di fare in deroga ad accordi con acquirenti non propensi ad usare razionalità ed eleganza.

Dunque cosa fare? L’unica formula giusta è racchiusa nell’accordo tra le parti, uno degli elementi essenziali di un contratto. In fase di preliminare, in cui acquirente e venditore decidono di generare la compravendita, tra le varie pattuizioni, servirà esplicitare il fondo cassa e l’accordo al rimborso da parte della promittente acquirente oppure  che la quota sia compresa nel prezzo di acquisto.

E’ importante questo argomento, sapete perché? Nella sua apparente banalità è potenziale argomento di disagio di rapporto tra le parti, irrigidimento, che non fa bene a quello che è considerato un momento importante, la compravendita di una casa. Nulla deve essere sottovalutato ragion per cui ho deciso di promuovere il fondo in questo nuovo articolo e aiutare, nell’informazione, utenti e professionisti che non hanno ben chiaro l’argomento, o meglio, i reali effetti.

Quando giurisprudenza e interpretazione umana si mischiano sono come acqua e olio, mal si sposano. Serve la cultura in principio e un’eccellente capacità di giusta e chiara comunicazione, non solo, serve anche attuarla al momento giusto. A tal proposito il team Spaziourbano è sempre a disposizione per chiarimenti o per mostrare che è certamente il partner giusto per farvi vivere in serenità uno dei momenti più importanti della vita, la compravendita immobiliare!

Davide Bosisio

FONDO CASSA CONDOMINIALE, TUTTA LA VERITA’
BAGGIO: GRANDE QUARTIERE DI MILANO RICCO DI STORIA

BAGGIO: GRANDE QUARTIERE DI MILANO RICCO DI STORIA

Allora, da dove parto.

Questa mattina è stata bellissima !

Io ed il mio socio, Daniele Modugno, abbiamo ricevuto il grande privilegio di effettuare una visita guidata con quello che è recentemente stato un nostro cliente, ora considerato da tutti noi un amico. Giorgio Uberti, grande cultore della storia e guida ufficiale nelle meraviglie “baggesi”, ha mantenuto la promessa di permetterci di conoscere meglio il territorio principe in cui operiamo professionalmente spaziando dalla struttura geografica pre assimilamento a Milano sino al post.

Abbiamo scoperto tante cose che non sapevamo e, udite udite, abbiamo visto da vicino l’organo, ci siamo entrati all’interno, lo abbiamo suonato alla vecchia maniera, io giravo la manovella che pompa aria e Daniele ha dato voce ad esso con un paio di note. Bellissima esperienza, vi lascio delle fotografie di supporto.

Baggio, come molti sanno, fu un Comune nelle campagne milanesi e solo dal 1923 divenne parte integrante di Milano città. Avvenne per ragioni politiche, eccessivamente dispendioso mantenere troppi comuni indipendenti, il fascismo voleva creare maestosità e Milano doveva esserne simbolo. Oltre Baggio vennero annessi comuni quali Trenno, Affori, Niguarda, Lambrate e diversi altri che oggi chiudono i confini della nostra Città.

Baggio era zona di villeggiatura di signorotti dell’epoca, fu nevralgica per la gestione dei collegamenti tra la vera e vecchia Milano nella cerchia dei Bastioni e la campagna. Era divisa in tre macroaree, quella degli operai intorno a via Rismondo, quella della nobiltà ricca di ville stupende nella zona dove oggi sorge il Comune in piazza Stovani e limitrofi, e l’attuale Baggio vecchia, dove c’è la chiesa con l’organo per intenderci, che era vissuta dagli agricoltori.

E’ stato magico vedere quello che oggi è il Comune, sapere, immaginare che lì ci fosse una scuola, lo stabile accanto che ospita il SERT una volta era un’asilo, il campanile accanto la chiesa, copia identica di quello alle spalle di San Babila.

Entrare nella vecchia chiesa dell’organo, conoscerne l’evoluzione e ricostruzione, salire per una scaletta a chiocciola ed entrare all’interno dell’organo (ho anche sbattuto anche la testa), è stato come tornare indietro nel tempo, poesia.

Non voglio andare oltre, non voglio rubare il mestiere all’amico Giorgio che con il presente documento ringrazio nuovamente per l’empatia riguardo la nostra professione e disponibilità a far accrescere la nostra cultura, voglio invece sottolineare l’importanza di conoscere le proprie origini, aiuta ad apprezzare cosa si possiede e rispettarlo. Nella nostra professione di agenti immobiliari, inoltre, è un plus importante sapere di più sulle zone in cui si lavora oltre quanto possa un “comune mortale”.

Sapete perché si dice: “ va a Bagg a sonà l’orghen”? (vai Baggio a suonare l’organo)

La risposta considerata più realistica, di storie ce ne sono 4/5, riporta ad una punizione per gli allievi del Conservatorio in Piazza San Babila a chi fosse indisciplinato. All’epoca dire vai dal centro di Milano a Baggio era un viaggio, quasi come fosse una località remota. Suonare l’organo di Baggio era una punizione, oggi è usato questo slogan per togliere di mezzo qualche millantatore o scocciatore e mandarlo a fare qualcosa di impossibile.

Se volete apprezzare questo quartiere, riqualificarne la sua vera natura, contattate il Comitato dell’organo di Baggio, sapranno riportarvi con grande maestria in altre epoche. Noi lo abbiamo fatto, è stato stupefacente !

Scegli di vivere a Baggio, non ci vuole coraggio.

Davide Bosisio

IL MIO LIBRO E IL CONCETTO DI FEDELTA’

Eccoci, come promesso vi lascio i link del mio libro, quello cartaceo che prediligo, e quello elettronico:

https://www.amazon.it/dp/B088JK9XG7/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=davide+bosisio&qid=1589353704&sr=8-2

cartaceo

https://www.amazon.it/dp/B088H7B34D/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywords=davide+bosisio&qid=1589353704&sr=8-1

elettronico.

Iniziamo dunque la promozione, vedete, questo libro rappresenta per me il concetto di fedeltà, fedeltà verso me stesso e i miei principi. A mio avviso può mancare tutto nella vita, tutto è sanabile, tranne la mancanza di fedeltà. L’immagine qui sotto è emblematica, dunque se non la si può ottenere dagli altri è imperativo verso se stessi !

Nel mio libro ho cercato di riportare, per l’appunto, fedelmente le mie esperienze e conoscenze affinché anche solo un elemento possa portare un vantaggio competitivo al mio lettore. E’ sempre stata la mia gioia vedere il sorriso sul volto altrui grazie al mio supporto, o lavoro, e la stessa empatia vorrei nascesse in questa nuova esperienza.

Il libro è suddiviso in 15 capitoli, sono partito dalle basi e cioè dal modello di business scelto per poi entrare nella fase di ricerca e selezione fino alla gestione della risorsa, ma non solo, mi sono spinto un po’ più in là, credo che imparare a conoscere se stessi sia la chiave di volta nel poter assicurare il giusto sostegno agli altri.

Dunque il libro è articolato in tre fasi essenziali:

  • Fase di scouting e selezione;
  • Fase d’inserimento e crescita;
  • Fase di riconoscimento di se stessi.

Importante riflessione, non vi è nulla nel documento che voglia puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, solo esperienze e conoscenze, dunque se dovessero esistere altre realtà o situazioni che possano entrare in contraddittorio sarò felicissimo di apprenderle e, perché no, implementarle nella mia creatura.

Grazie in anticipo a chi sceglierà d’investire un paio d’ore sul mio lavoro, un grande onore.

DAVIDE BOSISIO

IL MIO LIBRO E IL CONCETTO DI FEDELTA’
HO SCRITTO UN LIBRO !!!

HO SCRITTO UN LIBRO !!!

Un caro saluto a tutti, volevo condividere una cosa che ho fatto perché di essa ne sono orgoglioso.

Ho scritto un libro !

Direte voi: “che novità, molti lo fanno”, è vero, ma molti di più no e ad ogni modo per me è un grande successo, un elemento distintivo, la gestione attiva di un momento difficile.

L’ho appena caricato, sarà disponibile tra qualche giorno su amazon ( darò poi i riferimenti ), in formato elettronico, mentre sto ancora ultimando la versione cartacea.

E’ un libro che parla delle mie esperienze e conoscenze in ambito HR plasmato nell’immobiliare, la mia realtà lavorativa, ma sono certo  sia assimilabile anche altrove. Non l’ho creato con l’idea che divenga un best seller ma bensì una prova a me stesso di quanto possa fare oltre il mio immaginario, tutto qui.

L’iniziativa è partita da una riflessione fatta con il mio amico e socio @danielemodugno, nel corso di questi 2 anni insieme ha visto come mi piacesse scrivere e divulgare argomentazioni di vario genere e mi ha spronato affinché le riproducessi in un contenuto unico. Vedete, si dice che trovare un amico è come trovare un tesoro, devo ammetterlo, è vero ma non sceglierei mai nessun tesoro in cambio di Lui.

Questo libro, come dicevo sopra, mi sono affrettato a fare in modo che oggi vedesse la luce perché volevo dedicarlo alla mia Mamma, oggi ha dovuto operarsi, un intervento delicato del quale aveva molta paura e che per fortuna è andato bene. Ho appena saputo. Quando non puoi fare nulla per chi ami l’unica cosa che si deve fare è stare vicino con il pensiero ed il mio, oggi, è tutto per Lei.

Spero che chiunque decida di leggerlo possa attingere qualcosa di utile, che riceva critiche costruttive per un miglioramento futuro.

Tutto qui!

 

Davide Bosisio

BUONA PASQUA

In Oriente, per la precisione in Giappone, quando un oggetto in ceramica si rompe lo si ripara con l’oro, perché un vaso rotto può divenire ancora più bello di quanto già non lo fosse in origine. Evidenzia  le fratture, ma al contempo, le impreziosisce aggiungendo valore a ciò che si ripara. Il risultato è sorprendente: il manufatto rimane striato da linee d’oro che lo rendono diverso, pregevole e prezioso. La ceramica prende nuova vita attraverso le linee delle sue “cicatrici” impreziosite!

Nell’immagine abbiamo sostituito il vaso con un’opera dolciaria di Ernest Knam per comunicare che questa pandemia ha rotto gli equilibri che tutti noi avevamo consolidato ma, come tutte le crisi, ricerchiamo in essa le opportunità, il cambiamento. Non vi pare che già così ci sia maggior solidarietà l’un con l’altro?  E’ qualcosa su cui costruirci sopra una nuova storia, nuove abitudini, maggior rispetto senza dimenticare cosa sta succedendo, ne ora e ne mai !

 

Buona Pasqua a tutti da Spaziourbano

BUONA PASQUA
GENTE DI MARE…

GENTE DI MARE…

“CHE SE NE VA, DOVE GLI PARE, MA DOVE NON SA….”

Inizio questo articolo con una breve citazione di una famosa canzone di Tozzi e Raf.                                    No, no signori, non è un blog di stampo razzista, non d’accusa, ma di analisi ed etica.

Siamo al cospetto di un virus che farà più falliti che morti, si sta cercando di contenere e debellare una piaga dell’economia, non della salute. Una grande occasione per mostrare intelligenza, coesione, rispetto: etica!

Leggere e osservare di esodi per via della chiusura della Lombardia mi lascia sbigottito e perplesso.

In che mondo vivo? Un mondo in cui gli interessi del singolo valgono più della comunità. Un mondo che non comprende come un “breve” periodo di cambiamento e rispetto ci riporti tutti alla normalità, perché? Perché pensare al proprio orticello, quando ormai non esiste più da tempo, in un’epoca in cui ad ogni azione corrisponde una reazione ad ampio respiro?

Come essere così irresponsabili?

Aggiungo un pizzico di amore per la mia terra: perché scappare da colei che vi ha ospitato e donato dignità dimostrando, quello che penso da sempre, che veniva usata perché la propria non vi riesce? La Lombardia, Milano nello specifico perché è la mia città, è unica e speciale ed è in momenti come questi che va amata e rispettata. Io sono milanese, nelle viscere, e non scappo!

Perdonate il piccolo sfogo, mi veniva dal cuore, atto dovuto.

Detto ciò, devo essere sincero, ho pensato anche di immedesimarmi in persone di altre terre e culture, lontani da casa, magari in ferie forzate. Volersi riavvicinare ai propri cari è l’istinto primordiale, comprendo. Ma volete veramente bene a loro? No perché potreste divulgare un virus e fare del male, da incoscienti.

Lo so, il mio articolo sarà letto da pochi, a prescindere non muterà l’andare degli eventi, ma è importante che ognuno faccia la sua parte perché, se io posso, tutti possiamo.

Non sono un medico, neanche lontanamente informato su questioni attinenti, ma come un po’ tutti ho preso informazioni su questo virus. E’ un’influenza che, a secondo di chi la subisce, può avere effetti diversi.                                                                                                                                                                              Su chi vince il virus? Sui deboli, su persone con gravi patologie, su coloro che hanno un basso livello di difese immunitarie. Mi soffermo su quest’ultimo, è l’unico che possiamo provare a gestire.

Mi spiego meglio, ho appreso che le preoccupazioni, tensioni, negatività portano ad abbassare le difese immunitarie. Sciocchezze? Non credo, non lo dico io, informatevi. Allora non sarebbe meglio seguire le regole di comune utilità e vivere con positività e organizzarsi diversamente e cambiare le proprie abitudini? Scoprire cose nuove?

Sapete chi fa tutto ciò senza pensarci, senza avere cultura particolare ed esperienza?

I BAMBINI !

 

A loro non frega nulla del virus, sono felici perché a casa da scuola, trovano il modo di vivere e divertirsi senza farsi influenzare. E vivono bene.

 

“LA VITA È COME UNO SPECCHIO: TI SORRIDE SE LA GUARDI SORRIDENDO”  JIM MORRISON.

 

DAVIDE BOSISIO

SPAZIO ALLA POSITIVITA’

In questi giorni in cui il termine “positività” ha preso piede in ogni dove legato ad un virus, è nata in me la voglia di gettare nel web un altro tipo di positività, quella vera.

Fermo restando il rispetto per la vicenda e per tutti coloro che hanno sofferto e addirittura perso la vita, è giusto alzare la testa e spingere fuori il petto nell’evitare di farsi condizionare oltremodo.

E’ importante ricordare che ben altre piaghe hanno colpito l’umanità ma non hanno ricevuto la stessa attenzione.

E’ il momento di dimostrare intelligenza !

Vi racconto questa: Un paio di giorni fa, un amico, si è recato al supermercato a fare la spesa. Non con l’ossessione di molti, la spesa normale. Tutto bene sino a quando non può fare a meno di notare una signora con un carrello colmo di bottiglie d’acqua e, fermatasi vicino uno scaffale dove era rimasta ancora una confezione, si è letteralmente gettata per acciuffarla come fosse l’unica ragione di vita. Al che un signore vicino le dice “signora guardi che c’è un virus in giro, non la siccità”.

Risate a parte, questa è la mia interpretazione di ignoranza. Perdere il controllo, pensare solo a se stessi, farsi condizionare.

In questi giorni diverse aziende stanno attuando il famigerato Smart Working, meglio conosciuto secondo me come Fake Working. Sì perché mi vogliono dare a bere che è meglio lavorare da casa…. Ora, può essere, ma cavalcare questo metodo come innovazione e futuro mi pare eresia.

Si approfitta di una fase di “terrorismo” tanto per. Credo che l’essere umano sia una figura nata per condividere e socializzare, stare chiusi in una campana di vetro è solo una forma di paura incomprensibile, o meglio, contro natura.

Facendo finta che da casa si operi con la medesima diligenza che si attua in azienda, dove lasciamo l’importanza del confronto, della critica, della formazione. Dove?

La società spinge ad essere soggetti cibernetici individuali, ANCHE NO!

Io vivo di relazioni, di empatia, di comunicazione, di errori, di comprensioni, di difficoltà, di di di… NON D’ISOLAMENTO!

Ad ogni buon conto, la mia famiglia mi ha sempre insegnato a rispettare i pareri altrui, senza però far si che divengano per forza i miei. Non mi hanno trasmesso la capacità di non sbagliare ma quella di capirlo, di chiedere scusa. Quella più importante, mai arrendermi nella ricerca della felicità.

Spazio alla positività, Spaziourbano.

Ci trovate in ufficio !!!

 

DAVIDE BOSISIO

SPAZIO ALLA POSITIVITA’

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