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LA VENDITA : Motivazione+ Influenza+Persuasione=ARTE

LA VENDITA : Motivazione+ Influenza+Persuasione=ARTE

In questo nuovo articolo parliamo di arte. La vendita.

Ci sono molti tipi di arti, spesso a questo termine si associa un qualcosa di materiale, il che non è sbagliato, ma quella che voglio descrivere nel  blog di oggi è lei, la vendita.

Come mia abitudine, prima la definizione: la vendita è il trasferimento di un bene, diritto, idea a terzi in cambio di un determinato prezzo.

Mi piace spiegare le cose in maniera tale che si capisca ciò che scrivo, non sono geloso di ciò che so, non devo venderlo, ma voglio vendere l’idea di Me come persona seria, preparata ed affidabile, aiutando chi entra in contatto con me a capire una cosa nuova oppure affinare una propria conoscenza .

Veniamo a noi, riguardate la definizione, notate come ci sia un prezzo da pagare. Ovvio, parliamo di vendita! Certo, vorrei fosse chiaro, però,  che questo prezzo non è da decodificare solo in moneta.

Pensate ad un leader che deve far fare un’azione ad un collaboratore perché raggiunga gli obiettivi, in quel singolo frangente non vi è scambio di denaro, c’è la vendita di un’idea.

Ritengo personalmente sia più complesso vendere un’idea che un bene. Un bene talvolta si vende da solo, un’idea non esiste dunque bisogna essere bravi a entrare nella sfera emotiva, ancor più che per un bene materiale, farla immaginare come buona, disegnarla ad arte !

Entriamo dunque in argomenti più scientifici, il nostro cervello è diviso in tre grandi aree:

  • Old brain, le decisioni;
  • Middle brain, l’emozione;
  • New brain, la razionalità.

Va da sé che una comunicazione debba essere:

  • Logica;
  • Motivazionale;
  • D’azione.

Esempi per tipo:

Logica

Signor Rossi, i nostri corsi sono sviluppati per trasformarla in venditore professionista nel giro di 30 giorni. Le statistiche indicano chiaramente che l’88% dei partecipanti al nostro corso di vendita e che hanno seguito il programma di studio e allenamento hanno incrementato le loro vendite almeno del 45%. I dati sono disponibili sul nostro sito e se lo desidera può contattare anche alcuni tra i nostri clienti che abitano nella sua stessa città.

Motivazione

Immagini come sarà la sua vita fra poco più di un mese. Potrà finalmente avere il denaro necessario per i nuovi investimenti aziendali e magari mettere al posto suo un’altra persona mentre lei si gode un po’ di relax.

Richiesta D’azione

Ma non basta! Non deve pagare adesso. Mi basta solamente la sua parola. Potrà versare la prima delle 5 rate a partire dal mese prossimo. Va bene? Metta una firmetta qui…

Immaginatele slegate, e non consequenziali come dovrebbero essere, avrebbero efficacia da sole?L’esempio scelto è la vendita di un corso di formazione, molto difficile, perché è una di quelle cose che “compri” e non tocchi.

Vedete, non è cosi banale ma se riflettete tutti siamo venditori. Certo, livelli differenti  generano  professionisti, coach, top player ecc… ma ognuno ha in sé questa dote perché chiunque si relaziona. Chi dice “non sono un venditore” mente ! Ha solo paura di affrontare un mondo, un’arte, assai complessa e difficile. Come nel gioco del calcio, tutti sono capaci di dare un calcio al pallone, pochi sanno mandarlo dove vogliono, pochissimi hanno successo grazie ad esso. Ma un calcio sappiamo darlo tutti.

Di cosa mi occupo io? Sono agente immobiliare, con specifiche skills nella gestione delle risorse umane, e vendo un servizio. Sì, un servizio. Una casa la vende il proprietario all’acquirente, Io, vendo  loro l’idea che farlo con me sia meglio.

Ne avevo già parlato in altro blog, ormai vetusto, dunque mi ripeto. Il segreto per vendere meglio ?

ASCOLTATE il vostro interlocutore, vi dirà lui cosa desidera. Poche domande, giuste, chiare e di supporto nel dialogo e poi tanto ascolto. Se seguirete questo, apparentemente banale, consiglio avrete in mano un’arma sfolgorante.

Il venditore forte ascolta più di parlare, diciamo l’80% / 20%, ascolta, capisce, prepara le poche parole per arrivare all’obiettivo. Chi parla tanto,  sebbene l’immaginario comune non sarà d’accordo con me, è un pessimo venditore!

Ci sarebbe da dire ancora tanto di quest’arte, lascio ai coach professionisti questo compito, ho scelto le cose che in un breve spazio potessero far capire, oltre i luoghi comuni, come rispettare la vendita e far capire che è in noi, in mezzo a noi, e non è possibile eluderla.

Riuscireste a respirare senza aria?

Davide Bosisio

FAI UN CORSO E IMPARI TU

Ma è possibile che s’impari qualcosa quando sei la figura che deve insegnare?

Posso certificare che sì. Stamane ho tenuto un piccolo e semplice corso per i bimbi di 5 anni della scuola dell’infanzia  Gianni Rodari di Sedriano –Mi-,  tantissimi fanciulli, 4 classi Pulcini, Grilli, Cerbiatti e Orsetti, che mi ascoltavano e condividevano con me un video preparato ad hoc per spiegare loro cosa sono, a cosa servono, che tipi esistono e di cosa son fatte le case. Cosa ho imparato?  Quando accoglievo in aula tutti quei bambini mi son detto “ sarà dura parlare, chissà che confusione ci sarà” invece, con un solo cenno e battito di mani le maestre ottenevano silenzio tombale. A me non riesce neanche con gli adulti….

I bambini sono gli esseri più magnifici di questa terra: sinceri, sorridenti, privi di pensieri, modellabili, dolci.

Per i mal pensanti, no, non sono stato retribuito, ho fatto inizialmente una cortesia, ma probabilmente l’hanno fatta loro a me.

Ebbene, sono felice di condividere questa esperienza, è stata istruttiva, nuova e fresca come la brezza di montagna.

Chiudo con un paragrafo di un brano a me caro per far percepire l’empatia generata:

“Vorrei, vorrei esaudire tutti i sogni tuoi, vorrei, vorrei cancellare ciò che tu non vuoi però, lo sai che io vivo attraverso gli occhi tuoi”

Emotional Spaziourbano

Davide Bosisio

FAI UN CORSO E IMPARI TU
L’ Agente immobiliare

L’ Agente immobiliare

Visto che il bene “casa” è sulla bocca di molti e che questi molti pensano di saperne tantissimo di un ambito ormai  divenuto “chiacchiera da Bar”, mi son detto, scriviamo di cultura base immobiliare, parliamo bene di noi con chiarezza così per lo meno,  chi si dedicherà alla lettura, potrà dibattere su fondamentali reali e non legati a stereotipi, illazioni o similari.

Come facilmente comprensibile dalla premessa sono a totale difesa di una professione che non gode del necessario rispetto  e non si comprende poi il perché.  Per cui, mediatori: “apriamo le ali e mostriamo la bellezza della nostra cultura”.

L’agente immobiliare chiariamo subito chi è: un mediatore. Cosa significa? Significa che tutela gli interessi di entrambe le parti, venditore ed acquirente, e pertanto riceve la provvigione da ambedue. Diverso è parlare di agente mandatario a titolo oneroso che riceve l’incarico da una sola parte e tutela gli interessi  solo di questa e dunque riceve il compenso solo da una parte.

Direi che con questa opportuna definizione, e distinzione, ho chiarito inequivocabilmente:

  • Perché il mediatore è pagato da due parti beneficiarie;
  • Quanto sia importante nell’acquisto/locazione di un bene, come la casa, una figura super partes.

Specifica doverosa, è vero che quando un mediatore pone in vendita un immobile riceve dalla proprietà un incarico. Questo incarico non è da confondere con il contratto di mandato, termine spesso utilizzato impropriamente, ma  esprime unilateralmente la volontà di una parte di richiedere al mediatore di adoperarsi per trovare controparti. Infatti è definito incarico di mediazione.

Andiamo avanti, un agente immobiliare per fregiarsi di tale nomea è tenuto all’ iscrizione nel registro delle imprese e nel repertorio economico amministrativo (REA), istituito presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Il mediatore è obbligato alla stipula di una polizza di assicurazione della responsabilità civile a copertura dei danni che possa cagionare alle parti e ai terzi per negligenze o errori professionali, che copre anche i suoi dipendenti e tutti coloro che a qualsiasi titolo svolgono l’attività di mediazione per conto dell’impresa. Il mediatore (e, quindi, anche l’agente immobiliare), oltre agli usuali requisiti morali (assenza di condanne per determinati reati e di misure di prevenzione contro la delinquenza mafiosa), deve possedere i seguenti requisiti professionali:

  • avere conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • avere frequentato un corso di formazione specifico;
  • avere superato un esame diretto ad accertare l’attitudine e la capacità professionale, oppure avere effettuato un periodo di pratica di almeno dodici mesi continuativi.

Questo paragrafo è dedicato a tutti coloro che sono desiderosi di risparmiare sul pagamento dell’agenzia.

Domanda. Perché la legislazione prevede tutti questi vincoli verso una figura professionale cosi fatta se poi non è di utilità o si pensa di “scavalcarla”? Vi svelo un segreto, sono solo alcuni dei vincoli professionali reali, diciamo per poter iniziare l’attività, ma poi il mediatore ha altri obblighi operativo-professionali e di comunicazione ben più complessi ed indispensabili.

Dopo questa attenta disamina è chiaro come un mediatore non sia un commerciale in trincea ma un professionista consulente che ha l’arduo compito di trovare la soddisfazione di due parti diverse, nel ruolo e cultura. Certo, trattasi di una figura di pura relazione che deve possedere la necessaria scaltrezza per evitare di non soddisfare uno dei requisiti sopra descritti, ma come per chiunque. Convenite?

Non mi dilungo ulteriormente, potrei scrivere un libro sull’argomento, tralascio solo momentaneamente l’utilità per garantire ad un acquirente la correttezza di ciò che compra e al venditore le garanzie e tutele sul compratore, ma volevo far arrivare il messaggio chiaro sull’utilità di un valido partner immobiliare, con i requisiti. Esso è un professionista che come tale và utilizzato per riceverne benefici e rispettato. Ovviamente i rimasugli in società di non mediatori, che non possiedono tutti i requisiti tecnici e morali, di abilitazione sopra detti, quelli sì che potete non rispettarli, come tutti gli abusivi.

In tutti i mestieri e professioni ci sono quelli bravi e attenti alle leggi e quelli neppure paragonabili, fare di tutta un erba un fascio però è poco lungimirante.

In Spaziourbano troverete tutto quello che la legge dispone affinchè si possa lavorare in serenità e trasferirla alla nostra clientela.

Concludo così: osservate e valutate il professionista che vi eroga il servizio, giudicatelo alla fine per quello che vi ha lasciato e non per convenienza o presunzione. Se è chiaro, conosce la materia, soddisfa le vostre esigenze (non desideri utopistici), perché ricercare la critica a tutti i costi?

Domandatevi: se utilizzassi un dentista non professionale che, oltre ad essere retribuito mi ha creato un danno, che fare, non dovrei più andare da un dentista?

Ovviamente la perfezione non è di questo mondo, per fortuna aggiungo, se no che noia….

Davide Bosisio

EMOTIONAL ARTICLE: NUOVA AVVENTURA, MARZO 2018 – FEBBRAIO 2019, BILANCIO.

Emotional article, e sì, un articolo un po’ diverso dallo stile di argomentazioni cui vi ho abituato. Perché dopo un anno di lavoro nella mia nuova veste professionale ho ritenuto consono dare sfogo alle emozioni, esperienze, risultati e difficoltà che mi hanno accompagnato.

Partiamo dalle emozioni iniziali che erano in me. Paura, eccitazione, sogni. Questo era il mix provato. Paura di non essere abbastanza per affrontare il percorso, eccitato dalla nuova esperienza  prettamente imprenditoriale condita dal sogno di poter vivere libero di decidere del mio destino e dunque non lavorare per assecondare quello di altri. Il mondo immobiliare è più complesso di quello che sembra, un’agenzia competente è sicuramente un elemento importante nella società moderna,  che permette la realizzazione di esigenze di tante persone ovattando le difficoltà del percorso, enfatizzando le emozioni giuste che portano all’acquisto della casa. Ecco, la mia paura più grande era quella di non adempiere al vero ruolo del mediatore, riuscire ad essere empatico con tutte le figure più disparate e generare questo risultato finale. Ma dai, è andata bene, c’è da migliorare, per cui lavorerò duramente al fine di smussare gli angoli del mio carattere che fanno a pugni con specifiche caratteristiche diverse di altre persone.

E’ bello vedere che ogni affare è stato portato a termine senza l’esigenza di professionisti trasversali, è stato bello vedere i volti soddisfatti di clienti, venditori ed acquirenti, felici e convinti di aver colmato la propria esigenza.

Ci sono stati errori, non posso ometterlo o farlo passare in second’ordine, è da qui che nasce il miglioramento, per cui cosa ho sbagliato? In primis a credere nella buona fede di taluni clienti che, come giusto che sia, nel fare i loro interessi, perdono di vista la cura dei rapporti e spesso ho girato a vuoto. Essere meno accomodante e più “aggressivo” è un punto su cui dovrò impegnarmi. Sogni e denari sono come acqua e olio, serve dunque trattarli in due modalità e non solo in una.

E’ stato ad ogni modo un anno fantastico, colorato di emozioni. I colori sono stati determinanti nel renderlo tale. Abbiamo creato un brand Spaziourbano prestige, sul viola, per lavorare sulla nicchia del lusso ancora da strutturare ed affinare, abbiamo generato  la mascotte Blu, il nostro micio stilizzato di riconoscimento, il nome parla da solo. Il più importante è stato il colore giallo perché nel suo essere meraviglioso ed energico ha supportato ogni mia fase, sempre. Il giallo del sole, del mio book di archiviazione contratti e tanto altro, ma non mi dilungo di più, diciamo semplicemente che lo amo .

Concludo questo “emotional article” con un ringraziamento al mio team. Daniele e Stefano, sono due tra i più cari amici di sempre. Ora ho il privilegio di viverli anche nella veste professionale, ma la cosa importante è come sono stato accolto ed assimilato. Hanno usato un termine improprio per definirmi, Top player, ma non lo sono. Sono un onesto e affidabile professionista, il Top player è altro. Ma se mi vedono così dovrò adoperarmi  ancor più duramente. Vedete, lavorare in proprio, fare un mestiere che piace, viverlo e condividerlo con le persone che vorresti, questa è la felicità come in tutte le cose nella vita.

Un saggio diceva “ chi ama ciò che fa non lavora mai “. Condivido a pieno, aggiungo solo che se fatto con persone speciali la vita assume un gusto unico.

Per i nostri clienti, presenti e futuri, è garanzia di solvibilità e cura perché devono sapere che siamo un team affiatato e amiamo ciò che facciamo.

 

Grazie Daniele, Grazie Stefano

 

Davide Bosisio

L’Enneagramma dei tipi psicologici, conoscersi per rispettare gli altri.

L’Enneagramma, non vedevo l’ora di parlare di questo argomento. L’ho studiato per mesi, per mesi ho fatto molta attività d’introspezione. Sì perché questo non è solo un argomento da apprendere ed applicare ma è un’ analisi di chi siamo, molto difficile, per conoscersi  e sapersi assimilare agli altri comprendendo che il modo diverso d’essere non è sbagliato, perché diverso dal nostro, ma perché solo diverso.

L’Enneagramma dei tipi psicologici è una “mappa” che descrive nove tipi di personalità, al di là di tutte le possibili differenze individuali e i rapporti tra loro,  che consente di individuare le tendenze principali di carattere, visioni del mondo e attitudini, nonché le più probabili ipotesi evolutive, permettendo di accrescere le proprie possibilità di auto-comprensione e di trasformazione interiore, con i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento. Ogni personalità rappresenta la cristallizzazione e l’irrigidimento delle difese infantili nel processo di adattamento precoce con l’ambiente e si struttura attorno a un nucleo emozionale (“passione” dominante), un nucleo cognitivo (“fissazione” dominante) e un nucleo che riguarda la sfera degli istinti che regolano l’attività umana (istinto di conservazione, sociale e sessuale). Più che una mera classificazione, l’enneagramma è un modello dinamico in cui ogni enneatipo racchiude le potenzialità di tutti gli altri, anche se per ogni persona è riscontrabile un’identificazione più forte con un certo tipo. È importante sottolineare che non esiste un enneatipo migliore di un altro, o più fortunato in termini di risorse personali. Nella dinamica dell’enneagramma sono tutti ricchi di potenzialità e, a seconda della propria evoluzione o involuzione, tendono verso un certo tipo di positività o di negatività caratteristiche.

Vi faccio un esempio: Martin Luther King e Adolf Hitler avevano lo stesso profilo, il N.3, ma la differenza tra loro stava nel posizionamento dell’asticella. Mi spiego meglio, pensate ad un rettangolo verticale numerato da 0 a 10 e idealizziamo che il 5 sia la media degli esseri umani, questi due personaggi rispetto all’uomo comune avevano l’asticella spostata, per MLK verso il 10, mentre per AH verso lo 0, questa la differenza che spiega e profila l’enneatipo 3 esploso nella sua massima efficacia (MLK) e quando meno AH). Interessante vero?

Le nove personalità individuate dalla mappa sono correlate secondo uno schema  che viene raffigurato con una stella a nove punte e che esprime il rapporto fra le due leggi fondamentali del 3 e del 7. Applicato alla condizione umana, il triangolo interno che collega i punti 3-6-9 rappresenta le tre “preoccupazioni” mentali principali: l’immagine (3), la paura (6), e l’autoesclusione (9), cui corrispondono altrettante emozioni. Mentre gli altri sei punti della stella (1-4-2-8-5-7), collegati fra loro da linee interne, corrispondono ad altre “fissazioni” ed emozioni.

I nove enneatipi sono raggruppati sulla base di tre centri, dell’Istinto, dell’Emozione e della Razionalità. Al di là delle differenze legate alle singole passioni e fissazioni, c’è una tendenza di fondo nella visione del mondo e nel percepire la realtà che distingue i tre gruppi: il Centro dell’Istinto funziona sulla base di impulsi naturali e a esso appartengono gli enneatipi 8, 9 e 1. Gli appartenenti a questo centro tendono a seguire l’istinto e l’abitudine e agiscono impulsivamente, spesso in reazione a uno stimolo esterno; tendono a essere più rivolti all’azione e la loro intuizione è basata sul corpo. Il Centro dell’emozione funziona sulla base dei sentimenti e dei rapporti con le altre persone, e vi appartengono gli enneatipi 2, 3 e 4, che tendono a essere più in contatto con i propri sentimenti e la cui intuizione è basata sull’emozione. Le personalità di questo centro dipendono molto dal riconoscimento degli altri e danno molta importanza all’immagine e alla relazione. Infine, il centro della razionalità, a sinistra della circonferenza, funziona sulla base del pensiero, dello studio e della riflessione, e ne fanno parte gli enneatipi 5, 6 e 7, che tendono a privilegiare la ragione e la cui intuizione è basata sulla mente.  La paura fa da sfondo a tutti e tre i tipi razionali, la tristezza e il bisogno di riconoscimento ai tre emotivi, la rabbia ai tre istintivi.

Le ali sono gli enneatipi posti sulla circonferenza a lato di ogni enneatipo (per esempio il 9 e il 2 rispetto all’1). Possono influenzare le caratteristiche del tipo base. Le frecce costituiscono le direzioni delle linee che collegano i vati enneatipi fra loro (Vedi immagine principale). Significa che ogni enneatipo tende ad avere influenze forti verso un enneatipo vicino, solo uno.

Schema sintetico:

Uno: indicato anche come Riformatore, Critico, Perfezionista, caratterizzato dalla passione all’ ira e dalla fissazione al perfezionismo, tende a evitare la collera, non si arrabbia e tende a essere perfetto in ogni cosa.

Sotto stress tende al 4, in sicurezza tende al 7;

 

Due: indicato anche come Aiutante, Generoso, Nutrice, caratterizzato dalla passione alla superbia e dalla fissazione alla falsa generosità, tende a evitare di avere bisogno, si vanta di aiutare gli altri ma non chiede aiuto.

Sotto stress tende al 8, in sicurezza tende al 4;

 

Tre: indicato anche come Manager, Organizzatore, Esecutore, caratterizzato dalla passione alla vanità e dalla fissazione all’ inganno, tende a evitare l’insuccesso, si identifica con i successi e i risultati che ottiene.

Sotto stress tende al 9, in sicurezza tende al 6;

 

Quattro: indicato anche come Romantico, Individualista, Artista, caratterizzato dalla passione invidia e dalla fissazione all’autofrustrazione, tende a evitare l’ordinarietà, si ritiene speciale ed è molto sensibile.

Sotto stress tende al 2, in sicurezza tende al 1;

 

Cinque: indicato anche come Osservatore, Pensatore, Investigatore, caratterizzato dalla passione all’ avarizia e dalla fissazione al distacco, tende a evitare il vuoto e cerca di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze.

Sotto stress tende al 7, in sicurezza tende al 8;

 

Sei: indicato anche come Avvocato del Diavolo, Difensore, Leale, caratterizzato dalla passione alla paura e dalla fissazione all’ accusa, tende a evitare la devianza e vede la vita come ordinata da leggi, regole e norme.

Sotto stress tende al 3, in sicurezza tende al 9;

 

Sette: indicato anche come Entusiasta, Avventuriero, Epicureo, caratterizzato dalla passione alla gola e dalla fissazione fraudolenza, tende a evitare il dolore, ama il divertimento e non nota il dolore altrui.

Sotto stress tende al 1, in sicurezza tende al 5;

 

Otto: indicato anche come Leader, Protettore, Capo, caratterizzato dalla passione alla lussuria e dalla fissazione vendicatività, tende a evitare la debolezza, si vanta di essere forte e ama litigare.

Sotto stress tende al 5, in sicurezza tende al 2;

 

Nove: indicato anche come Mediatore, Pacificatore, Conservatore’, caratterizzato dalla passione accidia e dalla fissazione dimenticanza di sé, tende a evitare il conflitto e cerca pace e armonia tra le persone.

Sotto stress tende al 6, in sicurezza tende al 3;

 

Non è semplice questo argomento, né da capire ma tantomeno da scrivere, ho cercato di esporlo nella maniera più semplice, spero di esservi riuscito. Ma l’intento era farvelo “assaggiare” per indurvi a studiarlo, non immaginate quanto sia importante conoscere bene se stessi prima di giudicare gli altri.

Gesù disse “non guardare il fuscello nell’occhio altrui quando non vedi la trave che c’è nel tuo” e se lo ha detto lui….

Quando si dice il Mondo è bello perché vario, bisogna anche pensarlo non solo dirlo.

Quale il mio Enneatipo? Non c’è problema rispondo, mi sono identificato nel N. 6, dopo tanto tempo d’analisi. A qualunque numero corrisponda il Tuo, lavora perché l’asticella volga verso l’alto, verso il 10 !!!

Grazie per la lettura.

 

Un caro saluto

 

Davide Bosisio

ROLE PLAYING

Il Role playing formativo, o gioco di ruolo, è una tecnica simulativa che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di “attori”, di rappresentare cioè alcuni ruoli in interazione tra loro  mentre altri partecipanti fungono da “osservatori” dei contenuti e dei processi che la rappresentazione manifesta.

Lo sapete che la definizione ci deve essere, parliamo in maniera più semplice ora. Il role playing è una simulazione d’evento e utilissimo strumento di management da utilizzare per contribuire all’analisi, miglioramento e sviluppo delle risorse umane.

Sì, ma cosa va fatto? Molto semplicemente si crea una sorta di teatrino, in ambiente adeguato, in cui la risorsa scelta dovrà interpretare il proprio ruolo o quello che sta apprendendo per dimostrare al  gestore il livello di competenze acquisite o deficienze. Nell’ambito immobiliare si tende a sviluppare questa attività prevalentemente per la preparazione di appuntamenti di acquisizione  e vendita, specularmente, ogni lettore potrà applicarlo al proprio Mondo.

Ad ogni modo, ogni processo della vostra attività potrà essere oggetto di simulazione per cui, una volta individuato il campo d’azione, passerete all’attuazione. Al candidato va data la mission e costruito un “teatrino” adeguato dopo di che si da il “Ciak si gira” e il gestore dovrà essere molto bravo nell’osservare scrupolosamente la prestazione della propria risorsa per comprendere i punti di forza e di debolezza per poi affrontare con essa un incontro di condivisione. Il top sarebbe riprendere l’evento per mostrarlo al proprio candidato.

Dovrà esserci  la presenza di un attore cliente, il protagonista e il manager. Nel caso di role playing in aule con più persone che attenderanno il loro turno chiedete e pretendete il massimo silenzio perché non è semplice effettuare queste scenette e, considerato il livello emotivo alto del protagonista, esso coglierà come critica ogni minima sollecitazione esterna facendo “saltare il banco”. Risultato? Non otterrete quello per cui state lavorando. Fateci attenzione!

Questo metodo è molto efficacie a mio avviso perché, oltre che non essere la solita attività di formazione professore-alunno, è  molto più intrigante e non noiosa perché la risorsa è attiva e opera, non ascolta un monologo d’aula,  è l’alunno il protagonista e permette di “vedere” com’è sul campo.

Diciamo questo, per crescere una risorsa mi è stato insegnato che bisogna prima dimostrare e far vedere come si fa, far provare osservando, fare dunque role playing, tornare sul campo per  verificare i miglioramenti per poi delegare l’attività in autonomia. Tutto questo potremmo sintetizzarlo in fasi quali:

  • Vedo;
  • Vedo-Faccio;
  • Faccio.

Agendo in maniera cosi sistematica e scientifica il collaboratore non potrà che trarre enormi benefici, nel suo piccolo è una forma di coaching specifico.

Avendo ovviamente usato personalmente questo strumento ricordo che il feedback del collaboratore/trice era sempre il medesimo, alle critiche ovviamente,: “E’ normale che sbaglio, fuori non sono così, ma queste scenette con te che mi osservi mi rendono nervoso/a e non riesco a fare quello che mi riesce naturalmente in tua assenza”

Sciocchezza enorme!!!

La vera natura del role playing è far emergere i punti deboli perché una risorsa pronta, capace e consapevole non smarrisce il proprio know-how, per cui preparatevi a queste risposte facendo capire che la pressione fa emergere i difetti che, se esistenti e riscontrati, sono poi esposti nell’attività pratica con il cliente, soltanto che non viene percepita se non osservata. Infatti se farete da osservatori ad un appuntamento vero, emergeranno le stesse cose. Quando la vostra risorsa offrirà una prestazione convincente  i piccoli difetti da migliorare diverranno stimolo per completarsi, e non difendersi, e potrete usarlo come termometro di crescita.

Lo do per scontato, ma le simulazioni non devono essere l’unico modo per sviluppare i propri collaboratori perché, se siete assidui lettori dei miei blog, avrete capito che sto affrontando un percorso per evidenziare gli strumenti di management utili che, se mixati adeguatamente, portano ad una gestione pragmatica delle risorse umane.

Per gli scettici, quali benefici porta il role playing?

Eccoli:

  • Far acquisire la capacità di impersonare un ruolo e di comprendere in profondità ciò che il ruolo richiede;
  • Sviluppo delle capacità comunicative e di gestione di relazioni interpersonali;
  • Aiuto a capire le ragioni degli altri e ad imparare a mediare;
  • Incremento delle abilità di ascolto e di osservazione dei comportamenti propri e altrui;
  • Accettazione di situazioni organizzative predeterminate e sperimentazione della diversa efficacia di vari comportamenti per una stessa situazione data;
  • Sviluppo delle doti di flessibilità e situazionalità;
  • Aiuto a percepirsi in maniera più realistica;
  • Diminuzione dello stress, del disagio e dell’imbarazzo di dover affrontare situazioni future nuove;
  • Esercizio in situazioni conflittuali senza rischi sociali.

Direi che neanche la vitamina C ha tutti questi benefici 😉

Fate attenzione anche ai rischi che la simulazione porta in dote.

Vediamo quali:

  • La presenza di un trainer troppo forte inibisce la spontaneità dei partecipanti portandoli a non essere completamente liberi e capaci di gestirsi; mentre un trainer troppo debole lascia il gruppo disorientato con la sensazione che nessun obiettivo sia stato raggiunto;
  • Elementi deboli nel gruppo possono sentirsi colpiti se risultano oggetto di troppe critiche da parte degli altri partecipanti e sono portati a fallimenti evidenti. Essi vanno identificati e protetti in anticipo, accompagnando eventuali feedback negativi con rinforzi positivi;
  • Se non progettato bene il role-playing può risultare noioso e poco costruttivo;
  • Non tutti i partecipanti percepiscono la simulazione in ugual modo.

Lo abbiamo già detto però che fare il manager è difficile, non serve ripetersi.

Allenatevi dunque ad allenare l’attività pratica perché è uno dei momenti di successo del Leader e del proprio Team per raggiungere gli obiettivi aziendali !!!

Concludo l’ultimo blog dell’anno 2018 con un sentito augurio a tutti voi di buon Natale, le città sono ormai tutte agghindate a festa con colori gialli, blu, verdi  e sono bellissime come chi riesce a coglierli ed ognuno dona loro il proprio significato più sincero.

Siate felici e arrivederci nel 2019 !!!

Un caro saluto

Davide Bosisio

Ciclo PDCA e miglioramento della qualità

Ciclo PDCA e miglioramento della qualità

Cos’è il PDCA? Giusto, partiamo con dare forma a questo acronimo.

P: Plan, pianificazione;

D: Do, fare, applicare in via sperimentale quanto pianificato;

C: Check, verifica, analisi di quanto applicato;

A: Act, azione, implementazione di azioni correttive.

Il ciclo di Deming (o ciclo di PDCA) è un metodo di gestione iterativo in quattro fasi utilizzato per il controllo e il miglioramento continuo dei processi e dei prodotti. È noto anche come ciclo di Shewhart, (o ciclo PDSA, acronimo dall’inglese Plan-Do-Study-Act, in italiano “Pianificare – Fare – Studiare – Agire”). Un’altra versione di questo ciclo viene chiamata, OPDCA, in cui la “O” ha il significato sia di “osservazione”, che di “afferrare la condizione attuale.”

Come sempre d’obbligo spiegazione e definizione per comprendere l’oggetto, ma a cosa serve? Miglioramento, di cosa? Andiamo per gradi, per cominciare mi concentrerò sul miglioramento delle performance delle risorse umane, più che dei prodotti, perché ritengo questo aspetto basilare per lo sviluppo di qualunque altra cosa.

Domanda, qual è a vostro avviso la passione più grande di un manager?

Vi aiuto, “il far fronte”, cioè il farsi prendere dalla routine, dalle attività quotidiane, da mansioni per lavorare, giustamente, verso la propria missione che è sicuramente una fase indispensabile per produrre ma nel proprio DNA ha una pericolosa falla, non fermarsi a pensare !                                                 

Se provate a rifletterci su quest’ultima affermazione, a guardare nel proprio, risulta tristemente vera. Non fermarsi a pensare sulla propria attività, performance, cambiamenti porterà ad un “disastro”. E’ a mio avviso importante, anche in epoche in cui il lavoro produce grossi benefici, analizzare ciò che si sta facendo e soprattutto leggere i potenziali cambiamenti del mercato per adeguarsi e non trovarsi immersi in mondo nuovo con uno stile operativo vecchio. In tanti anni di attività immobiliare, diretta e trasversale, ho visto esempi di uno e dell’altro stile notando come sia verissimo ciò che sostengo. Chi ho visto cambiare, riflettere, ha lasciato sul campo le briciole perché cambiare induce ad un momento di pausa tra il vecchio far fronte ed il nuovo, ma con grande slancio nell’epoca mutata. Mentre chi ha una tendenza conservatrice e nostalgica del proprio metodo, chi non si aggiorna, chi non riflette, insomma chi non applica PDCA arriverà presto o tardi alle stesse deduzioni del collega precedente ma sarà costretto a riorganizzarsi in fretta e furia generando spesso perdite di risultati e soprattutto di risorse umane che leggeranno la non lungimiranza del leader, oltre che il disordine operativo.

Ecco dunque che si riesce, spero, a comprendere meglio l’importanza di questo strumento di management perché di base, definizioni complesse a parte, è un momento di analisi, di introspezione, di miglioramento attraverso  test, controlli e applicazioni corrette in fasi in cui, paradossalmente, non ve ne è necessità.

Fare PDCA, ma quando? Come capisco quando è il momento?

Allora, pensare dovrebbe essere attività quotidiana e non etichetterei un momento o una fase. Mi spiego meglio, fare PDCA è possibile in ogni momento, per ogni cosa, dalla più banale alla più complessa. Si può applicare per verificare le mansioni ed operatività del personale, per il lancio di un prodotto/servizio, per semplici azioni quotidiane o per attivare un nuovo processo di produzione.

Fare PDCA deve diventare uno stile di approccio lavorativo e  la sua applicazione troverà sempre terreno fertile. Ecco, la risposta esatta è: deve essere il metodo operativo di base.

E’ vero, non lo nego, il mondo del management è difficile per questo serve istruzione, analisi e capacità al cambiamento.

Nel mio ambito, quello immobiliare, ho visto che solo un decennio fa (preistoria) il web era inutile perdita di tempo, lo stile di comunicazione molto arcaico, strutture di agenzie molto verticali e approccio lavorativo aggressivo sul territorio. Oggi il mercato chiede competenze, chiede studi con più professionisti preparati (orizzontale), vuole una corretta comunicazione ed il web ne è indispensabile. Avete visto come un decennio abbia mutato radicalmente una professione, in meglio sicuramente, ma in questo blog non volevo sottolineare questo ma che il cambiamento ha trasformato il tessuto sociale del mediatore immobiliare. La crisi ne è stata grande protagonista, per cui vi chiedo, in un mondo che corre a 1000 all’ora serve fare continuo PDCA per non trovarsi impreparati?

A Voi la risposta….

Concludo questo articolo con una riflessione che cade a fagiolo sull’argomento, negli ultimi mesi seguendo il giallo splendore della cultura, ho scoperto ed apprezzato un certo Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e accademico polacco di origini ebraiche. Nei suoi ultimi lavori, Bauman ha inteso spiegare la postmodernità usando le metafore di modernità liquida e solida. Nei suoi libri sostiene che l’incertezza che attanaglia la società moderna deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori. In particolare, egli lega tra loro concetti quali il consumismo e la creazione di rifiuti umani, la globalizzazione e l’industria della paura, lo smantellamento delle sicurezze e una vita liquida sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusa, e così via.                                                                                                                                                                    Costretta ad adeguarsi….. che brutto, non bisognerebbe mai arrivare a ciò, bisogna invece sapersi adeguare, prepararsi, per affrontare il cambiamento da protagonisti e con successo!

Ecco, questo era il messaggio intrinseco, quello che ho colto personalmente, che Bauman voleva donarci, per cui buon PDCA per tutti !!!

Un caro saluto

Davide Bosisio

L’Ipoteca

Che nome inquietante, ipoteca. Ipotecare significa assicurarsi, garantirsi qualcosa in anticipo.

In questo primo blog della stagione 2018/19 volevo parlarvi di questo diritto reale di garanzia da cui nascono le problematiche sugli immobili, allorquando non si rispetta il rimborso dei denari ricevuti. Quando si chiede un mutuo per acquistare casa, la Banca per garantirsi, iscrive ipoteca. Giustamente su prestiti di questa entità non è possibile pensare alla fiducia sul consumatore perché i casi d’insolvenza enormi dimostrano l’indispensabilità, diversamente le Banche sarebbero tutte a gambe all’aria ….

L’ipoteca è uno dei tre diritti reali di garanzia presenti nel nostro ordinamento giuridico, gli altri due sono il pegno ed il privilegio, per dover di cronaca. Puo’ essere iscritta su beni immobili, minori e mobili iscritti ai pubblici registri.

Essa esiste in  tre varianti:

  • Volontaria;
  • Legale;
  • Giudiziale

Volontaria: Si basa su un contratto fra il debitore o il terzo datore di ipoteca da una parte e il creditore dall’altra e su un atto unilaterale fra vivi del debitore o del terzo datore di ipoteca. Sempre, e nulla lo vieta, la sua estensione risulta superiore al valore del credito, generalmente dal 150 al 200%.

Questa è quella utilizzata quando si chiede un mutuo e “volontariamente” si concede alla Banca di iscriverla;

Legale: Può essere iscritta, anche contro la volontà del debitore, nei casi previsti dalla legge. Hanno diritto a essa l’alienante di un bene immobile o di un bene mobile registrato che non sia stato pagato dall’acquirente, ciascun coerede sugli immobili dell’eredità, a garanzia del pagamento del conguaglio in danaro spettantegli e lo Stato sui beni dell’imputato o della persona civilmente responsabile del reato, a garanzia del pagamento delle pene pecuniarie, del rimborso delle spese processuali e delle spese di mantenimento del condannato in carcere;

Giudiziale: Si basa su una sentenza che rechi condanna al pagamento di una somma di denaro o all’adempimento di un’altra obbligazione o al risarcimento del danno da liquidarsi successivamente. E ancora su un decreto ingiuntivo reso esecutivo o su altri provvedimenti giudiziali cui la legge abbia attribuito tale effetto (sentenza di separazione personale fra coniugi, decreto di omologazione della separazione consensuale) oltre che su lodi arbitrali resi esecutivi e sentenze straniere deliberate dall’autorità giudiziaria italiana.

Concentrandoci sull’ipoteca volontaria, per l’acquisto della casa dei propri sogni, è sempre richiesto dal creditore un’iscrizione in 1°, e sì, perché un bene può essere ipotecato più volte ma è semplice intuire la quasi inutilità dal secondo in avanti. In caso d’insolvenza il primo grado sarà garantito in tutto o buona parte mentre gli altri dovranno, se vorranno, raccogliere le “briciole”. Sono esclusi i casi in cui un bene abbia una tale capienza rispetto al credito generando un differenziale tale da poter garantire anche gli altri che chiameremmo in quella fase chirografari.

Un’altra dote dell’ipoteca è la possibilità di riduzione. Quando?  Se si verificasse una sproporzione tra il valore dei beni vincolati e il valore del credito garantito.

Ragionando con un’ottica prospettica positiva, una volta saldato il proprio debito, l’ipoteca potrà/dovrà essere estinta. Quest’azione in passato veniva effettuata naturalmente a scadenza dal creditore stesso o dal Notaio rogante, a pagamento, quando invece si alienava il bene prima della scadenza rimborsando in unica soluzione la parte mancante. Dal 2006, con l’introduzione del Decreto Bersani, l’estinzione è sempre gratuita, effettuata dal creditore entro 30 gg dal saldo.

Ultima caratteristica, poi giuro smetto, l’ipoteca è speciale e indivisibile. Battute a parte che possono sorgere sull’essere “speciale”, lo è per il credito garantito e i beni ipotecati. L’indivisibilità è più semplice da comprendere proprio per la sua specialità.

Avete visto, solo per descrivervi questo diritto reale di garanzia quante righe ho dovuto investire. Potete comprendere così la ragione dell’ampiezza dell’atto di mutuo che sostanzialmente, a parte una breve descrizione e conferma del prodotto scelto, parla di garanzia !!!

Prima di lasciarvi ci tenevo a donarvi un consiglio ed un parere !!!

Quando e se  approccerete a broker o banche per richiedere un mutuo valutate con attenzione un aspetto: lo spread applicato. I tassi d’interesse sono uguali per tutte le banche è lo spread a rendere un prodotto finito più o meno valido (consiglio).

Per prestiti fino a 10/15 anni valutate il tasso fisso mentre su lunghi periodi meglio il variabile. Perché? Molto semplice, su periodi brevi scegliere un variabile sarebbe rischioso perché un’impennata potrebbe non essere assorbita, un fisso nei brevi periodi è maggiormente cautelativo. Per i lunghi periodi invece è assai ragionevole che un’impennata possa essere ammortizzata per cui il variabile è da valutare con interesse (parere).

 

Grazie per lettura.

 

Un caro saluto

 

Davide Bosisio

L’Ipoteca
I colloqui individuali

I colloqui individuali

Finalmente sono arrivato a scrivere dei colloqui individuali ! Felice? Certo, credo siano lo strumento migliore, o centrale, nella gestione delle risorse umane.

Innanzitutto partiamo con dare una definizione, Il colloquio individuale tra manager e collaboratore è un momento fondamentale per stabilire un’alleanza che possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi.

Può andare? Comprensibile?

Se sì vuol dire che iniziate a subirne il fascino. Attenzione, è uno strumento di management per cui esistono regole ferree che se non ottemperate potrebbero ritorcersi contro.

Analizziamole suvvia…

Un colloquio va preparato, non mi sveglio la mattina e dico “ ho un paio d’ore libere come le riempio? Ma sì, un paio di colloqui individuali”. Evita, vai a berti un caffè al bar e leggi la gazzetta piuttosto.

Questo strumento prevede una preparazione biforcuta, di ciò che desideri discutere con preparazione attraverso la lettura delle statistiche della risorsa in questione e l’avviso, un giorno o più prima, al collaboratore/trice.

Vediamo quali sono le ragioni perchè prepararsi è fondamentale in ogni cosa, siete d’accordo? Un colloquio può avere più argomenti, si sceglie quello valido in questa o quella fase e lo si prepara. Come? Normalmente le statistiche e le memorie dei vecchi incontri aiutano indiscutibilmente. Un inciso per le statistiche, prediligete quelle, oltre puramente numeriche, a grafico per analizzare i trand. Per appurare una crescita o contrazione. Le cose “disegnate” attirano l’attenzione, sono gradevoli da guardare, facili e soprattutto sono SINCERE.

L’avviso al collaboratore/trice, molto importante, ditelo come volete ma d’obbligo inserire nella frase “non è un incontro punitivo” perché? Perché quando andrete a dare questo appuntamento dall’altra parte si alzerà naturalmente la guardia, se iniziate con il piede giusto invece sarà più morbida.

Lo scopo di un colloquio è capire il perché delle cose, delle azioni, di sentimenti e canalizzarli in una nuova strategia volta agli obiettivi. Se non comprendi il tuo interlocutore agirai per tue convinzioni o stereotipi e probabilmente fallirai nel rapporto. Introduciamo dunque la parola ascolto. In un colloquio bisogna ascoltare. Ma come, imposti un colloquio e ascolti l’altro? Sì, e anche tanto, ovviamente s’imposta, si fanno le giuste domande e/o considerazioni ma la centralità è dare input e stare attenti ai feedback.

Spesso sento dire “quella persona ha una parlantina eccezionale, è un ottimo venditore”, personalmente credo il contrario, chi parla poco e con saggezza ma tende ad ascoltare tanto, quello è un venditore fantastico perché assimila i punti di forza e debolezza e carpisce le esigenze.

Thomas Gordon (1918-2002), psicologo clinico candidato al Premio Nobel per la Pace per ben 3 anni ha affermato che comunicare efficacemente significa, in primo luogo, saper ascoltare. Se non vi fidate di me, che è lecito, date credito ad un Premio Nobel…

L’ascolto deve essere perlomeno attivo, se non profondo, implica l’interazione con l’interlocutore e fa anche in modo che questi abbia delle prove che chi lo sta ascoltando lo stia anche capendo.

Uno strumento che mi è stato insegnato, che vi dono, utile nel dialogare con una risorsa e far emergere i punti ci criticità è il diagramma ad albero. E’ semplice, ad un certo punto dell’incontro prendete un foglio bianco e disegnate un tronco, alla base mettete la mission da raggiungere e consegnate il foglio al collaboratore/trice. Chiedete di tracciare dei rami con scritto i motivi per cui non è riuscito/a a raggiungere l’obiettivo. Noterete come una buona percentuale siano cause oggettive: crisi, competitors, meteo…. Riuscireste a risolvere quei problemi? Non credo, concentratevi e cerchiate quelle soggettive: demotivazione, problemi privati, scarso impegno…. Conseguentemente analizzate solo quelli, diciamo che vi fate aiutare da chi deve ricevere aiuto. Quei problemi potrete risolverli e se dall’altra parte ci sarà voglia e consapevolezza sarà tutto in discesa. Inoltre non trascurate il fatto che in un epoca in cui si ascolta poco quando troviamo qualcuno che lo fa per noi, a nostro vantaggio, ne rimarremo ammaliati ed onorati al punto da seguire il leader. Inoltre traccerete la rotta per  un corretto P.D.C.A.

Molto importante, quando terminate l’incontro, fare sempre un riepilogo per convenire insieme se tutto quanto spremuto sia il reale succo da portare via. Vi aiuterà a trovare reciprocità, stipulare un contratto verbale ed evitare equivoci.

Probabilmente c’è molto ancora da dire ma lo spazio a disposizione m’impone sintesi, ma ricordate che fermarvi a dialogare correttamente, con preparazione, in maniera scientifica è fondamentale altrimenti saremmo tutti bravi a fare i Manager. Anche i luoghi di discussione sono essenziali, non fate un colloquio individuale al bar, vi parrebbe coerente? La scelta del luogo determina la bontà e riuscita di queste azioni. Tempo perso? Sarò breve, chi la pensa così può smettere di leggere non ho voglia di convincere ma di essere capito, un professionista studia, si applica e cerca di evolversi e non critica tendendo a rendere le cose semplici perché semplice è facile, difficile è fatica !

 

Un caro saluto

 

Davide Bosisio

Andiamo al rogito senza intoppi

Se finalmente hai trovato l’acquirente giusto e hai raggiunto un accordo è il momento di prepararsi al rogito e per questo ti serve un notaio.

Chi sceglie il notaio? Il notaio lo sceglie chi compra, perché è lui che lo dovrà pagarlo; se può servire, noi abbiamo notai convenzionati che ci fanno prezzi molto interessanti, quindi in caso di bisogno contattami QUI per avere un preventivo.

Una volta scelto, dovrete consegnargli tutta la documentazione, ecco qui cosa occorre:

– Documenti personali delle parti
– Documenti della casa
– Preliminare di compravendita
– Liberatoria spese condominiali
– Conteggi estinzione anticipata mutuo (se hai un mutuo residuo sulla casa)

DOCUMENTI PERSONALI
Sono necessari carta d’identità, codice fiscale e stato civile di tutte le parti (intestatari di casa e acquirenti). In caso di cittadini stranieri, anche il Permesso di Soggiorno valido.

DOCUMENTI DELLA CASA
Atto che attesta la proprietà (rogito, atto di assegnazione, decreto di trasferimento, successione), scheda catastale, concessione edilizia e agibilità se costruito dopo il 1967, eventuali pratiche comunali se hai fatto lavori che hanno modificato il tuo immobile.

PRELIMINARE DI COMPRAVENDITA
E’ la scrittura privata in cui sono definiti gli accordi che avete raggiunto. Il Preliminare va registrato all’Agenza delle Entrate e va data copia al notaio con il relativo f23 pagato.

LIBERATORIA SPESE CONDOMINIALI
La liberatoria delle spese condominiali è quel documento che attesta il regolare pagamento di tutte le spese condominiali fino alla data del rogito e che garantisce quindi l’acquirente di non avere pendenze arretrate dal momento in cui entra in possesso del bene. La rilascia l’amministratore dello stabile e va richiesta una volta che si è fissata la data del rogito.

CONTEGGI DI ESTINZIONE ANTICIPATA DEL MUTUO
Se sul tuo immobile hai ancora un mutuo residuo, una volta fissata la data del rogito, devi contattare la tua banca, dove hai contratto il mutuo, e chiedere i conteggi di estinzione a quella data.

La banca ti rilascerà un documento che oltre a precisare l’importo necessario a estinguere il debito, anche l’impegno da parte loro di cancellare l’ipoteca a fronte del pagamento.
Al tuo acquirente dovrai comunicare quell’importo con adeguato anticipo, in modo che possa predisporre l’assegno circolare relativo.

Questo assegno va consegnato alla banca esattamente il giorno del rogito che ti rilascerà una ricevuta di cui dare copia anche al notaio.

La differenza del prezzo concordato ancora da incassare, resta a te e ti arriverà sempre tramite assegno circolare.

Al rogito il venditore non ha spese notarili o di tasse da affrontare, tranne in alcuni casi specifici, ad esempio:

– Se il bene arriva da una successione, in questo caso è necessaria l’accettazione tacita di eredità, trascrizione che fa il notaio al rogito al prezzo di circa € 500.
– Se vende prima dei 5 anni una seconda casa, a quel punto pagherà le tasse di plusvalenza. Pari al 20% dell’incremento di valore del bene (differenza tra l’acquisto e la vendita).

Ricorda che se stai vendendo prima dei 5 anni una prima casa, hai l’obbligo di riacquistarne un’altra entro un anno, pena la perdita delle agevolazioni prima casa, con la conseguenza di pagare la differenza di tassazione da prima a seconda casa sull’immobile che stai vendendo.

Dal rogito uscirai senza le chiavi di casa che hai appena venduto, consegnerai il vecchio rogito al nuovo acquirente, e riceverai:

– Assegno circolare dell’importo pattuito
– Se c’è mutuo residuo, assegno circolare intestato alla tua banca per l’estinzione;
– Dichiarazione di avvenuta stipula;

Cosa dovrai fare dopo?
– Se hai mutuo residuo da estinguere, versare su quel conto l’assegno che hai ricevuto;
– Comunicare all’amministratore l’avvenuta stipula, mandandogli via mail la dichiarazione che ti ha rilasciato il notaio;
– Accordarti con il nuovo proprietario per i subentri utenze, se hai bisogno sul nostro sito c’è una sezione di servizi dedicati al post- vendita, clicca qui;
– Chiudere l’utenza della spazzatura, puoi scaricare il modulo direttamente sul nostro sito qui.

Andiamo al rogito senza intoppi

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