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FONDO CASSA CONDOMINIALE, TUTTA LA VERITA’

FONDO CASSA CONDOMINIALE, TUTTA LA VERITA’

Vi siete mai imbattuti, gestendo o vivendo una compravendita, nel fondo cassa che sempre più condomini creano? Certamente a me per professione diverse volte ma, come spesso accade, all’ennesima scopri qualcosa di nuovo. E questo mi piace, imparare intendo, dunque lo condivido.

Il fondo cassa condominiale è un accantonamento di somme con finalità specifiche, si differenzia dall’avanzo di cassa qualificato come il surplus tra i versamenti dei condomini e le spese sostenute in un determinato periodo di gestione.

Di norma è finalizzato a gestire senza disagi opere straordinarie che lo stabile nel tempo richiede.

Il fondo cassa dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • deve essere ripartito in millesimi di proprietà fra tutti i condomini (anche il moroso);
  • deve avere una dimensione annuale. Ogni anno deve essere indicato nello stato patrimoniale e confermato o restituito. Non si può neppure deliberare che i versamenti si protraggano per più gestioni;
  • se inserito nel preventivo, deve essere poi consolidato a consuntivo ed aumentato o diminuito a seconda delle necessità;
  • se un soggetto non paga la quota del fondo cassa, questa morosità risulterà nei suoi debiti di gestione e farà parte del saldo passivo da riportare all’anno successivo;
  • circa le maggioranze, in ragione della peculiarità dell’impegno, è opportuna una delibera assunta ai sensi dell’art. 1136 comma 2° c.c. (almeno 50% dei millesimi e maggioranza degli intervenuti).

Il fondo cassa, al contrario, non deve:

  • essere un espediente per non procedere con le azioni di recupero del credito;
  • essere inteso quale ripartizione del debito dei condomini morosi a carico dei virtuosi. Si tratta, al contrario, di un “polmone” provvisorio che eviti (o quanto meno limiti il rischio) di far crescere all’interno del bilancio condominiale esposizioni debitorie.

Detto ciò, nel corso della mia carriera ho sempre visto gestire questo argomento più con logica che con la giurisprudenza. Cosa voglio dire? Quando si acquista un immobile inserito in condominio che ha un fondo, su indicazione degli amministratori stessi, in sede di atto definitivo con saldo spese aggiornato, vengono indicate le somme di fondo cassa a beneficio dell’unità immobiliare e richiesto all’acquirente di liquidarle al venditore subentrando nella titolarità.

E’ sempre avvenuto così grazie alla razionalità delle persone ma la giurisprudenza dice altro:

Se in sede di preliminare di compravendita non viene esposta la presenza del fondo cassa, con impegno alla sua liquidazione, non sarà atto dovuto da parte dell’acquirente il rimborso a parte venditrice perché considerato compreso nella quota di acquisto. A tal proposito mi permetto di lasciare alcune sentenze:

…premesso che il fondo cassa condominiale è un credito che segue l’immobile, esso viene automaticamente ceduto con la vendita o la donazione dell’appartamento condominiale, anche se ciò non viene menzionato nell’atto di acquisto. Questo perché tali somme sono strumentali al miglior godimento del bene (in quanto finalizzate alla gestione dei servizi condominiali o alla manutenzione delle parti comuni) e sono quindi collegate al bene stesso. Pertanto il venditore non può pretendere la restituzione del fondo dall’amministratore una volta venduta la casa; avendo perso ogni ragione di credito nei confronti del condominio. Dopo il rogito, il credito appartiene quindi al nuovo titolare dell’appartamento.

Ad avvalorare l’indisponibilità delle somme destinate al fondo è un’altra pronuncia della Suprema Corte con sentenza n. 7067\1999 secondo cui i singoli condomini, una volta versate le quote per il fondo, non possono più rivendicarle poiché queste appartengono al condominio.

Cass. sent. n. 17036/2016- Art. 1123 cod. civ. -Art. 1135 cod. civ.- Cass. sent. n. 7067/1999

Il fondo cassa per i futuri lavori è un fondo che “segue” l’immobile, come ribadito dalla Cassazione con la sentenza 17035/2016. Secondo la sentenza, infatti, la creazione di un fondo cassa non pregiudica né l’interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, né il loro diritto patrimoniale all’accredito della proporzionale somma, perché compensata dal corrispondente minor addebito, in anticipo o a conguaglio. Quindi poiché i contributi al fondo corrispondono ad un anticipo delle somme dovute per i futuri lavori, l’amministratore non può restituire queste somme se l’importo non viene riversato da chi subentra nella quota millesimale del venditore. La questione, in sostanza, va regolata tra venditore e acquirente dal momento che l’amministratore, per garantire la corretta gestione contabile, non può in alcun modo creare un ammanco nel fondo cassa. Questo principio era stato peraltro già stabilito dalla Cassazione con la sentenza 7067/1999, nella quale si legge che “il fondo, costituito dai versamenti dei singoli condomini è autonomo per il semplice fatto che è destinato a un fine specifico: la gestione del condominio. Ciò impedisce ai singoli condomini di poter rivendicare le quote versate”. Senza accordo tra venditore e acquirente, quindi, non è dovuto alcun rimborso. (3 luglio 2017).

Nell’ultima parte della sentenza viene citato come l’amministratore non possa assolutamente liquidare, e perché, il venditore direttamente della “sua” quota di fondo, come invece spesso si pensa di fare in deroga ad accordi con acquirenti non propensi ad usare razionalità ed eleganza.

Dunque cosa fare? L’unica formula giusta è racchiusa nell’accordo tra le parti, uno degli elementi essenziali di un contratto. In fase di preliminare, in cui acquirente e venditore decidono di generare la compravendita, tra le varie pattuizioni, servirà esplicitare il fondo cassa e l’accordo al rimborso da parte della promittente acquirente oppure  che la quota sia compresa nel prezzo di acquisto.

E’ importante questo argomento, sapete perché? Nella sua apparente banalità è potenziale argomento di disagio di rapporto tra le parti, irrigidimento, che non fa bene a quello che è considerato un momento importante, la compravendita di una casa. Nulla deve essere sottovalutato ragion per cui ho deciso di promuovere il fondo in questo nuovo articolo e aiutare, nell’informazione, utenti e professionisti che non hanno ben chiaro l’argomento, o meglio, i reali effetti.

Quando giurisprudenza e interpretazione umana si mischiano sono come acqua e olio, mal si sposano. Serve la cultura in principio e un’eccellente capacità di giusta e chiara comunicazione, non solo, serve anche attuarla al momento giusto. A tal proposito il team Spaziourbano è sempre a disposizione per chiarimenti o per mostrare che è certamente il partner giusto per farvi vivere in serenità uno dei momenti più importanti della vita, la compravendita immobiliare!

Davide Bosisio

Buon compleanno SPAZIOURBANO

Ebbene sì, oggi sono 15 anni che il nostro ufficio è aperto! Sono stati 15 anni molto intensi, sono successe molte cose e si sono vendute molte case.

Siamo partiti 15 anni fa lavorando in un bar in Via Gianella, nell’attesa che fosse pronto l’attuale ufficio: i lavori erano interminabili, la storica tintoria di Baggio del Sig.re Rosario, si stava pian piano trasformando in un’agenzia immobiliare, ma le settimane passavano e i lavori non finivano mai.

Intanto io e Stefano, l’amico storico di sempre, bazzicavamo la zona a caccia di immobili da vendere… Eravamo felici, pieni di entusiasmo, finalmente aprivamo nel nostro quartiere, dove siamo cresciuti, dove tutti ci conoscono.

I primi giorni di Marzo del 2005 finalmente l’agenzia era pronta, ma l’elettricista non veniva a completare il lavoro e così rimanevamo aperti solo finchè la luce solare ce lo permetteva…

Il primo vero incarico, da ancora “prossima apertura”, è stata la vendita della casa di mio fratello, portata a termine alla grande. Oggi hanno ricomprato, sempre con noi, una casa più grande e in questa casa sono nate le mie due splendide nipotine.

Nel corso degli anni sono entrati e usciti diversi ragazzi e ragazze, come spesso avviene nelle agenzie immobiliari, tutti chi più chi meno hanno contribuito al nostro sogno. Non li citerò tutti, ma li ricordo tutti con affetto e simpatia.

Per primo voglio ricordare Emiliano, mio primo socio in questa avventura e prima ancora mio titolare, un grandissimo venditore, io lo considero il migliore che ho incontrato, da lui ho imparato tantissimo.

Come dimenticare poi Alberto? un caro amico della “compagnia” che una volta laureato in attesa di intraprendere la sua strada, ha fatto una breve esperienza da noi, portandoci la sua spontaneità e ingenuità sempre con grande allegria.

Ricordo con affetto Serena, allora giovane ragazza, solare, amica del mondo, che ogni mattina con il suo sorriso illuminava l’ufficio, oggi è una stimata amministratrice di condominio, la mia Amministratrice di fiducia.

Il caro amico sardo, Stefano, persona di cultura e dai modi sempre cortesi e gentili, con lui il cliente di livello si trovava sempre a proprio agio. Ha sentito la nostalgia per la sua Sardegna e aimè ci ha abbandonato, ma il legame d’amicizia resta sempre forte.

L’attuale organico, oltre a me e Stefano, si è arricchito di Davide, il TopPlayer che dopo aver iniziato con me nel ’99 e aver fatto il suo percorso di crescita, ho ritrovato con enorme piacere e insieme stiamo elevando l’agenzia ad un livello più alto.

Per ultimo a febbraio di quest’anno abbiamo inserito Carlo, un altro agente immobiliare esperto che condivide i nostri valori, con cui abbiamo completato l’organico.

Nel corso di questi anni siamo partiti affiliati a RETECASA, franchising di cui nutro tuttora grande stima e rispetto, un grande gruppo niente da dire, ma strada facendo ho voluto realizzare il mio progetto, creando un marchio nuovo in cui identificarmi a pieno per realizzare le mie idee. Così nel 2014 è nato SPAZIOURBANO, un marchio giovane innovativo che ancora oggi mi appassiona. Nel 2018 grazie all’idea di Davide di affiancargli una mascotte, abbiamo partorito il Gatto Blu, che ci identifica maggiormente e consolida la nostra immagine. Per la parte grafica dobbiamo ringraziare Luca, il nostro amico Graphic Designer di grande talento che ha realizzato i marchi e tutta l’immagine grafica.

Ricordo i clienti che mi hanno dato fiducia in questi anni, mi hanno fatto crescere come agente e come uomo: tante facce, tante storie, molte felici, molte tristi, ho visto passare tanta vita, tanta emozione, perché la casa rappresenta la famiglia, tutte le famiglie iniziano da una casa.

Le soddisfazioni in questi anni sono state tante, oggi se vado in giro per il mio quartiere, posso guardare parecchi stabili e dire fiero: “lì ho venduto!”. Ovviamente non sono mancati neanche i momenti difficili, abbiamo comunque affrontato la crisi immobiliare più grande e lunga della storia, ma non abbiamo mai mollato e siamo ancora qui, ad affrontare il nuovo nemico: il Covid-19.

In questi anni ho cambiato tutto: dal personale al marchio ai soci, è cambiato il mercato, sono cambiate le tecnologie e di conseguenza il modo di lavorare, ma l’entusiasmo è rimasto quello del primo giorno.

Voglio ringraziare tutti quelli che in qualche modo hanno contribuito a questi bellissimi primi 15 anni a Baggio, da ognuno sono certo di aver imparato qualcosa.

Il 5 marzo è per me una data importante perché festeggio un altro importantissimo compleanno, quello di mia mamma, che da lassù so che mi sostiene e protegge sempre.

Quindi tanti auguri SPAZIORUBANO, continua a crescere senza mai perdere i tuoi valori.

Buon compleanno SPAZIOURBANO

EMOTIONAL ARTICLE: NUOVA AVVENTURA, MARZO 2018 – FEBBRAIO 2019, BILANCIO.

Emotional article, e sì, un articolo un po’ diverso dallo stile di argomentazioni cui vi ho abituato. Perché dopo un anno di lavoro nella mia nuova veste professionale ho ritenuto consono dare sfogo alle emozioni, esperienze, risultati e difficoltà che mi hanno accompagnato.

Partiamo dalle emozioni iniziali che erano in me. Paura, eccitazione, sogni. Questo era il mix provato. Paura di non essere abbastanza per affrontare il percorso, eccitato dalla nuova esperienza  prettamente imprenditoriale condita dal sogno di poter vivere libero di decidere del mio destino e dunque non lavorare per assecondare quello di altri. Il mondo immobiliare è più complesso di quello che sembra, un’agenzia competente è sicuramente un elemento importante nella società moderna,  che permette la realizzazione di esigenze di tante persone ovattando le difficoltà del percorso, enfatizzando le emozioni giuste che portano all’acquisto della casa. Ecco, la mia paura più grande era quella di non adempiere al vero ruolo del mediatore, riuscire ad essere empatico con tutte le figure più disparate e generare questo risultato finale. Ma dai, è andata bene, c’è da migliorare, per cui lavorerò duramente al fine di smussare gli angoli del mio carattere che fanno a pugni con specifiche caratteristiche diverse di altre persone.

E’ bello vedere che ogni affare è stato portato a termine senza l’esigenza di professionisti trasversali, è stato bello vedere i volti soddisfatti di clienti, venditori ed acquirenti, felici e convinti di aver colmato la propria esigenza.

Ci sono stati errori, non posso ometterlo o farlo passare in second’ordine, è da qui che nasce il miglioramento, per cui cosa ho sbagliato? In primis a credere nella buona fede di taluni clienti che, come giusto che sia, nel fare i loro interessi, perdono di vista la cura dei rapporti e spesso ho girato a vuoto. Essere meno accomodante e più “aggressivo” è un punto su cui dovrò impegnarmi. Sogni e denari sono come acqua e olio, serve dunque trattarli in due modalità e non solo in una.

E’ stato ad ogni modo un anno fantastico, colorato di emozioni. I colori sono stati determinanti nel renderlo tale. Abbiamo creato un brand Spaziourbano prestige, sul viola, per lavorare sulla nicchia del lusso ancora da strutturare ed affinare, abbiamo generato  la mascotte Blu, il nostro micio stilizzato di riconoscimento, il nome parla da solo. Il più importante è stato il colore giallo perché nel suo essere meraviglioso ed energico ha supportato ogni mia fase, sempre. Il giallo del sole, del mio book di archiviazione contratti e tanto altro, ma non mi dilungo di più, diciamo semplicemente che lo amo .

Concludo questo “emotional article” con un ringraziamento al mio team. Daniele e Stefano, sono due tra i più cari amici di sempre. Ora ho il privilegio di viverli anche nella veste professionale, ma la cosa importante è come sono stato accolto ed assimilato. Hanno usato un termine improprio per definirmi, Top player, ma non lo sono. Sono un onesto e affidabile professionista, il Top player è altro. Ma se mi vedono così dovrò adoperarmi  ancor più duramente. Vedete, lavorare in proprio, fare un mestiere che piace, viverlo e condividerlo con le persone che vorresti, questa è la felicità come in tutte le cose nella vita.

Un saggio diceva “ chi ama ciò che fa non lavora mai “. Condivido a pieno, aggiungo solo che se fatto con persone speciali la vita assume un gusto unico.

Per i nostri clienti, presenti e futuri, è garanzia di solvibilità e cura perché devono sapere che siamo un team affiatato e amiamo ciò che facciamo.

 

Grazie Daniele, Grazie Stefano

 

Davide Bosisio

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